Catherine: Full Body - Recensione

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Saper apprezzare un buon vino non è cosa da tutti. Così come in una relazione, il segreto per il successo è il buon equilibrio tra le parti che lo compongono. Gli ingredienti devono essere in grado di esaltarsi l’un l’altro per creare la giusta armonia e dar vita a qualcosa di davvero speciale. Quando si definisce un vino corposo non ci si riferisce esclusivamente alle sue caratteristiche, o alla sua composizione, ma a un’esperienza più profonda grazie a un gusto più ricco e complesso. Non è un caso quindi che dalle parti di Atlus abbiano scelto come sottotitolo per il port su PS4 del loro puzzle game Catherine proprio il termine Full Body. Piuttosto che un semplice remaster, abbiamo tra le mani qualcosa che per certi versi potrebbe essere considerata un’espansione del titolo originale, che vanta non solo una grafica ovviamente un po’ più al passo con i tempi, ma anche una buona quantità di nuove e interessanti aggiunte.

IL QUADRATO NO, NON LO AVEVO CONSIDERATO

La prima grande differenza la si può notare già dall’immagine di copertina: il classico triangolo amoroso si è infatti trasformato in un quadrato. A entrare a far parte del cast è una nuova misteriosa ragazza, Rin, che sarà il terzo interesse amoroso del protagonista. Il sipario si apre con l’introduzione della smemorata fanciulla intenta a fuggire da un misterioso inseguitore prima di finire tra le braccia del nostro Vincent, che la porterà al sicuro all’interno del bar “Stray Sheep”. La nuova pecorella smarrita andrà a sommarsi al cast colorato e vario che già bazzicava all’interno del locale e darà vita a nuove interazioni con tutti i presenti e persino a dei finali tutti nuovi, anche per le altre indiscusse regine dello spettacolo.
Catherine Full Body Recensione PS4

A entrare a far parte del cast è una nuova misteriosa ragazza, Rin

A rimanere sempre gli stessi, o quasi, saranno invece gli incubi del nostro improbabile eroe, costretto notte dopo notte a scalare una torre dopo l’altra in compagnia di buffe pecore umanoidi. Dopo esser venuto a conoscenza della morte di un vecchio amico, Vincent si ritroverà ad affrontare una settimana d’inferno in cui non solo sarà messo alle spalle al muro dalla propria autoritaria compagna, Katherine, pronta a fare il grande passo, ma si ritroverà inaspettatamente a tradirla con la giovane disinibita Catherine dopo una serata di baldoria. Come se non bastasse, altri sentimenti contrastanti nasceranno tra lui e l’innocente Rin, così spensierata e calma rispetto alle altre donne che già fanno parte della sua vita.

QUANDO UN PORT NON BASTA

Così come ci si potrebbe aspettare dagli sviluppatori di Studio Zero, responsabili per il successo della serie Persona, Catherine: Full Body trascende spesso il genere con il quale si può più facilmente definire. Nonostante la sua anima sia quella di un puzzle game, a fare la differenza non è tanto il gameplay durante le concitate sessioni logiche, quanto uno stile davvero particolare. Il nuovo direttore Kenichi Goto, che prende il posto di Katsura Hashino (ora produttore), è riuscito a espandere il lavoro originale senza stravolgerne il significato, utilizzandone le basi per mettere un po’ di pepe in più alla storia senza comunque annacquarne l’essenza.
Catherine Full Body Recensione PS4

I semplici modelli si distorcono in maniera perfetta per mostrare le esagerate espressioni dei personaggi

