Milky Way Prince – The Vampire Star – Recensione

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Sentite un po’ questa: il mio fidanzato viene dalla Via Lattea. E poi c’è chi viene a parlarmi di relazioni a distanza difficili!

Sviluppatore / Publisher: Lorenzo Redaelli / Santa Ragione Prezzo: N.D. Localizzazione: Testi Multiplayer: Assente PEGI: N.D. Disponibile Su: PC, PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch, Mac OS

In una delle tante sere estive passate a osservare le stelle col telescopio in assoluta solitudine, ci capita di assistere ad un evento incredibile: una creatura proveniente dallo spazio profondo atterra proprio a pochi passi da casa nostra, e saremo probabilmente i primi a giungere sul posto. Rispolveriamo il Devastator di Duke Nukem? La BFG 9000 di Doom? Assolutamente no. Nuki ha in mano un rasoio, ma non ci sono gole xenomorfe da tagliare. Lo userà per depilarsi e passare momenti di intimità in un motel con Sune, il principe della Via Lattea caduto sulla Terra.





Milky Way Prince – The Vampire Star, prima fatica di Lorenzo Redaelli edita da Santa Ragione, è una visual novel che racconta la tormentata storia d’amore tra un giovane nerd appassionato di astronomia e un suo coetaneo affetto da disturbo borderline della personalità, rappresentato metaforicamente come una stella cadente: nel corso della storia, il principe siderale diventerà sempre più instabile, al pari del corpo celeste a cui si ispira.

ANIMA BELLA, STELLA GEMELLA, DOVE SARAI

Nulla va per il verso giusto nella relazione tra i due protagonisti, in un continuo saliscendi di dubbi ed emozioni contrastanti, dominate dalla paura di non essere all’altezza l’uno dell’altro. Da una parte il timidissimo Nuki, che si sente fuori luogo come il più sfigato del college invitato al ballo di fine anno dal quarterback più tosto della squadra locale. Dall’altra il disturbato Sune, consapevole di avvelenare il partner con il suo male oscuro ma comunque incapace di troncare la relazione affinché almeno uno dei due si salvi.

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Sune, in tutto il suo splendore.

Le scelte che ci concede il gioco sono molto limitate, così come l’interazione con lo scenario

I sei capitoli che compongono il gioco coprendo un arco temporale di alcuni mesi iniziano tutti nell’appartamento di Nuki e si concludono sempre con un contatto fisico tra i due. A volte solo un bacio o poco più, altre volte un rapporto completo. Noi giocatori – o meglio, spettatori – siamo però il terzo incomodo. Si capisce subito che le scelte che ci concede il gameplay sono molto limitate, così come l’interazione con lo scenario. I pochi oggetti selezionabili sono ben evidenziati in modo da prevenire il fastidioso pixel hunting di molti titoli old school, ma potremo solo decidere come prepararci per il prossimo incontro con Sune utilizzando uno spazzolino, un rasoio e una bottiglia di profumo.

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Gli unici oggetti con i quali interagire.

Una volta in compagnia della nostra stella gemella, a seconda della situazione in cui ci troviamo, seguiranno alcuni brevi dialoghi a risposta multipla o addirittura semplicemente una conversazione alla quale assisteremo in mera veste di astanti, senza poter fare nient’altro che cliccare per passare alla frase successiva. Pur trattandosi di una visual novel, il costante osservare ciò che accade senza poter intervenire in alcun modo può portare a una serie velocissima di click come ai tempi di Hyper Sports, un po’ per arrivare alla prossima sezione veramente giocabile, un po’ perché si ha la sensazione che anche saltando due o tre scambi di battute tra i protagonisti non si perderanno informazioni utili al proseguimento dell’avventura.

Continua nella prossima pagina…

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Pro

  • Storia adulta e impegnata.
  • Sistema dei cinque sensi interessante.
  • Finali multipli.

Contro

  • Decisamente breve.
  • Interazione fin troppo limitata, anche se non è strettamente un difetto per il genere.
  • Alcuni aspetti chiave troppo poco approfonditi.
7.5

Buono

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