Neversong – Recensione

PC

I protagonisti dei videogiochi sono eroi senza paura, sempre pronti a rischiare la vita. E poi c’è Peet.

Sviluppatore / Publisher: Atmos Games / Serenity Forge Prezzo: non disponibile Localizzazione: Assente Multiplayer: Assente PEGI: ND Disponibile su: PC (Steam)

Peet è un ragazzino orfano, triste e sfortunato, pensate che non possiede nemmeno un giocattolo. Cresce in solitudine, fino a quando nella sua vita entra Wren, una sua coetanea brillante, estroversa e amante del pianoforte. I due diventano presto inseparabili, e l’estate che si preannunciava noiosa e interminabile come tutte le altre, si riempie ora di gioia e colore. Peet per la prima volta è felice, ma il destino è in agguato. In uno dei tanti giorni spensierati, i due entrano in un vecchio manicomio abbandonato. All’improvviso appare dalle tenebre una malvagia creatura che rapisce Wren. Un pretesto per proporre il format “salva la ragazza dal mostro cattivo” già visto in Ghosts n’ Goblins e mille altri titoli?

AL MIO SEGNALE SCATENATE L’INFERNO

Peet non è certo un Arthur qualsiasi che consente al demone di dileguarsi in tutta tranquillità. La reazione del nostro eroe è immediata, determinata, risoluta: finisce in coma per lo spavento.

Al suo risveglio comincia Neversong, onirico platform in stile metroidvania, e vestiamo i panni di Peet l’impavido. L’obiettivo è chiaramente salvare Wren, ma ci accorgiamo subito che siamo soli nella nostra missione: gli altri ragazzi in città non hanno una grande considerazione di noi a causa delle gesta diversamente eroiche al vecchio manicomio, e gli adulti partiti alla ricerca della nostra amica del cuore sembrano essere impazziti e vagano come zombie assetati di sangue. A completare l’opera, creature letali sono apparse ovunque. Al nostro fianco rimane solo un prode uccellino che ci aiuterà a raccogliere e trasportare oggetti.

IMPARA L’ARTE E SBLOCCA UNA NUOVA PARTE

Appena si mette sulle tracce di Wren, Peet Cuordileone non è libero di andare ovunque, poiché a impedire il suo cammino troverà blocchi di roccia indistruttibili, appigli irraggiungibili e ogni genere di ostacolo insuperabile. Recuperare una mazza da baseball è fondamentale per difendersi dai mostri e progredire nell’esplorazione.

Neversong Recensione

Wren! Resisti! Vado in coma e torno a salvarti!

Lo stile metroidvania è molto marcato: la mappa del gioco non è particolarmente grande, ma il level design è eccellente e ogni ambientazione è esplorabile in maniera sempre più approfondita una volta acquisite nuove abilità. Inizialmente solo in grado di saltare, Peet the Brave imparerà a sfruttare liane, costruire armi affilate, lanciarsi in corse folli sullo skateboard, volare grazie a correnti ascensionali, provocare esplosioni con degli strani frutti.

Neversong limita gli spostamenti al necessario, senza cadere nella trappola del backtracking di molti titoli simili

Molte mie esperienze nel genere metroidvania si interrompono bruscamente quando mi ritrovo a dover percorrere la mappa avanti e indietro solo per usare una nuova abilità, come un pendolare, morendo a tre pixel dal checkpoint per poi ripetere gli ultimi quindici minuti di gioco per la sesta volta. Invoco quindi la skill definitiva “esci e disinstalla” mentre provo tenerezza per l’ingenuità del menù che mi avvisa che perderò i progressi non salvati.

Neversong Recensione

Il nostro unico alleato, un uccellino.

Neversong invece limita gli spostamenti al necessario, presenta numerosi punti dove salvare il gioco, sotto forma di caminetti da accendere, ma soprattutto ogni sbarramento è ben collocato all’interno di una storia che, per quanto lineare, stimola a continuare per sapere cosa succederà.

Continua nella prossima pagina…

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Pro

  • Ottima veste artistica.
  • Azione rapida e mai ripetitiva.
  • Boss di fine livello e NPC molto carismatici.
  • Finale da brivido.

Contro

  • Controlli imprecisi.
  • Non troppo lungo.
8

Più che buono

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