Jin cambierà pelle pur di riscattare la sua terra dall’invasione, abbracciando un modus operandi posto agli antipodi del credo che ha governato la sua esistenza

Io e il mio compare dobbiamo assalire la flotta mongola. Se solo riuscissi a distogliermi dal paesaggio.
L’atmosfera viene esaltata da un accompagnamento sonoro fenomenale, che sfrutta strumenti tradizionali per donare ulteriore solennità al peregrinare di Jin; a tal proposito è da consigliare senza riserve l’eccellente doppiaggio in giapponese, mentre spulciando tra le opzioni grafiche vale la pena attivare di tanto in tanto la “modalità Kurosawa”, che inquadra la ricercatissima estetica del gioco in un filtro in bianco e nero con tanto di suoni ovattati ed effetti stile pellicola sporca.
L’atmosfera viene esaltata da un accompagnamento sonoro fenomenale.
Nel confronto con l’universo di celluloide, Ghost of Tsushima brilla come una stella, forte di un citazionismo ossequioso che omaggia il genere chambara con tematiche e inquadrature azzeccate, parlando al cuore di videogiocatori e cinefili.
Incrociando un gruppo di nemici, Jin può sfidarli in un confronto, arrivando a eliminare sul colpo fino a tre nemici con altrettanti, precisi colpi di spada, incarnando la massima dei samurai “ichigeki hissatsu” (un solo colpo, morte senza scampo) e rievocando le movenze di mostri sacri come Toshiro Mifune in Jojimbo o Tatsuya Nakadai in Harakiri, per tracciare un parallelismo con la perdita dell’onore con cui sarà destinato a fare i conti il giovane eroe.
LA STRADA DEL RONIN
In generale, cavalcare per l’isola di Tsushima, magari facendosi distrarre dal volo di un uccello dalle piume dorate per avventurarsi a caccia di segreti immersi in scorci mozzafiato dimenticando per un attimo la missione principale, è un’esperienza sinestetica realmente appagante, una vera e propria festa per i sensi.
In quanto ad atmosfera Ghost of Tsushima gioca in una categoria tutta sua, dove neppure giganti come Red Dead Redemption 2 possono sperare di avvicinarsi.
Lo stesso Khotun Khan non è un bruto assetato di sangue, bensì un fine stratega, istruito e determinato a prendersi Tsushima e il resto del Giappone con il minimo sforzo possibile; negli intermezzi in cui appare la sua logica si scontra brillantemente contro l’inadeguata ostinatezza dei samurai, tratteggiando un personaggio credibile.
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