Ancora una volta tutto ci viene presentato come parte di uno show, il Golden Playhouse Special, introdotto dalla seducente Trisha, una signorina dalle improbabili capigliature (e dall’abbigliamento decisamente troppo attillato) in grado di rompere la quarta parete e spiegare un po’ alcune delle idee più importanti alla base di tutto, nonché commentare i vari finali. Le musiche sono sempre una fusione di elementi classici e contemporanei, a cui si aggiungono anche parti delle colonne sonore di Persona e altri titoli Atlus. Riutilizzando semplici melodie o intere sezioni (come nel caso del coro della nona di Beethoven), il soundtrack è in grado di arricchire l’esperienza visiva mantenendo lo stesso gusto informale e smodato. Delle fantastiche animazioni danno vita ai personaggi durante le cutscene, lasciando spazio a dei modelli tridimensionali che, per quanto semplici, riescono a distorcersi in maniera perfetta per mostrare le esagerate espressioni di tutti i personaggi. Buona parte del tempo che dedicheremo alla campagna principale lo passeremo a parlare con i nostri amici (e gli altri strani clienti del pub) davanti a un bicchiere pieno, intenti a gestire alla bell’e meglio le complicate relazioni con le nostre amanti e scoprendo di più su una serie di misteriose morti che sembrano in qualche modo legate ai nostri sogni. Nonostante gli avvenimenti decisamente sopra le righe, non è difficile provare un certo attaccamento per il tanto indeciso quanto sfortunato Vincent, così stravolto dalla paura di impegnarsi seriamente e dai sensi di colpa.

NUOVI AMORI, NUOVI PUZZLE

Catherine: Full Body offre anche altre interessante novità sul lato gameplay. Oltre a nuovi livelli di difficoltà e l’aiuto è possibile anche scegliere tra due distinte modalità: originale, che mantiene quasi invariati gli enigmi, e riarrangiata, che offre meccaniche tutte nuove e potrebbe rivelarsi la scelta giusta per chiunque abbia già finito Catherine o voglia dare un’occhiata ai finali alternativi. Dopo ogni livello ci verrà posta una domanda personale; le nostre risposte avranno un diretto impatto su una misteriosa lancetta, che cambierà sostanzialmente il modo in cui Vincent reagirà agli improbabili eventi che si susseguiranno tra una arrampicata e l’altra.
Catherine Full Body Recensione PS4

Oltre a nuovi livelli di difficoltà è possibile anche scegliere tra due distinte modalità

Ogni tanto ci troveremo anche di fronte a dei veri e proprio boss, che tenteranno di ostacolare la nostra fuga verso la libertà in tutti i modi. Questi enormi antagonisti sembrano essere la manifestazione corporea degli ostacoli che i nostri eroi si ritrovano ad affrontare ogni giorno: dall’atteggiamento aggressivo e leggermente manipolatore del proprio partner alla lussuria, dalla paura del fallimento e quella della paternità. Il tutto è farcito con simbolismi che vanno dai chiari riferimenti cristiani (con il tripudio di voci bianche che cantano halluluja e le campane che suonano quando si sta raggiungendo la cima del livello) a quelli decisamente più velati di origine sumera, che giocano in realtà un ruolo piuttosto importante per la vera conclusione della storia. Questi incubi, nonostante gli ovvi suggerimenti, possono essere interpretati in diversi modi. Qual è il vero significato della libertà che cerca il nostro protagonista? Si tratta di capire davvero il genere femminile, spezzare le catene di un rapporto troppo pesante oppure di prendere in mano la propria vita e creare una relazione stabile e sana?

AMORE SENZA MACCHIA

In realtà c’è ben poco di cui lamentarsi quando di parla di Catherine: Full Body. Si tratta di una versione che davvero non ci sta a essere un semplice remastered e che fa di tutto per superare le aspettative dei più comuni port. Il gioco vanta un buon doppiaggio sia in lingua inglese che giapponese e (quasi) nessun difetto nei sottotitoli italiani. Le pecche, come alcune texture di bassa qualità e modelli più semplici rispetto agli standard odierni, non tolgono assolutamente nulla all’esperienza che si può consigliare senza problemi a tutti i maggiorenni che non disdegnano qualche scena osé, dei dialoghi adulti e che non disprezzino l’animazione giapponese. A patto che siano in grado di mantenere la calma quando alcuni puzzle gli faranno mettere in dubbio il loro stesso intelletto.

Catherine: Full Body è un viaggio verso la maturità che non si prende troppo sul serio, ma che allo stesso tempo offre un buon pretesto per un po’ di introspezione. In modo colorato e divertente questa via di mezzo tra versione remaster e remake è riuscito a offrire un’esperienza ancora più ricca e corposa dell’originale.

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Pro

  • Fantastici disegni e animazioni.
  • Ottima direzione artistica.
  • Non si prende troppo sul serio ma aiuta a porsi domande.

Contro

  • Alcune texture datate.
  • Difficoltà a tratti frustrante.
8.5

Più che buono

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