Qualche giorno prima dell’open beta di Exoprimal che è terminata proprio oggi, siamo stati invitati a una nuova full immersion a base di dinosauri, esoscheletri e valanghe di proiettili. Potevamo non raccogliere il guanto di sfida?
Sviluppatore / Publisher: Capcom / Capcom Localizzazione: Testi Multiplayer: PvP e Co-op online PEGI:ND Disponibile su:PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X|S Data di uscita: 14 luglio
I videogiochi mi hanno insegnato che negli universi paralleli la vita fa decisamente schifo. Avete mai visto un vortice spaziotemporale aprirsi e portare qualcosa di positivo? Tipo oro, diamanti, nuove tecnologie, o anche solo un gelato al cioccolato? Nulla, sempre mostri, demoni e pestilenze. In Exoprimal, prodotto e distribuito da Capcom, nel 2040 una serie di rift scodella sulla Terra nientepopodimeno che qualche milioncino di dinosauri affamati, facendo scendere la posizione dell’uomo nella catena alimentare di qualche dozzina di scalini.
Tre anni dopo, a cercare di ribaltare la situazione, arrivano gli Exocombattenti, guerrieri dotati di armature robotiche ad alta tecnologia concepite per combattere la neo arrivata fauna. Solo i migliori avranno l’onore di dar battaglia ai rettili, e in qualità di cadetti dobbiamo sottoporci a durissime selezioni per far vedere che siamo capaci di trasformare Tirannosauri in scarpe, borsette e cinture.
DIECI GUERRIERI PER ME POSSON BASTARE
La trama sembra banale ma Capcom promette che maggiori dettagli ci verranno forniti durante la progressione del gioco. Io però sono entrato nei server per fondere il tasto sinistro del mouse a suon di mazzate ai nemici e soprattutto per toccare con mano i passi avanti compiuti rispetto alla versione da me provata la scorsa estate. Il curioso PvE misto a PvP a squadre mi era già parso divertente all’epoca, quindi le aspettative erano piuttosto elevate.
Meglio una katana o un lanciafiamme? Una mitragliatrice pesante o un fucile da cecchino? Il segreto è sperimentare
SONO UN EXOCOMBATTENTE SEMPLICE: FACCIO COSE, ELIMINO DINOSAURI
La modalità di gioco disponibile era Dino Survival, la principale di Exoprimal: due squadre di cinque giocatori ciascuna si sfidano in varie missioni prevalentemente PvE assegnate da Leviathan, e vince il team che per primo le completa. Ci può semplicemente venir chiesto di eliminare tutti i dinosauri, o difendere postazioni strategiche eliminando dinosauri, o ancora caricare celle di energia eliminando dinosauri, e in genere di svolgere operazioni di vario tipo incentrate, indovinate po’, sull’eliminazione di dinosauri.
Di quando in quando veniamo messi al corrente dei progressi della squadra avversaria, e generalmente a chi si trova in svantaggio viene concessa la possibilità di compiere un’incursione nel campo di gioco nemico per ostacolare gli avversari, magari impersonando il terribile T-Rex e creare un discreto scompiglio.
EXOPRIMAL: THEY ARE D-ILLIONS
La caratteristica peculiare di Exoprimal, e la sua più grande fonte di divertimento, è la quantità di rettili che ci costringe a fronteggiare. I rift fanno piovere tonnellate di Velociraptor mentre stormi di Pteranodonti oscurano il cielo – allora combatteremo nell’ombra, direbbero gli Spartani – e ogni ondata è una battaglia all’ultimo proiettile. Non mancano unità colossali e decisamente dure da abbattere quali Triceratopi, Stegosauri e Anchilosauri, le cui cariche devastanti vanno evitate ad ogni costo. Sono le creature più carismatiche della produzione, e trovarsi faccia a faccia con questi bestioni, magari con i compagni di squadra in tutt’altre faccende affaccendati, provoca una certa ansia.
In Exoprimal, centinaia di dinosauri invadono le strade, e il cielo è coperto da rapaci preistorici
I PRO, PERÒ…
Osservando il tutto dal punto di vista strettamente competitivo, però, ci sarebbero dei bilanciamenti da apportare alle classi, poiché in questo momento l’Exosuit Assalto è notevolmente più performante delle altre, perlomeno nella modalità in cui ci siamo dati battaglia: quando arrivano centinaia di dinosauri, non c’è strategia migliore che iniziare ad abbatterli già da lunghe distanze, e solo questa tipologia si presta egregiamente allo scopo. Il Tank è molto divertente da manovrare, e uccidere rettili a pugni innegabilmente regala più soddisfazione rispetto a scaricar loro addosso raffiche di asettici proiettili, ma richiede un ingaggio da distanza molto ravvicinata, con i Velociraptor – keyword: “veloci” – che schizzano via da tutte le direzioni limitando il numero delle kill.
In una modalità single player, magari incentivato da un paio di achievement da sbloccare, l’avrei sicuramente utilizzato, ma in competitiva è necessario massimizzare il numero di danni senza curarsi troppo dei dettagli. Discorso simile per il Support, che senza la coordinazione e la comunicazione di un party affiatato è difficile si trovi al posto giusto al momento giusto per alzare gli HP dei compagni, rendendo preferibile morire un paio di volte in più, al costo di 15 secondi di limbo prima del respawn, portando però al Creatore assieme a noi un maggior numero di sauri.
In un’ottica competitiva, alcune classi sono più efficienti di altre, ma nulla che non si possa risolvere con un bel balance