Outrage – Recensione C64

Lo sviluppo di Outrage si è protratto per ben tre decadi, ma finalmente possiamo giocare questo shoot ‘em up alla Hawkeye sui nostri Commodore 64!

Sviluppatore / Publisher Cosmos Designs / Psytronik, Protovision Prezzo da $ 5,99 Localizzazione Assente Multiplayer Assente PEGI ND In vendita su: itch.io

Se vi siete lamentati per lo sviluppo di Duke Nukem Forever o, in tempi molto più recenti, di Cyberpunk 2077, allora cosa dovrebbero dire i sessantaquattristi che aspettavano, con fiducia, l’uscita di Outrage? Beh, certo: numericamente non saranno mai paragonabili a coloro che pendevano dalle labbra di CD Project RED o di 3D Realms, ma se pensate che lo sviluppo di questo gioco iniziò nel lontano 1990 e si è compiuto solo il mese scorso, le cose cominciano ad assumere una prospettiva tutta diversa. Quando Bernd Buchegger cominciò a scrivere le prime righe di codice, Elio e le storie tese avevano pubblicato da poco il loro album d’esordio, il Game Boy di Nintendo era una novità, l’Italia ospitava i Mondiali di calcio e i protagonisti della politica si chiamavano Craxi, Andreotti e Occhetto; le automobili giravano con dei ridicolissimi adesivi “O’Neil” applicati al lunotto e nelle discoteche si iniziava a ballare la techno.

UNA GENESI TRAVAGLIATA

Ora, naturalmente, non è che lo sviluppo di Outrage sia andato avanti poco alla volta per 30 anni: doveva essere pubblicato dal publisher tedesco Boeder, dopo aver vinto un concorso organizzato dalla rivista 64’er, ma il declino del mercato a 8 bit mandò all’aria i piani, gettando Bernd nello sconforto. Il gioco, ancora incompleto e pieno di bug, finì addirittura nel database di Games That Weren’t, il sito che raccoglie notizie e informazioni su tutti i titoli annunciati e mai usciti in seguito.

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Insetti, statue di divinità greche… in Outrage c’è davvero di tutto!

Tra il 2005 e il 2018, grazie all’interessamento di Protovision e Psytronik, si susseguirono tre diversi tentativi di portare a termine il lavoro e pubblicarlo ma, alla fine, solo uno sforzo congiunto di queste ultime ha dato a Outrage la tanto agognata pubblicazione. Una fiaba moderna (si fa per dire) o, se vogliamo essere più pragmatici, un lungo incubo dal lieto fine che, in questo particolare momento di revival, chiude il 2020 (e inizia il 2021) con un barlume di speranza.

SPARA ANCORA, RAMBO!

Outrage è uno shooter a scorrimento orizzontale ispirato ad Hawkeye e ad altri giochi simili dell’epoca, con una grafica particolarmente curata e un livello di difficoltà molto impegnativo. Il nostro eroe – a vedersi, un pronipote super-palestrato di Conan il barbaro – si sveglia una mattina e scopre che gli alieni brutti e cattivi hanno fatto strage di tutti i suoi amici, lasciandolo unico superstite della mattanza. Così, animato da una rabbia sovrumana e da un folle desiderio di vendetta, imbraccia il suo fucile e comincia a sparare a tutte le bizzarre forme di vita che si muovono attorno a lui, lungo i cinque stage che compongono il gioco. Come da tradizione per il genere, alla fine di ciascun livello bisogna affrontare un mostro gigantesco e letale, cercando di individuare il suo punto debole e la strategia d’attacco migliore.

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E vabbè, signorina, se proprio non vuole uscire con me basta un semplice “no”…

L’ARMA STANDARD NON è MOLTO EFFICACE, MA POTREMO COMPRARNE ALTRE DI Più POTENTI

Morendo, alcuni nemici lasciano delle monete che, una volta raccolte, possono essere spese nei negozi che compaiono qua e là lungo il percorso, per comprare energia suppletiva, nuove vite e armi aggiuntive. L’arma standard a disposizione è poco efficace ma ha proiettili infiniti. Quelle “a pagamento”, invece, sono più potenti ma hanno caricatori limitati. Una delle difficoltà del gioco consiste proprio nella scelta e nell’uso corretto delle armi, un’arte in cui sarà necessario specializzarsi piuttosto in fretta per avere qualche chance di successo.

TANTA GRAFICA, TANTI SFORZI

Grafica e musica sono due aspetti particolarmente curati, con un impiego piuttosto intelligente del raster per moltiplicare il numero di colori e di sprite presenti sullo schermo. Tecniche d’altri tempi, ma che fanno sempre un figurone se usate nel modo giusto. Il personaggio si controlla con scioltezza, senza obbligare il giocatore a saltare con un una precisione “al pixel” (una vera iattura, in troppi giochi del passato), ma ogni minima collisione coi nemici fa perdere un po’ di preziosa energia e una caduta dalle piattaforme induce subito alla morte. Ed è qui che si presenta l’aspetto più controverso: anche quando le piattaforme sono attigue e assumono l’aspetto di scalini, procedere oltre i loro bordi si traduce in un salto letale nel vuoto.

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Quelli lì sotto sembrano scalini, ma non lo sono affatto. Attenzione a non cadere!

C’è qualcosa di profondamente sbagliato in questa scelta di design, a cui personalmente non sono proprio riuscito ad abituarmi durante il test e che, a memoria, non ricordo in nessun altro platform che io abbia giocato. La resa grafica non è azzeccata e sembra un bug, più che una cosa voluta. A questo va aggiunta l’estrema difficoltà di Outrage, a partire dal terzo livello in poi, che rende la ricerca di un trainer l’unica via plausibile per portarlo a termine: una vecchia abitudine dei “bei tempi andati” che, però, stona in un prodotto uscito nel 2020. Forse un po’ di testing in più non sarebbe stato male, visto il tempo intercorso tra il design e la pubblicazione.

In Breve: 30 anni sono un lasso di tempo enorme e un’efficacissima arma per il marketing che, però, può facilmente ritorcersi contro se il prodotto delude le aspettative. Outrage è un grazioso action game con tanta, tantissima azione e una bella grafica, colorata e animata molto bene, accompagnata da musiche diverse per ciascun livello e da un’azione frenetica e avvincente. Tuttavia, spingere così tanto la difficoltà solo per allontanare la fine del gioco non mi sembra più una strategia al passo coi tempi: oggi i giocatori accettano più volentieri un’esperienza breve e soddisfacente, piuttosto che una più lunga ma frustrante. Un aspetto che andava rivisto perché non siamo più nel 1990. Tecnicamente buono, insomma, ma in quanto a giocabilità è così così. Peccato.

Com’è, Come Gira: La versione digital download include la “rom” (crt) dell’edizione su cartuccia e, questa, è certamente la preferibile. Tuttavia, i TheC64 si sono rifiutati di caricarla (su VICE invece funziona), per cui in questo caso è stato necessario usare il file formato d64.

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Pro

  • Grafica decisamente molto bella e colorata / Musiche diverse per ogni livello.

Contro

  • Il personaggio si confonde spesso con la scena / Difficoltà calibrata malaccio dal terzo livello in poi.
7.6

Buono

Diffidate delle imitazioni. Il vero prototipo di tecno-nerd ce l’abbiamo noi e si chiama Paolo Besser. La CBS vorrebbe darci un sacco di soldi per un suo cameo in un episodio di BIg Bang Theory, ma il nostro rifiuto è netto e deciso: dopotutto, sapete che figura barbina farebbe fare a Leonard e Sheldon?

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