Early Access Machine #3

Terzo appuntamento con l’ormai consueta rubrica dedicata alle prove dei videogiochi in Accesso Anticipato. Questo mese l’Early Access Machine parte con l’italianissimo Conglomerate 451, un dungeon crawler con una spiccata vocazione gestionale e un’affascinante ambientazione cyberpunk; per poi proseguire con il simulatore di fabbro Fantasy Blacksmith, dedicato a tutti gli appassionati di creazione di armi medievali; e infine parliamo anche di Triton Survival, un sandbox votato alla sopravvivenza ambientato su Tritone, uno dei satelliti naturali di Nettuno.

CONGLOMERATE 451

A cura di Daniele Dolce

Sviluppatore: RuneHeads
Publisher: 1C Entertainment
Prezzo: € 15,99
Disponibile su: Steam
Conglomerate 451Non è la prima volta che sulle nostre pagine parliamo di un prodotto della software house piacentina: l’opera prima di RuneHeads – Fall of Light – aveva già messo in risalto il talento di questo piccolo team indipendente tricolore, nonostante qualche perdonabile inciampo. Ora l’italico trio ha deciso di dar vita a un secondo progetto, se vogliamo molto diverso rispetto all’avventura a tinte action sfornata quasi due anni fa: si tratta di Conglomerate 451, un dungeon crawler con una forte componente gestionale da poche settimane disponibile su Steam nel programma di Accesso Anticipato. Le fondamenta di questo nuovo titolo poggiano saldamente sulle dinamiche principali introdotte dai grandi classici del genere, a partire dall’indimenticabile Eye of the Beholder fino al più recente Legend of Grimrock, a cui però vanno ad aggiungersi diverse meccaniche di stampo manageriale che si innestano piuttosto bene all’interno della formula di gameplay.

nuovi contenuti vengono introdotti gradualmente, andando a plasmare quello che già da ora si presenta come un titolo da tenere d’occhio

Nei panni del responsabile della Special Agency, una task force istituita per riportare l’ordine nel settore 451 della megalopoli conosciuta con il nome di Conglomerate, a noi spetta il compito di generare un piccolo esercito di cloni da inviare sul campo per far fronte al crescente dominio delle corporazioni corrotte. È così che verremo chiamati a guidare direttamente un gruppo di tre agenti all’interno di livelli generati via via in maniera procedurale, rosicchiando terreno alle diverse organizzazioni criminali che si dividono il settore, senza dimenticare di acquisire risorse che possono essere impiegate tra una missione e l’altra per potenziare i propri cloni, o migliorare le strutture presenti nel quartier generale. Una ricetta ludica tutto sommato piuttosto semplice, che tuttavia lascia ampio spazio alla libertà di approccio e di personalizzazione: sin da ora, nonostante i contenuti al momento scarseggino, si riescono a intravedere le potenzialità di una formula del genere. Basti pensare che gli agenti – per ora divisi in tre classi distinte e separate – sono in grado di acquisire bonus e malus dopo ogni incarico (a seconda di come è andata la missione), mentre le loro armi possono essere potenziate in base al nostro stile di gioco, o ancora le caratteristiche di base dei cloni possono essere alterate dopo aver sbloccato i relativi upgrade dalla schermata di ricerca. Attualmente la versione di Conglomerate 451 presente su Steam è la 0.2.5, quindi ce n’è ancora di strada da percorrere, ma gli aggiornamenti sono costanti e frequenti, mentre nuovi contenuti vengono introdotti in maniera graduale andando a plasmare quello che già da ora si presenta come un titolo da tenere d’occhio. Ci sono degli inevitabili problemi di bilanciamento e qualche ovvio bug, ma da un gioco pubblicato in Accesso Anticipato appena un mese fa sarebbe stato davvero difficile aspettarsi il contrario.

FANTASY BLACKSMITH

A cura di Gabriele Barducci

Sviluppatore: Heaven Brotherhood
Publisher: GrabTheGames
Prezzo: € 7,99
Disponibile su: Steam
Il titolo di Heaven Brotherhood è quanto di più vicino a un simulatore, con qualche tinta di fantastico che fa da contorno a quello che altro non è che il desiderio di chi ha sempre sognato di essere un fabbro nel medioevo, ammesso che qualcuno abbia mai avuto un’aspirazione simile. Quindi si parte subito dalle basi: chiusi nella nostra fucina a due piani, cominceremo con un tutorial che poi si rivelerà essere parte integrante della totalità del gioco. Lo scopo di Fantasy Blacksmith è la creazione di spade e altri armi per poi rivenderle ai richiedenti, mentre con il denaro incassato comprare altre materie prime o progetti. Bisognerà letteralmente curare ogni singolo aspetto della lunga procedura, dall’accensione del fuoco, all’alimentazione con legna e aria, senza dimenticare di comprare il metallo giusto per poi cominciare a modellarlo.

