Speciale indie – Milan Games Week 2022

Milan Games Week è anche quel momento dove lo sviluppo indipendente delle nostre latitudini prova a mostrarsi al pubblico, vuoi sfruttando gli spazi messi a disposizione di IIDEA, vuoi approfittando dell’impegno di Red Bull che quest’anno ha deciso di portare in fiera i finalisti del suo Indie Forge; sta di fatto che è una delle vetrine più importanti per i dev nostrani, con i suoi alti e bassi.

Ci sono un po’ di comuni denominatori tra i titoli dell’Indie Dungeon. O forse sarebbe più corretto dire tra le persone che sono dietro il loro sviluppo e le loro necessità, dato che diversi degli studi presenti erano e sono a caccia di un publisher. Ma ci sono punti di contatto anche a livello di design, con titoli pensati per Twitch e altri che, invece, hanno tutta l’intenzione di assecondare questo revival del platform d’epoca PlayStation 2. In ogni caso, questa è una selezione di giochi provati in fiera che hanno, secondo noi, qualcosa da dire.

CRIME O’CLOCK

A volerlo definire in due parole Crime ‘O Clock è quello che succederebbe se Where’s Waldo incontrasse il tenente Colombo. Lo scopo del gioco è sostanzialmente quello di risolvere casi individuandone gli elementi nevralgici come la scena del crimine o come ha fatto il ladro a introdursi nell’abitazione.

A volerlo definire in due parole Crime ‘O Clock è quello che succederebbe se Where’s Waldo incontrasse il tenente Colombo

E questo spiega perché si sia andati a scomodare il detective interpretato da Peter Falk, ma Waldo? Il collegamento è duplice. Lo suggerisce in prima battuta la direzione artistica/visiva di Crime ‘O Clock, che a schermo viene tratteggiato come una pagina bianca su cui viene disegnata la mappa di gioco in uno stile che richiama i libri di Handford.

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Ma anche la meccanica principale di gameplay è molto simile: qui non bisogna trovare Waldo nascosto da qualche parte, l’obiettivo della nostra ricerca è mutevole, ma il principio è lo stesso.

Non ci si affida solo alla vista ma anche agli indizi del caso

Non ci si affida solo alla vista ma anche agli indizi del caso, che per esempio indicano che il furto è avvenuto nella zona ricca della città e quindi portano ad escludere i quartieri dove compaiono baracche o abitazioni meno sfarzose. Perfetto per i tablet – ma dovrebbe funzionare alla grande anche su PC –, l’uscita è prevista per l’anno prossimo.

DINO PATH TRAIL

Hades prima e Returnal poi hanno mostrato che sì, si può confezionare un prodotto story-driven anche se si sceglie di farlo all’interno dei roguelike (o roguelite, a seconda della scuola di pensiero che si adotta).

il gioco è un prodotto story-drive impacchettato in un roguelike

Dino Path Trail ha la stessa ambizione: ambientato in una ucronia dove i dinosauri non si sono mai estinti, le creature preistoriche vengono mischiate all’ambientazione western e al rapimento della sorella della protagonista, che darà il là ad una serie di eventi che le faranno scoprire la verità sulla sua famiglia.

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Il tutto appunto impacchettato in uno shooter isometrico guidato dal crafting, che già nella build provata diventava un elemento di trama abbastanza importante per proseguire. Il loop di gioco per il resto sembra funzionare bene – chiaro, tranne quando si incarta il menu per equipaggiare le armi –, ma andrà valutato sulla lunga distanza sulla base di quanto riuscirà a tenere il giocatore al suo interno prima di scadere nella ripetitività.

CIRCLE OF FOOTBALL

Fantastico Studio con Circle of Football vuole rispondere a Windjammers. Lo fa in modo tipicamente italiano, mettendo in mezzo o juoc du pallon e dando la possibilità di giocare due contro due, ma la sostanza è quella e la garra pure.

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Un tasto per tiri e passaggi, un altro per le scivolate e per il resto lo scopo del gioco è mandare la palla in rete impedendo agli avversari di fare altrettanto. Pare semplice, in effetti lo è pure, ma poi intervengono i campi da gioco a sbilanciare completamente l’equazione.

