Tales of Arise provato

Tales of Arise – Provato

Quello degli JRPG come Tales of Arise è un campo tanto ostico quanto affascinante. Pur avendo rispolverato (o riscoperto) un sentimento crescente per il genere, non posso che iniziare questo articolo con le parole del buon Stefano, impegnato proprio nella sua riscoperta degli JRPG come luogo di ristoro mentale, tra appagamento e delizia estetica.

Sviluppatore / Publisher: Bandai Namco / Bandai Namco Prezzo: 59,99€ Localizzazione: Testi Multiplayer: Assente PEGI: 12 Disponibile Su: PC (Steam), PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X|S Data di Lancio: 10 settembre 2021

Nonostante la finestra di uscita per ora ufficializzata al 10 settembre, Bandai Namco ci ha dato la possibilità di mettere mano a una primissima build di gioco, a cui abbiamo potuto giocare via streaming. Per addentrarci nel mondo di ogni singolo capitolo di Tales of ci vuole tempo, concentrazione e cosa più importante, esplorazione, motivo per cui nell’ora di gioco che mi è stata proposta mi rendo conto di aver appena scalfito le intenzioni del prodotto, lungi dall’essere completo e ancora in fase di ottimizzazione.





Nonostante la porzione di demo messa a disposizione fosse davvero breve, ne ho approfittato per spulciare ogni singolo pixel presente con il mio nutritissimo party. Sin da subito infatti mi sono trovato nella situazione di avere un party composto da sei eroi, tutti diversi e con relative abilità, per testarle direttamente sul campo.

A TALE OF… SOULS AND SWORDS?

Per seguire fedelmente il canone, inizio con Alphen, il protagonista, maschera di ferro sul viso e specialista della spada, forse il guerriero più versatile. Il gioco mi dice che nonostante la scelta, posso cambiare personaggio durante l’avventura. Poco male, come primo approccio per spolpare la demo lui è ottimo: spade impugnate, Alphen è quel personaggio che possiede un’infinità di attacchi speciali, tutti di una potenza offensiva devastante. L’unico neo è che attivare tali prodezze richiede un determinato consumo di punti vita, dunque non siate troppo generosi, non siete un tank, un paio di attacchi speciali dosati male e vi metterete KO con le vostre stesse mani.

Tales of Arise provato

L’Atmospheric Shader riesce a regalare scorci magnifici, tanto nelle città, quanto nelle grandi aree di gioco a esplorazione libera.

Sfogliare il resto del party sin da subito è dunque utile per cominciare a elaborare nella nostra testa qualche formazione standard e scegliere i compagni di supporto. Le premesse drammaturgiche profumano già di una storia tanto epica quanto maledetta, nella quale proprio il giovane Alphen tenterà una rivolta contro il popolo di Rena, che ha schiavizzato la sua gente per più di 300 anni. A lui si aggiungerà Shionne, misteriosa ragazza di Rena che però ha rinnegato le sue origini per sfuggire a una temibile maledizione. Incipit che presenta dinanzi a noi giusto il necessario per giustificare il lungo viaggio intrapreso dai due a cui si aggiungeranno i diversi compagni.

COME IN UN QUADRO

Al primo avvio, a colpirvi sarà senza ombra di dubbio l’Atmospheric Shader. Realizzato interamente da Bandai Namco, il sistema grafico restituisce al gioco una sensazione simile al Cel Shading, ma con l’aggiunta di sfumature cromatiche assai più interessanti. Senza sforzi inutili nel cercare il fotorealismo estremo, Tales of Arise rimane fedele alle origini, e così facendo la resa estetica potrebbe definirsi quasi al pari di un quadro in movimento. Nonostante ci dividano ancora tre mesi buoni dalla release ufficiale, dal punto di vista estetico Tales of Arise mi è sembrato incredibilmente galvanizzante.

Continua nella prossima pagina…

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