Arise: A Simple Story – Recensione

PC PS4 Xbox One

Alexis Corominas, uno dei fondatori di Piccolo Studio, presenta così il primo progetto del team spagnolo indie, quel Arise A Simple Story pubblicato da Techland Publishing che punta a far vibrare più di un’anima: “Arise è un viaggio emotivo attraverso una vita piena di gioie e dolori, un racconto in cui tutti possono riconoscersi. Permette di esplorare le varie stagioni della vita illustrate da ambienti evocativi, e rivivere ricordi con l’aiuto di una meccanica di gameplay unica che permette di manipolare il tempo. Il nostro obiettivo è di lasciare che i giocatori si abbandonino ai ricordi e riflettano sulle loro vite mentre progrediscono attraverso la storia.”

CHI HA DETTO CHE I VIDEOGAMES NON HANNO UN’ANIMA?

In effetti, viaggio emotivo descrive perfettamente il gioco, giacché l’idea alla base è questa e Arise A Simple Story è bravo a farla vivere a chi gli dedicherà 5/6 ore. Breve? Si lo è, purtroppo. Facile? Anche, ma c’è da dire che una difficoltà elevata forse stonerebbe col tipo di esperienza che Arise rappresenta: qui si punta su emozioni ed empatia, non si combatte nel senso più fisico del termine.

Arise A Simple Story .punta su emozioni ed empatia, non si combatte nel senso più fisico del termine

Ci sono lotte che riguardano soltanto noi e il nostro dolore, giorni cupi in cui tutto sembra un fardello che appesantisce respiro e pensieri, periodi dove l’unica soluzione è affrontare la vita, nonostante tutto, andando avanti imparando a convivere con lo strazio interiore per poi, un giorno, accorgersi che il nostro pellegrinare nella quotidianità, usando i ricordi felici come scogli cui aggrapparsi per non affogare nel mare d’angoscia, ci ha condotto oltre le difficoltà. È questo il tipo di lotta di cui Arise A Simple Story narra e in cui chiede di cimentarsi, tra un’avversità e l’altra, finché non si capisce come superare un ostacolo allorché gli enigmi ambientali in quest’avventura sono i veri antagonisti, ma la capacità di manipolare il tempo e, con un movimento dell’analogico destro, passare dall’inverno alla primavera, è quell’alleato insostituibile che ogni disperso nel limbo tra vita e morte vorrebbe al suo fianco. Noi impersoniamo un vecchietto che si ritrova nel mezzo del guado spirituale dopo la sua morte e controlliamo il tempo, perciò c’è speranza di raggiungere quella luce che sembra chiamarci a sé.

Lo vedrei bene su Switch – il gioco, non l’adorabile vegliardo – ma al momento è certo che Arise A Simple Story uscirà il 3 dicembre per PC (in esclusiva temporale su Epic Store), PS4 e Xbox One al prezzo di 19.99 €. Nasce come single player ma prevede la co-op in locale, con il secondo giocatore impegnato nella gestione del tempo o di una… pardon, il rischio di scivolare su una buccia di spoiler è troppo minaccioso per addentrarmi ulteriormente.

LA VITA, UN VIAGGIO AFFASCINANTE E MISTERIOSO

Se dovessi raccontarlo usando tre aggettivi, il primo sarebbe “evocativo”, per sottolineare uno stile artistico che dà vita ad uno spettacolo audiovisivo incantevole; grazie ad un gameplay basato sulle interazioni con l’ambiente e ad una sublime colonna sonora made by David Garcia (Lead Sound Designer di Hellblade: Senua’s Sacrifice, tra gli altri) che, cavalcando gli eventi con grazia, accarezza e sferza lo spettatore con candore e inaspettato ardore, ogni elemento svolge bene il proprio ruolo nello show.Arise A Simple Story Recensione

