Ion Fury – Recensione

PC

Sebbene guardare avanti resti uno degli elementi indispensabili per approcciarsi al videogioco, ma anche a qualsiasi altro medium d’intrattenimento, allo stesso modo volgere ogni tanto lo sguardo al passato è spesso un bene. Questo tipo di visione, insieme a una forma mentis quasi inalterata nel tempo, ha permesso a 3D Realms di produrre giochi adrenalinici e divertenti, come il recentissimo Ion Fury.Ion Fury recensione

Ion Fury è una breve lettera d’amore agli appassionati degli shooter anni ‘90

Seguendo la formula che ha decretato il successo di alcuni importantissimi capisaldi degli anni ’90, Voidpoint ha lavorato alacremente su un prodotto che potesse enfatizzare ogni sfaccettatura degli sparatutto di riferimento, affermandosi come un vero successore di giochi come Duke Nukem 3D, Shadow Warrior e Blood. Qui potete trovare l’anteprima del gioco quando ancora si chiamava Ion Maiden (titolo cambiato per non incrociare il copyright di un celebre gruppo heavy metal), a testimonianza di quanto si sia evoluto durante la fase di Accesso Anticipato.

ENGINE VECCHIA SCUOLA

Le strade di Neo DC sono prese d’assalto dalle truppe del genio malvagio Jadus Heskel, uno scienziato che ha investito tutti i suoi sforzi nel creare un’armata di carne fusa a metallo pronta a tutto per conquistare il mondo. Tra lui e i suoi scopi di conquista ci siamo noi nei panni di Shelly “Bombshell” Harrison, un’agente della Global Defense Force che adopererà ogni possibile arma a disposizione per dargli di filo da torcere.Ion Fury recensione

Il Build Engine si lascia piacevolmente guardare anche nel 2019

Anche se non ci troviamo di fronte al romanzo cyberpunk più avvincente dell’ultimo quinquennio, la storia di Ion Fury cerca di offrire un background convincente a stilemi d’azione citati più volte in passato, specie quelli di Duke Nukem già riflessi in alcuni tratti di Bombshell, action game del 2016 (non certo imperdibile, in quel caso) prodotto sempre da 3D Realms. Suddividendo l’avventura in sette macro-capitoli, composti da una serie di scenari da portare a termine cercando di restare in vita, il nostro alter ego femminile fronteggerà una moltitudine di nemici via via sempre più complessi, esplorando al contempo delle ambientazioni che regalano un piacevole gusto retrò capace di far gongolare i giocatori più “anziani” al di là dello schermo.

Il mood viene mantenuto esponenzialmente anche a livello di gameplay, dato che la struttura scelta da Voidpoint in collaborazione con 3D Realms cerca appunto di imparare dal passato, cercando al contempo di inserire tutta quella serie di migliorie che hanno cambiato gli sparatutto nel corso degli anni: guardando al gunplay ci si accorge che mirando con attenzione è possibile effettuare degli headshot, cosa non possibile in passato, oppure si può cercare di sfruttare la conformazione ambientale per fare rimbalzare le granate e colpire i nemici più ostici da dietro qualche angolo. Oltretutto le armi prevedono anche una modalità di fuoco secondario, elemento che opportunamente riesce a diversificare l’approccio in gioco a seconda non solo del numero di nemici, ma anche del numero di proiettili che vorremo salvaguardare durante la nostra missione. Ricordatevi che sono pochi, ed è quindi opportuno diversificare l’uso dei gingilli. Tali caratteristiche possono rendere un po’ più complicata l’esperienza in game, persino dal livello normale in su, e il feedback semi-realistico che si riesce così ad ottenere risulta appagante e pieno di sfida. Non esiste un nemico che possa venire totalmente sottovalutato, esattamente come non c’è una sola ambientazione che possa dirsi liberata se non vengano trovate tutte le chiavi per completarne le varie parti.Ion Fury recensione

Tornano tanti stilemi degli FPS di un tempo, tra zone nascoste e power up, insieme a qualche attenzione più moderna

Tornano quindi le schede colorate, tornano le zone nascoste in giro per il livello, tornano le armature, i power-up e i kit medici portatili, senza dimenticare la classica interfaccia old-style pronta a darci un feedback immediato sui livelli di salute e armatura. I più guardinghi saranno contenti di sapere che sono stati inseriti i checkpoint, che si attivano ogni qualvolta raccogliamo una scheda oppure apriamo la porta corrispondente, accompagnati anche da una funzione di salvataggio manuale che, tuttavia, non sembra finire sul cloud di Steam.

NOSTALGIA PORTAMI VIA

Il coronamento della parte narrativa e ludica viene espresso da una versione migliorata e potenziata del Build Engine, lo stesso motore grafico con cui vennero prodotti giochi del calibro di Duke Nukem 3D e Brutal DOOM. Gli sprite e le texture del mondo di gioco esprimono un piacevole retrogusto vintage che farà scendere qualche lacrimuccia ai giocatori più navigati, mentre le nuove leve (in termini puramente anagrafici) verranno altresì catturati da una grafica leggera che incentiva l’azione frenetica senza sacrificare comunque un minimo di realismo.Ion Fury recensione

I requisiti di sistema vanno a braccetto con l’età dell’engine


La colonna sonora del gioco prevede una serie di tracce incalzanti, perfette per accompagnare l’azione FPS con un buon ritmo, senza dimenticare le tipiche battute in dotazione al nostro alter ego femminile. Non sono certo quelle testosteroniche del Duca, ma a livello di sfrontatezza ci si arriva molto vicini…  Tra l’altro, il gioco gira splendidamente anche su PC di livello medio-basso, grazie a dei requisiti di sistema che chiaramente vanno a braccetto con l’età anagrafica espressa dal motore grafico sopracitato. Una buona longevità, unita alla ricerca dei segreti e alla possibilità di completare il gioco a difficoltà più elevate, permette a Ion Fury di poter accompagnare le vostre sessioni di gioco per almeno una decina di ore, chiaramente a seconda della vostra abilità.

Non credo ci sia molto altro da aggiungere in merito a quanto già scritto: Ion Fury è un gioco che vive di un’anima duale a livello di contenuti e resa grafica, uno shooter che può contare su una propria personalità espressa dalla –cazzutissima- protagonista (perdonatemi il termine, ma ci voleva). A maggior ragione, considerato il prezzo di poco superiore ai venti euro, la possibilità che gli appassionati restino delusi è prossima allo zero.

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Pro

  • Ion Fury è un nobile emulo di Duke Nukem.
  • Gunplay avvincente e frenetico.
  • Sprite e texture confezionate al bacio.

Contro

  • Altre armi nel roster non avrebbero guastato.
  • In generale, meno vario di quel che avrebbe potuto.
8.5

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