Tekken Mobile disponibile

Tekken Mobile

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Tekken Mobile - Provato

Mi sono ritrovato nel booth di Bandai Namco per la presentazione di un titolo “ancora non annunciato” per scoprire poi che si trattava di Tekken Mobile, rivelato in realtà la settima scorsa e su cui già vi abbiamo dato qualche informazione qui. Siccome ho avuto modo di metterci sopra le mani, abbiamo pensato che fosse il caso di approfondire un pochetto quanto visto alla Gamescom.

DOJO PORTATILE

Vado a bomba sul sistema di controllo, che aggiunge alcune novità ad elementi ormai consolidati nei titoli di combattimento per smartphone, come ad esempio Injustice. Un tap sulla parte destra dello schermo costituisce un attacco di base, mentre sulla parte sinistra una parata; con lo swipe, invece, ci si sposta avanti o indietro. Al momento non c’è il salto, perché secondo lo sviluppatore è di difficile implementazione e richiederebbe uno studio ulteriore da parte del team. Fin qui tutto normale, ma ad aggiungere elementi di strategia ci pensano delle carte speciali, dette “Waza”, che attivano mosse particolari, utilizzabili per esempio per rompere la guardia di un avversario molto difensivo o per lanciarlo in aria in modo da potergli poi infliggere delle combo mentre si trova ancora in volo, nella più classica delle juggle.

Tekken Mobile cerca di arricchire a modo suo la scena dei picchiaduro su smartphone

L’utilizzo delle rage art – presenti anche qui – e la scelta delle suddette carte con cui affrontare ogni scontro (insieme al tempismo necessario per usarle) avrà molto peso nelle probabilità di successo. Per avere a disposizione sempre più tecniche differenti si potranno effettuare acquisti in-game oppure giocare la campagna in singolo, dove tre personaggi di nostra scelta affronteranno diversi livelli, laddove dovranno prima eliminare sgherri di bassa lega per poi sfidare i boss, incarnati in lottatori classici dei vari Tekken. Una volta sconfitti, questi entreranno a far parte del roster: in caso li avessimo già battuti precedentemente, ci forniranno invece più carte con mosse speciali per quel combattente.

PICCHIARSI DAL VIVO È MEGLIO

Come prevedibile, in Tekken Mobile non mancherà il PvP, presente in diverse declinazioni. La tradizionale modalità asincrona sarà caratterizzata da un ghost che rifletterà in tutto e per tutto il nostro stile di lotta: gli sviluppatori ci hanno raccontato di aver elaborato un algoritmo avanzato, che studierà ogni partita e ogni mossa con tale perizia da poter replicare fedelmente le tattiche che usiamo. La curiosità di verificare il risultato finale è tanta, anche se, per quanto elaborata sarà l’Intelligenza Artificiale che gestirà il tutto, non credo riuscirò mai a ritenermi davvero “battuto” da un amico che abbia sconfitto il mio ghost.

Tekken Mobile annunciato per dispositivi iOS e Android

in Tekken Mobile non mancherà il PvP, presente in diverse declinazioni

Bandai Namco ha comunque trovato una scappatoia a questo tipo di blocco psicologico, introducendo la modalità più interessante di Tekken Mobile, ovverosia il testa a testa locale, grazie al quale sarà possibile affrontare in sfide in tempo reale qualsiasi amico con un smartphone nelle vicinanze. Tutto da verificare rimane il cross-play tra cellulari con sistemi operativi diversi, che non ci è stato garantito per il lancio ufficiale perché pare siano necessarie soluzioni tecniche che il team non sa di preciso quanto tempo richiederanno prima di essere messe sul piatto, ma su cui puntano molto anche per lanciare Tekken Mobile nel mondo dell’esport.

In questo momento Tekken Mobile è disponibile solo in Canada e in pochi altri paesi, dove è in fase di soft launch. Per i prossimi mesi noi europei potremo solo dimostrare il nostro interesse con una registrazione sul sito tekken-mobile.com: se un numero di persone sufficiente parteciperà all’iniziativa, verrà addirittura creato un nuovo lottatore che diverrà parte del lore di Tekken e sarà utilizzato anche nei futuri titoli della serie.

In sostanza, Tekken Mobile cerca di arricchire a modo suo la scena dei picchiaduro su smartphone, introducendo alcune feature come le carte Waza e le rage art che richiedono una lettura tattica dell’avversario finora assente in altri titoli. Come mi ha fatto notare lo sviluppatore che ho sfidato, “i titoli di lotta, alla fine, sono un gioco mentale”. E subito dopo le ha prese male dal mio Paul, cui notoriamente non piace andare troppo per il sottile (ti ha lasciato vincere apposta… lo sai, vero? ndKikko).

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