Creata la lama poi si passerà alle rifiniture al tornio e alle ultime decorazioni con elsa e manico

Come prassi, prima di cominciare dovremo idealizzare su carta la spada, completare il relativo progetto e poi metterci al lavoro, anzi, battere il ferro finché è caldo, così da lavorarlo più facilmente. Questa fase della creazione sarà lunga e articolata dato che, dopo un paio di martellate, il ferro di lavoro si raffredderà per cui dovremo rimettere tutto nel forno ed estrarlo alla temperatura giusta. Creata la lama poi si passerà alle rifiniture al tornio e alle ultime decorazioni con elsa e manico. Finita l’arma la riporremo al primo piano della fucina che funge anche da negozio con cui accoglieremo i nostri futuri clienti, trattare sul prezzo – attenzione che le spese di produzioni non superino quelle di vendita – e poi tramite denaro ed esperienza, continuare nella creazione di altre armi. Trovare altri spunti di gioco in questo titolo è davvero difficile, in quanto alla fine del tutorial e quindi alla creazione della prima arma, ci verrà letteralmente richiesto di ripetere questa procedura decine e decine di volte, quindi tolte le prime occasioni trascorse al fine di prendere dimestichezza con le meccaniche, tutto diverrà un infinito loop, senza altro da aggiungere. Non ho potuto non notare come, allo stato attuale, il gioco sia focalizzato essenzialmente su questo piccolo aspetto di creazione, mentre la fase di acquisizione delle merci, dei modelli di arma e diretta vendita, venga mostrato tramite semplici finestre testuali e con disegni approssimativi, risultando nel complesso un bel pugno in un occhio considerato il modesto livello grafico della fucina e relative meccaniche, come se fossero dinamiche di compravendita inserite in un secondo momento e mal contestualizzate con tutto il progetto. Non mancano bug di piccolo conto, ma in alcuni casi avranno un impatto grossolano, per esempio il termometro più volte è sparito magicamente dalla fucina, elemento fondamentale per misurare la temperatura del forno e capire in qualche momento preciso togliere il blocco di metallo per cominciarne la lavorazione. In conclusione mi viene molto difficile capire a che tipo di pubblico si indirizzi il gioco, rischiando di diventare un passatempo che non superi il paio di ore di gioco per poi essere disinstallato subito.

TRITON SURVIVAL

A cura di Nicolò Paschetto

Sviluppatore: DreamsSoftGames
Publisher: DreamsSoftGames
Prezzo: € 12,49
Disponibile su: Steam
È certo tempo di vacche grasse per gli appassionati di survival game: da un paio d’anni Studio Wildcard porta avanti il preistorico (come ambientazione, mica come giudizio critico) ARK: Survival Evolved, mentre tra le alternative più recenti abbiamo il barbarico Conan Exiles o l’oceanico Subnautica. Con il loro Triton Survival, i ragazzi di DreamsSoftGames si affiancano all’ambientazione spaziale che non molto tempo fa piacque al nostro Gabriele in Astroneer, pur non presentandosi con uno stile visivo tanto peculiare. In Triton Survival ci ritroviamo, indovinate un po’, su Tritone, la principale luna di Nettuno, che per fortuna gli sviluppatori hanno riletto in chiave non troppo realistica evitando di portarlo sui nostri schermi come quella roccia ghiacciata che è, in cui fa così freddo che anche l’azoto si congela. Al contrario, il pianeta che esploriamo si presenta forte di una buona fertilità, una sorta di mix dove ritroviamo le praterie d’oro del Kentucky accanto alle foreste smeraldo del Quebec, per quanto non manchino esemplari di flora e fauna distintamente alieni sia per la forma che per la cromatura.

la meccanica di crafting si fa notare per un buon livello di profondità e ricercatezza

Il pianeta è quindi piacevole da esplorare, seppure nei miei girovagare ho presto raggiunto zone montuose che appaiono desolate oltre misura, e la cui estensione superava la linea dell’orizzonte, per cui nel giro di poco ho ritenuto opportuno girare i tacchi e ritornare alla base. Quest’ultima va protetta da ondate periodiche e sempre più massicce di invasioni aliene, per ora sviluppate in modo concettuale, o almeno spero. Con questo intendo che i modelli dei nostri aggressori sono per il momento piuttosto scarni e privi di animazioni degne di questo nome: sembra più che altro di fare tiro al bersaglio al luna park, con armi che non restituiscono alcun senso di presenza, sia per l’assenza di qualsiasi rinculo sia per effetti audio poco convincenti e anche leggermente fuori sincrono, che a volte portano a chiedersi se stiamo davvero sparando o meno. Non pensiate però che Triton Survival non abbia del potenziale: la verità è che l’abbiamo provato nei suoi primi giorni di Early Access, quindi è normalissimo aspettarsi che molti sistemi di gioco siano poco approfonditi, se non appena abbozzati, e il lavoro dei prossimi mesi farà una grande differenza. Dove comunque si può già ben sperare è nella meccanica di crafting, che si fa notare per un buon livello di profondità e ricercatezza; per esempio, per mantenere sotto controllo il livello di sete non è sufficiente mettere insieme gli elementi per costruire una bottiglia, ma una volta raccolta l’acqua di uno specchio d’acqua sarà poi necessario purificarla con apposite pasticche da comporre con altri elementi. Le risorse da mettere insieme per costruire una base e difenderla dalla cartonata minaccia extraterrestre sono molteplici e numerose, il che dovrebbe garantire una buona longevità, elemento cruciale perché i giocatori tornino su Tritone col passare delle settimane, anche in vista del rilascio delle opzioni di gioco multiplayer, per il momento programmate ma non ancora disponibili. Difficile quindi consigliare questo Early Access a chiunque, ma gli appassionati del genere in cerca di un’ambientazione sci-fi farebbero bene a tenere a mente che Triton Survival è là fuori, e ogni settimana compirà una rivoluzione intorno a Nettuno, diventando via via più grande e meno roccioso. Crediamoci.

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