Ghost of Tsushima - Recensione

PS4

Jin cambierà pelle pur di riscattare la sua terra dall’invasione, abbracciando un modus operandi posto agli antipodi del credo che ha governato la sua esistenza

Sullo sfondo, un’atmosfera inarrivabile. Ghost of Tsushima adopera un’interfaccia minimalista che contribuisce a dipingere lo splendore della natura a tutto schermo con un amore per i dettagli che lascia senza fiato, animando veri e propri dipinti in movimento senza mostrare un attimo di esitazione sulla PlayStation Pro usata in sede di recensione.

Ghost of Tsushima recensione

Io e il mio compare dobbiamo assalire la flotta mongola. Se solo riuscissi a distogliermi dal paesaggio.

L’atmosfera viene esaltata da un accompagnamento sonoro fenomenale, che sfrutta strumenti tradizionali per donare ulteriore solennità al peregrinare di Jin; a tal proposito è da consigliare senza riserve l’eccellente doppiaggio in giapponese, mentre spulciando tra le opzioni grafiche vale la pena attivare di tanto in tanto la modalità Kurosawa, che inquadra la ricercatissima estetica del gioco in un filtro in bianco e nero con tanto di suoni ovattati ed effetti stile pellicola sporca.

L’atmosfera viene esaltata da un accompagnamento sonoro fenomenale.


Nel confronto con l’universo di celluloide, Ghost of Tsushima brilla come una stella, forte di un citazionismo ossequioso che omaggia il genere chambara con tematiche e inquadrature azzeccate, parlando al cuore di videogiocatori e cinefili.

Ghost of Tsushima recensione

Vale decisamente la pena di farsi un giro con la modalità Kurosawa.

Incrociando un gruppo di nemici, Jin può sfidarli in un confronto, arrivando a eliminare sul colpo fino a tre nemici con altrettanti, precisi colpi di spada, incarnando la massima dei samurai “ichigeki hissatsu” (un solo colpo, morte senza scampo) e rievocando le movenze di mostri sacri come Toshiro Mifune in Jojimbo o Tatsuya Nakadai in Harakiri, per tracciare un parallelismo con la perdita dell’onore con cui sarà destinato a fare i conti il giovane eroe.

LA STRADA DEL RONIN

In generale, cavalcare per l’isola di Tsushima, magari facendosi distrarre dal volo di un uccello dalle piume dorate per avventurarsi a caccia di segreti immersi in scorci mozzafiato dimenticando per un attimo la missione principale, è un’esperienza sinestetica realmente appagante, una vera e propria festa per i sensi.

In quanto ad atmosfera Ghost of Tsushima gioca in una categoria tutta sua, dove neppure giganti come Red Dead Redemption 2 possono sperare di avvicinarsi.

Quando vedrete le rosse foglie d’acero danzare nell’aria assieme ai petali di ciliegio o gli infiniti campi muoversi come un mare d’argento al soffio del vento, capirete che in quanto ad atmosfera Ghost of Tsushima gioca in una categoria tutta sua, dove neppure giganti come Red Dead Redemption 2 possono sperare di avvicinarsi. Passare il confine non è facile per Jin, e la narrazione ruota attorno all’alternanza tra luci e ombre che danzano nel cuore del giovane guerriero. Ogni volta che apprende un’abilità disonorevole scatta un flashback per ricordare a lui e al giocatore quali sono i valori che sta abbandonando, mentre i tre atti che compongono l’avventura scorrono piacevolmente tra alleanze, colpi di scena e un paio di scene piuttosto forti.

Credo che questa sia la zona. Da qui in poi sarà meglio proseguire a piedi.

Lo stesso Khotun Khan non è un bruto assetato di sangue, bensì un fine stratega, istruito e determinato a prendersi Tsushima e il resto del Giappone con il minimo sforzo possibile; negli intermezzi in cui appare la sua logica si scontra brillantemente contro l’inadeguata ostinatezza dei samurai, tratteggiando un personaggio credibile.

Continua nella prossima pagina…

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Pro

  • Atmosfera unica, irripetibile, curata all'inverosimile.
  • Ispirazione visiva fuori scala.
  • Buon mix tra combattimenti e azione stealth.
  • Trama appassionante.

Contro

  • Non particolarmente longevo se si punta direttamente alla fine.
  • Generalmente poco impegnativo. Iniziatelo subito al livello più difficile.
  • L'impianto stealth è meno efficace.
9.4

Ottimo

Il retrogamer della redazione, capace di balzare da un Game & Watch a un Neo Geo in un batter di ciglio, come se fosse una cosa del tutto normale. Questo non significa che non ami trastullarsi anche con giochi più moderni, ma è innegabile come le sue mani pacioccose vibrino più gaudenti toccando una croce digitale che una levetta analogica.

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