Heading Out – Recensione

PC

Serious Sim ci porta a bordo del loro Heading Out tra corse, narrazione e roguelike in un suggestivo bianco e nero.

Sviluppatore / Publisher: Serious Sim / Saber Interactive Prezzo: € 19.99 Localizzazione: Testi Multiplayer: ND PEGI: ND Disponibile su: PC (Steam) Data d’uscita: Già disponibile

La strada è un elemento fondante del mito americano. Anzi, si può dire che il mito americano poggi sulla strada. Da On the Road di Kerouak agli American Graffiti di Lucas, dagli assalti alla carovana nel far west alle tracce lasciate sull’asfalto dalla De Lorean di Doc in Back to the Future, il racconto a stelle e strisce si srotola chilometro dopo chilometro lungo polverose strisce di terra o asfalto. Heading Out si accoda a questa lunga e gloriosa tradizione, ma nel farlo si avventura in una complicatissima opera di fusione di generi.

Pur senza alcun esplicito riferimento a coordinate spazio-temporali, Heading Out fa riferimento al filone del cinema anni ’70 di Hollywood incentrato su storie on the road alla ricerca della libertà, ovviamente a bordo di bolidi cromati, ritornato brevemente in auge durante i 2000 grazie al Grindhouse dell’accoppiata Tarantino & Rodriguez.

IL PUNTO ZERO DI HEADING OUT

Basta un’auto veloce, un pilota senza nome e un’impresa da compiere per un tuffo in quelle atmosfere. E il gioco d Serious Sim ci marcia esplicitamente, aggiungendo al mix una colonna sonora stellare, a cui si alternano le voci dei deejay delle stazioni radio locali che seguono gli eventi, insieme a quelle delle frequenze radio della polizia. La furba mossa di delineare il passato e le motivazioni del protagonista ponendo una manciata di domande a risposta chiusa al giocatore contribuisce alla creazione di un background capace di pungere vagamente sul personale pressoché chiunque. Il nostro misterioso protagonista senza nome però non corre solo verso la gloria, ma scappa anche da qualcosa: le sue paure.

Il nostro protagonista è chiamato solo Interstate Jackalope, ovvero la lepre cornuta dell’autostrada.

Concretizzate in una letale nebbia rossastre, le angosce del pilota di Heading Out cuciono insieme il sostrato narrativo del gioco a una delle sue numerose meccaniche, ovvero la guida, probabilmente quella più evidente ed eppure inattesa in un titolo di fondo narrativo. Già, perché in Heading Out le sezioni su strada non sono meri collegamenti narrativi, ma vere e proprie sezioni di guida in cui è necessario raggiungere l’obiettivo richiesto entro il tempo limite della durata della traccia della musicassetta nello stereo (una trovata geniale, ne riparliamo tra poco). Il tutto ovviamente senza farsi raggiungere dalla nebbia, chiaro, ma nemmeno dalla polizia, senza danneggiare l’auto e in alcuni casi anche cercando di battere altri corridori.

LE ANGOSCE DEL PILOTA DI HEADING OUT CUCIONO INSIEME IL SOSTRATO NARRATIVO DEL GIOCO

Per fortuna il modello di guida di Heading Out è piuttosto semplificato e le sezioni al volante sono di fatto così brevi che l’esperienza rimane tutto sommato piacevole per l’intera durata del gioco, anche quando diventa evidente la limitata intelligenza artificiale delle altre auto e il plateale effetto elastico con cui viene gestito il nostro rapporto con i rivali e la nebbia.

PIEDI PESANTI E DECISIONI VELOCI

Nonostante la premessa iniziale della diffusa contaminazione di generi, finora abbiamo descritto Heading Out semplicemente come un gioco narrativo con intermezzi racing, un walking simulator in cui si guida in un certo senso, ma come detto c’è di più. Sotto il cofano Heading Out nasconde un’anima roguelike condita da leggeri tratti manageriali. Partiamo dalla mappa. Ogni viaggio inizia da Detroit e conduce verso il paraurti posteriore del pilota più veloce al mondo.

Heading Out tira fuori panorami suggestivi pur con una manciata di poligoni

Per raggiungerlo però bisogna scegliere la propria strada e l’intero Nord America suddiviso in quadranti offre diverse possibilità. Più del panorama, spesso sono i soldi per la benza a incidere sulla decisione. Nel caso ci si ritrovi a secco, infatti, il game over ci costringe a ripartire da capo, e quanto pigiare il pedale nelle sezioni di guida diventa una decisione più complicata del previsto.

La scrittura è buona, capace di creare fugaci quadretti con una manciata di frasi.

Anche i danni e la stanchezza del nostro alter ego possono significare guai, perché fermarsi avvicina la nebbia e quei pezzi di ricambio non si ripagano da soli. L’ultimo elemento da aggiungere al mix è la reputazione, quest’ultima influenzata dalle nostre decisioni nei bivi narrativi tra una tappa. Dover tenere tutto insieme tuttavia significa che spesso ci si trova a scegliere ciò che è necessario per non beccarsi un game over sul muso, più che ciò che si vorrebbe o che si ritiene giusto. Sarebbe anche un compromesso etico interessante se non si manifestasse fisicamente attraverso una serie di icone e altri elementi che affollano l’interfaccia, incrinando il fascio generato dalla combinazione tra grafica e sonoro.

BEI FANALI!

L’elemento di maggior fascino di Heading Out è senza dubbio rappresentato dalla combinazione tra grafica e sonoro, tra un b/n graffiante intervallato da singoli sprazzi di colore su cui corre la pazzesca colonna sonora che ammanta di suggestioni e malinconia il viaggio on the road.

Gli incontri e le micro storie che si incontrano nelle diverse tappe, sebbene a volte persino toccanti, lasciano invece un po’ il tempo che trovano nel momento in cui diventa evidente come la storia sia incastrata per funzionare con tutti

Gli incontri e le micro storie che si incontrano nelle diverse tappe, sebbene a volte persino toccanti, lasciano invece un po’ il tempo che trovano nel momento in cui diventa evidente come la storia sia incastrata per funzionare con tutti, senza nessun cambiamento di rilievo dovuto alle nostre decisioni. In fondo, l’importante è il viaggio, non la meta, no?

In Breve: Sulle strade di Heading Out c’è un po’ di confusione. Il gioco di Serious Sim prova a combinare racing e narrazione attraverso qualche meccanica di micro-management, ma l’equilibrio tra le parti non regge per l’intero gioco e ogni tanto il percorso narrativo appare inesorabilmente condizionato dalla disponibilità di risorse. Heading Out però dà il suo meglio lasciandosi guardare e soprattutto ascoltare, mentre sotto le ruote scorrono le grigie strade del Nord America e la musicassetta nello stereo spara nelle casse una perfetta colonna sonora da viaggio.

Piattaforma di Gioco: PC
Configurazione di Gioco: Intel i7, 8 GB di RAM, NVIDIA RTX 2050, SSD
Com’è, come gira: Questa volta il tostapane ha dovuto alzare bandiera bianca, senza VRAM non si parte. Per l’occasione ho trovato passaggio su una macchina più potente e il viaggio è stato godibile. In questo caso mi sento di consigliare anche un buon paio di cuffie.

Condividi con gli amici










Inviare

Pro

  • Si respira atmosfera / Mix di generi / Colonna sonora perfetta

Contro

  • Un po’ di confusione / Scelte a volte condizionate
7.5

Buono

Password dimenticata