L’evocativo stile artistico dà vita ad uno spettacolo audiovisivo incantevole

Il secondo aggettivo sarebbe “toccante”, e non potrebbe essere altrimenti per via di una storia che abbraccia con delicatezza temi devastanti come il dolore per la perdita di ciò che abbiamo di più caro e per le riflessioni che, tra un balzo e un’arrampicata, tra gioie e dolori, sbocciano spontanee. Con un pizzico di ironia, come ultimo aggettivo, opterei per infame e il perché è presto detto: ogni componente di Arise A Simple Story è soffice come una nevicata a Natale, con l’atmosfera ora candida, ora triste, spezzata bruscamente solo dai nostri improperi quando non riusciamo a superare un ostacolo dopo diversi tentativi nelle sezioni platform. Nonostante la bassa difficoltà può capitare di rimanere invischiati in alcuni punti, anche perché tra comandi e telecamera non completamente governabile, ad esser pignoli oltre ogni dire, si potrebbe desiderare un filo di precisione in più. Ci si abitua presto, nulla di irrimediabile ma, anzi, insieme ai rari blocchi dell’animazione che precede la caduta e qualche lieve calo di fps, si tratta di semplici incidenti di percorso risolvibili con una patch.

Anche se non siamo chiamati ad impugnare le armi, non significa che accompagnare il protagonista sia noioso o poco stimolante. Le belle scelte di game/level design si allacciano tra loro senza sbavature né forzature, quasi fossero morbide pennellate di un tutt’uno e non artifici di qualche abile programmatore, così come gli enigmi regalano la percezione di un duello con le forze naturali (e non solo) in cui abbiamo una chance di farcela grazie alla possibilità di modificare il tempo e l’ambiente a nostro favore.Arise A Simple Story Recensione

Le belle scelte di game/level design si allacciano tra loro senza sbavature né forzature

Le numerose scene evocative, il sapiente utilizzo dei colori caldi/freddi e il rapporto empatico col vecchino sono gli altri aspetti convincenti; anche stilisticamente, però, Arise A Simple Story si rivela costantemente delizioso, con ognuno dei dieci “mondi” ben caratterizzato e disseminato di puzzle mai troppo complessi, la cui soluzione è sempre a portata di mano o di telecomando temporale. Il cammino – piuttosto guidato, a dire il vero – regala una manciata d’ore di relax introspettivo senza mai risultare frustrante o monotono. Per i completisti seriali ci sono, sparsi qua e là, dei ricordi da trovare che spiegano le vicende del vecchino attraverso delle immagini; nonostante le aree nascoste, tuttavia, direi che rigiocabilità e longevità non siano ascrivibili alla categoria dei pregi. Il difetto più evidente è la brevità, ma in ogni caso Arise A Simple Story merita d’esser giocato per la raffinatezza con cui guida il giocatore, tra direzione artistica, storia e gameplay, fino alla conclusione di un viaggio attraverso le stagioni della vita che riguarda il protagonista e finisce per coinvolgere anche chi lo manovra. Se la missione degli sviluppatori era rappresentare un volo tra le emozioni, allora si può dire missione compiuta: cambia poco se si è fan o non fan del genere, l’esperienza di Arise non necessita di grandi requisiti per lasciarsi apprezzare. Basta avere un’anima sensibile, tutto qua.

Arise a Simple Story si intrufola nella categoria dei giochi che raccontano una storia senza bisogno di parole e lo fa con delicatezza, in modo romantico, lasciando che l’ultima mano di colore all’esperienza la dia il giocatore attingendo dal ripostiglio in cui custodisce i propri sentimenti. Sembra volerci sussurrare che il dolore, forse ancor più della felicità, forgia l’uomo e che, nell’arco di tutta una vita, entrambe le sensazioni sono inevitabilmente destinate a convivere in ognuno di noi come due facce della stessa, umana medaglia. Una piccola carezza digitale che scalda il cuore, un titolo corto eppure riuscito, che è capace di raccontare molto pur senza proferire verbo.

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Pro

  • Un manifesto di delicatezza tecnica ed eleganza artistica in movimento.
  • Gameplay ben saldato al telaio di gioco e colonna sonora da lode.
  • È un viaggio evocativo e toccante tra le emozioni, aveva ragione Corominas.

Contro

  • Breve, rigiocabilità e difficoltà (volutamente bassa, "ça va sans dire").
  • Sporadiche e lievi imprecisioni tecniche.
8.4

Più che buono

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