Circle of Football sembra semplice, ma i campi da gioco complicano abbastanza la situazione

Si può giocare in un salotto sfruttando i mobili come barriera, o in un campo dove i pali delle porte sono mobili e queste possono essere allungate o strette a seconda dei movimenti che si fanno. Circle of Football è insomma uno di quei titoli perfetti per una serata con gli amici, e chissà che questo poi non diventi benzina per farlo funzionare anche su Twitch.

CARACOLES

“Il racing game più lento del mondo”. Con una accolade del genere nessuno sano di mente penserebbe di spendere un po’ del suo tempo su Caracoles. E nessuno sano di mente allora potrebbe mai scoprire l’estro dietro il prossimo titolo di Yonder (le stesse menti dietro Hell is Others), un gioco di corse effettivamente lento ma per motivi di design.

A scendere in pista sono infatti da 1 a 100 lumache – si, il multiplayer è anche online – che affronteranno poi la pista seguendo il percorso tracciato nel modo più veloce possibile dai giocatori usando le dita. Bonus velocità per chi riesce a stare in scia, malus per chi esce dai confini del tracciato e, a detta dei dev, c’è in programma anche qualche integrazione con Twitch per permettere al pubblico di scommettere sulle lumache o droppare qualche power up alla Mario Kart a complicare ulteriormente la situazione.

Caracoles è un altro dei titoli della fiera che ha tutte le possibilità di diventare una hit

Caracoles è un altro di quei titoli della fiera che ha tutte le possibilità di diventare una hit, perché sulla piattaforma di Amazon sembra essere a casa come una chiocciola nel suo guscio. Da tenere sicuramente d’occhio, considerando poi l’uscita anche su mobile diventa davvero difficile trovare un pretesto per parlarne male.

ROLLER DRAMA

Roller Drama è filosofia. Roller Drama è emanazione del suo stesso autore. È Pietro Polsinelli (Open Lab Games) che prende e decide che in un gioco dove ci si mena sui rollerblade ci deve infilare per forza Shakespeare e quella roba strana che nessuno ha capito sul gatto di Schrödinger.

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Roller Drama è un’avventura grafica dove ogni decisione che prendi è al limite tra il giusto e lo sbagliato. Sono relazioni umane e ogni gesto lo fai camminando sul filo del rasoio, con quella tensione propria di quando devi fare necessariamente qualcosa ma hai paura di ferire qualcuno.

Roller Drama è un’avventura grafica dove ogni decisione che prendi è al limite tra il giusto e lo sbagliato

Poi sì, ci si mena sul campo gestendo le atlete e sperando di fare più punti della squadra avversaria, ma è una conseguenza, una prestazione atletica che è la fine di un percorso iniziato quando hai bussato alla porta della camera di una di loro e le hai chiesto che fine avesse fatto il gatto nero che miagolava in cantina fino ad un momento prima.

SPANKY’S BATTLE SWING

Spanky’s Battle Swing è praticamente una vertical slice per ora, ma ha buon potenziale. Un platform 3D che segue la recente wave PS2 di titoli come Lost in Random e The Gunk (e volendo anche Kena).

Un platform 3D, però, musicale, dove bisogna mantenere il ritmo seguendo il beat, un po’ come in Crypt of the Necrodancer. Sbagliare anche di poco in Spanky’s Battle Swing ti può costare tanto caro, soprattutto durante l’unica boss fight disponibile contro quel ragno funky.

SEARING

SeaRing fa parte di quel genere un po’ a caso chiamato weird RPG. Quella roba che ha fatto innamorare tutti di Undertale facendo dimenticare l’esistenza di Earthbound. Beh, SeaRing segue quel solco lì ma definirlo clone o copia sarebbe quasi offensivo.

In quella che è una demo corta si vede già tutto l’amore e l’impegno dietro ad un progetto che fa dei puzzle ambientali e dei dialoghi il suo punto di forza. SeaRing è ancora acerbo, ma ha uno stile pazzesco e una comicità che, per ora, funziona e coinvolge. La demo della Games Week, tra l’altro, si trova anche su Steam, quindi senza saper né leggere né scrivere io una provata la darei.

 

Articolo scritto a quattro mani con Francesco “TheLawyer” Alteri che ha curato gli ultimi tre giochi dell’elenco.

 

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