Dragon's Crown Pro: svelata la data d'uscita dell'action RPG di Atlus

Dragon's Crown Pro

PS4

Dragon's Crown Pro – Provato

In una piovosa giornata milanese ho avuto modo di provare l’esagerata estetica della versione Pro del beat’em up a scorrimento orizzontale con forti elementi ruolistici di Vanillaware. Dragon’s Crown Pro si è mostrato in un evento che mi ha consentito di testarlo in cooperativa affrontando la prima mezz’ora di gioco.

SAPORE DI CABINATI

Dragon’s Crown è stata la killer application che mi ha sostanzialmente “costretto” a comprare una PS Vita. Chi ha vissuto le sale giochi negli anni ’90, difficilmente non si è imbattuto in Tower Of Doom, e nel suo seguito Shadow Over Mystara. Forti della loro licenza in quanto prodotti ufficiali di Dungeons & Dragons (che proprio in quegli anni si giocava con Magic: l’Adunanza il primo posto nell’immaginario collettivo ludico a matrice fantasy), e dunque assai appetibili per il sottoscritto, è impossibile dire quanti gettoni abbia sperperato nell’affrontare quella che ai tempi si rivelò una frenetica ed esaltante trasposizione videoludica delle avventure che era possibile vivere attorno a un tavolo, giocando di ruolo con carta e penna, ovviamente.Dragon's Crown Pro immagine PS4 04

Dragon’s Crown rimane sostanzialmente lo stesso, mentre tutto il comparto artistico è stato rifinito e risulta ancora più accattivante

Dragon’s Crown rappresentava dunque un ritorno a quelle fanciullesche sensazioni. L’idea di poter giocare in cooperativa, stavolta con lo sterminato mondo di Internet come possibile partner di scorribande avventurose, riuscì a vendermi gioco e console. Tuttavia, il titolo in oggetto non era solo un omaggio a quel modo di intendere i picchiaduro a scorrimento orizzontale – ibridati con una fortissima base ruolistica tra livelli, magie, oggetti e quant’altro – ma sapeva andare oltre, palesando una forte identità. Vanillaware riuscì poi a giocare molto bene con un’estetica davvero unica, folle e testosteronica, decisamente sopra le righe ma che “cozzava” deliziosamente con un tratto di base quasi fiabesco, il tutto inserito in un contesto fantasy medievale molto europeo. Certo, qualcuno criticò il character design per forme ritenute eccessive o financo sessiste, ma c’è da dire che l’opera di Vanillaware risulta così esagerata che è davvero difficile riuscire a prendere tutto sul serio, sgombrando immediatamente il palcoscenico dalla minacciosa presenza del fan service.

In ogni caso, la notizia di una riproposizione di Dragon’s Crown su PS4, con una veste rinnovata, compatibilità al 4K e una colonna sonora orchestrale completamente riarrangiata, ha stuzzicato la mia fame di appassionato del genere. Rivederlo su PS4 e su uno schermo grande, un po’ come succedeva con la versione PS3, fa effettivamente capire che la vera dimensione di Dragon’s Crown è quella di una console casalinga. Per quanto la portabilità sia un plus, permettendo anche sessioni mordi e fuggi perfette per la lunghezza media dei “dungeon” esplorabili, l’azione di gioco è troppo caotica per le dimensioni ridotte dello schermo di PS Vita. Così, riprendere la mano con i comandi e i pattern dei nemici – affrontando l’esperienza assieme ad altre due colleghe presenti e un NPC gestito dalla IA – è stato decisamente meno traumatico del previsto. Le informazioni a schermo, nonché gli effetti, sono molto invadenti e decisamente mi sono trovato meglio su PS4 rispetto alle ore passate sul gioco all’uscita nel 2013. Per il resto, Dragon’s Crown rimane sostanzialmente lo stesso: gustosa la nuova colonna sonora orchestrale, mentre tutto il comparto artistico è stato rifinito e risulta ancora più accattivante.

UN GIOCO DA DIVANO

Se la sostanza non cambia, rimane il senso di voler portare su PS4, e con compatibilità a PS4 Pro, una delle esperienze da “divano” più interessanti che sia possibile affrontate. La vera anima di Dragon’s Crown è infatti sempre stata quella cooperativa, ancora meglio se in locale, con la possibilità di passare alla violenza fisica (hai voglia, poi, a dimostrare che i videogiochi non ingenerano violenza!, ndBelboz) quando il vostro amico che usa il mago sbaglia incantesimo, decretando il fallimento della spedizione.Dragon's Crown Pro immagine PS4 01

La vera anima di Dragon’s Crown è quella cooperativa, ancora meglio se in locale

Aspetto quest’ultimo che purtroppo si sta un po’ perdendo, in favore di una ormai radicalizzata presenza del multiplayer online, ma che negli ultimi anni ha dimostrato di avere ancora qualcosa da dare, con ottimi giochi che è possibile affrontare come ai vecchi tempi: un joypad a testa e interi pomeriggi che si volatilizzano. Dragon’s Crown si inserisce bene in questo contesto, regalandoci un’esperienza fantasy interessante e appagante, ottima compagna per una serata tra amici. Sarà comunque presente anche il multiplayer classico, che ci consentirà di affrontare i dungeon con un party di 4 personaggi (scelti tra quelli disponibili), ciascuno a rappresentare un classico archetipo fantasy.

Dragon’s Crown Pro uscirà in primavera su PS4, avrà la localizzazione dei testi in italiano e la possibilità di scegliere se utilizzare le voci in inglese o giapponese. Se non vi siete mai avvicinati a questo gioiellino di Vanillaware, la rinnovata veste Pro potrebbe essere un’ottima occasione per approcciarsi al mondo di Hydeland. Se invece, come me, avete già spolpato la versione originale, sappiate che non ci sono nuovi contenuti, quindi valutate l’acquisto a fini collezionistici o solo qualora foste interessati ai miglioramenti grafici.

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