NZXT Lift 2 Symm (ed Ergo) – Recensione

La domanda può sorgere spontanea: c’era bisogno di un altro mouse? In questi anni ne abbiamo visti davvero di tutti i colori: leggeri, variabilmente pesanti, illuminati, con quattro, otto, dodici tasti programmabili, con e senza cavo.




Insomma, il mercato offre solo l’imbarazzo della scelta e con milioni di esemplari tuttora sugli scaffali, produrne di nuovi può sembrare superfluo. Eppure, c’è sempre spazio per qualche miglioramento e la nuova linea Lift 2 di NZXT è qui a dimostrarlo.

ESSENZIALE MA ERGONOMICO

Del Lift 2 esistono due versioni che cambiano solo nella forma: il Symm, di cui parliamo or ora, e l’Ergo, modellato sul palmo della mano destra. Entrambi condividono la medesima elettronica e per tanto offrono le stesse prestazioni. Visto che io sono notoriamente mancino, ma uso il mouse con la mano destra, per me la scelta sarebbe stata del tutto indifferente; ci sono anche destrorsi che preferiscono la forma simmetrica, quindi la comodità dei due modelli dipende essenzialmente dai gusti personali.

Se per l’Ergo non occorre dilungarsi (è il classico mouse a quattro pulsanti più la rotella, con la forma bombata e adatta al palmo destro), è giusto spendere due parole sulla sostanziale inutilità – mi spiace dirlo – della forma simmetrica del Lift 2 Symm, vanificata dalla presenza dei pulsanti avanti e indietro solo sul lato sinistro della periferica. “Simmetrico” significa perfettamente speculare rispetto all’asse centrale: se un oggetto ha due tasti a sinistra e non ce li ha a destra, simmetrico semplicemente non è. Un problema non da poco, se si punta all’universalità: se usassi questo mouse con la mano sinistra, mi ritroverei a dover gestire questi due pulsanti con l’anulare o con il mignolo, mentre per un impiego ottimale sarei comunque costretto a passare alla mano destra. Premesso questo, il nuovo mouse di NZXT è “semplice” ma anche molto, molto leggero. E per questo comodissimo da usare.

58 GRAMMI, MA NON DI OLIO D’OLIVA

 Girando il mouse sul lato inferiore, notiamo la strategia usata dall’azienda per ridurre il suo peso a soli 58 grammi: il fondo è stato quasi completamente eliminato, sostituito da una leggera armatura a Y e all’incrocio degli assi troviamo la finestrella del sensore ottico, un Pixart PWM3395 dalla sorprendente risoluzione di 26.000 punti per pollice.

Un passo avanti notevole rispetto ai 16.000 della prima edizione del Lift, ma che chiaramente richiede delle mani ben allenate per essere gestita, visto che qualsiasi impostazione al di sopra dei 3600/4000 dpi finisce col far schizzare il puntatore al minimo movimento. Sotto i pulsanti principali, due microswitch di tipo optomeccanico permettono di fare clic con la massima precisione, per almeno cento milioni di volte prima che il produttore consideri la possibilità di un guasto, mentre in mezzo a loro trovano spazio la rotella e il pulsante di selezione dei dpi. La rotella gira a micro-scatti e ha dei rigonfiamenti sulla superficie per scongiurare che il polpastrello scivoli su di essa, mentre il pulsante per scegliere la risoluzione è unico e, per tanto, è necessario premerlo più volte fino a raggiungere la sensibilità desiderata. Il software CAM permette di impostare cinque livelli diversi, ma al momento non sembra ancora pronto per la completa gestione della periferica.

La parte che si occupa di scegliere i punti per pollice non presenta grossi problemi, perché nonostante alcune label tra parentesi graffe visibilmente fuori posto, l’opzione è chiara e del tutto intelligibile, con il livello correntemente selezionato individuato da un pallino sulla destra. Lo stesso, ahinoi, non si può dire per la scelta della frequenza di polling:

Qual è il tasso di polling corrente? Lo sapremo con la prossima release del programma, che ci auguriamo davvero esca in fretta, magari ancora prima che leggiate queste righe. CAM, in ogni caso, ci permette anche di modificare la funzione dei pulsanti Avanti, Indietro, Centrale e Risoluzione, scegliendo tra le stesse funzioni del mouse, la simulazione di un tasto della tastiera, qualche semplice funzione multimediale oppure la registrazione di una macro. Una rosa di scelte piuttosto misera, purtroppo, visto che non è prevista neanche una banale modalità cecchino (che abbassi momentaneamente i DPI a 100-200 finché il tasto rimane premuto). Insomma, qui c’è un po’ da lavorare, ma essendo “solo software” vogliamo dare fiducia a NZXT, visto che i suoi prodotti non ci hanno mai deluso.

A PROPOSITO DI POLLING, NZXT

Una delle caratteristiche più interessanti di questo mouse è la frequenza di polling che può salire dagli usuali 1000 Hz a ben 8000, sfruttando la maggiore velocità dei processori moderni e l’ampiezza di banda garantita – ormai da diversi anni – dalle porte USB 2.0 e superiori. La velocità di polling, lo ricordiamo, equivale alla frequenza con cui il mouse aggiorna il computer sulla sua posizione: più è alta e maggiore, in teoria, dovrebbe essere la precisione con cui verranno registrati i nostri movimenti.

Gli ormai antichissimi mouse PS/2 “viaggiavano” a 125 Hz, ma dal momento in cui abbiamo cominciato a usare le porte USB questo valore è salito fino a 1000, restando sostanzialmente invariato per tutti questi anni perché considerato ottimale. Alzare ulteriormente la soglia implica uno stress maggiore per la CPU (che deve occuparsi anche di questo aspetto) e quello di NZXT non è certo il primo mouse che permette di farlo. Come tutte le altre volte che mi capita di parlarne, vi invito alla cautela: è puro marketing, passare da 1000 a 8000 Hz al massimo impegnerà un po’ di più il controller della porta USB, ma non cambierà di una virgola la vostra esperienza di gioco. È molto più interessante, sotto questo aspetto, la compatibilità con l’ecosistema Reflex di Nvidia, pensato per ridurre ai minimi termini la latenza del sistema durante il gioco. Chi ha già un monitor G-Sync e una scheda video GeForce abilitata, insomma, potrà completare il quadro con questo mouse.

UNA PREGEVOLE SCORREVOLEZZA NZXT

 A questo punto, giustamente, verrebbe da chiedersi perché mai comprare un mouse come questo, dal momento che non offre funzionalità avanzate, non è “veramente” simmetrico e i grandi numeri che può offrire (26.000 DPI e 8000 Hz) in realtà servono a poco. Le ragioni sono sostanzialmente tre: la comodità d’uso, la dolce ma precisa scorrevolezza e l’ottimo prezzo al pubblico. È comodo perché è leggero, si impugna molto bene con entrambe le mani (ma si usa bene solo con la destra), ha i tasti ben posizionati e adotta soluzioni per aumentare la propria scorrevolezza, come il morbido cavo calzato e i piedi inferiori in PTFE. Usarlo è un vero piacere, tanto per il gioco quanto per il lavoro e, nonostante la leggerezza, non dà mai l’impressione di essere un prodotto economico, anzi, è davvero molto robusto. Il Lift 2 Symm costa ‘solo’ 59 euro, che per un concentrato di tecnologie come questo sono molto ragionevoli: abbiamo visto altri mouse “essenziali e leggeri” capaci di costare il 100% in più senza offrire altro. E a me è piaciuto moltissimo. Sono abbastanza sicuro che sarà così anche per voi.

Voto 8.7

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