Beat Saber - Recensione

PC PS4

Ho giocato a Beat Saber per la prima volta un venerdì notte, al ritorno da una festa di Natale aziendale, dopo qualche pinta più del solito e uno scambio di Secret Santa con la giusta dose di demenzialità. Al ritorno a casa, carico di spirito natalizio, non avevo per niente sonno, quindi mi sono infilato in testa la PSVR e ho fatto partire il gioco di Beat Games. È stato glorioso.

DANCE LIKE NOBODY’S WATCHING

Il giorno dopo avevo il dubbio che il mio entusiasmo iniziale fosse stato almeno in parte condizionato dalle particolari condizioni della notte precedente, quindi ho iniziato una seconda partita con una certa curiosità di vedere come avrei trovato questo rhythm game in un contesto più sobrio. Beh, non ho smesso di giocare fino a quando sono rimasto senza fiato e madido di sudore, tanto che appena tolto il caschetto VR mi sono buttato sotto la doccia. Ora, però, serve fare un passo indietro per introdurre le basi di Beat Saber a chi non ne avesse mai sentito parlare. Come accennato, si tratta di un rhythm game, da giocare con i Move (o i controller di Rift o Vive, visto che è disponibile anche su PC), le cui meccaniche sono estremamente semplici: ogni controller corrisponde a una spada laser di colore diverso, da usare per tagliare a fette cubi del corrispondente colore lungo la direzione indicata dalla freccia collocata su una delle loro facce. Oltre a questo, ci sono poche altre aggiunte da tenere in conto, come i muri che ci vengono incontro e che dobbiamo schivare con un movimento fisico. La semplicità delle regole di gioco denota una purezza di design che si incontra di rado; gli sviluppatori hanno puntato tutto sul perfezionamento di pochi elementi fondamentali che rendono l’esperienza di gioco impeccabile, a partire dalla risposta dei controller, perfetta in ogni situazione e precisa nel trasmettere con efficacia ogni taglio eseguito.

Beat Saber ti spinge a fare il figo

La musica è la componente imprescindibile che forma la personalità di Beat Saber. Uno dei membri fondatori dello studio indie, Jaroslav Beck, è il compositore musicale che ha realizzato la maggior parte delle tracce. Si tratta di pezzi dal ritmo dance con un basso battente e sonorità incalzanti, che avevo ascoltato su Amazon Prime sulla strada di casa ancor prima di sbloccare il codice review arrivato in redazione, e a dirla tutta non mi avevano esaltato: ogni tanto una serata in discoteca mi diverte, specie se a tema anni ’80, ma in generale non si tratta del genere che preferisco ascoltare. Quando la musica si integra con la componente ludica, invece, lo sposalizio è perfetto, e riascoltando le tracce ora le trovo molto più belle proprio perché nella mia mente sono ormai associate in maniera indissolubile a quanto mi sono divertito nel giocarle. Con il caschetto VR in testa e delle buone cuffie nelle orecchie, la musica porta subito nel mondo virtuale, e farsi prendere è parte integrante del gameplay: lasciandoci trasportare dalle sonorità ritmate, eseguire le mosse necessarie per completare i livelli con hi-score sempre più alti diventa molto più facile. La collocazione dei cubi ci porta in sostanza a disegnare con il movimento del corpo e delle mani vere e proprie coreografie, i cui movimenti sono degni del migliore ninja, o, se volete cavaliere Jedi. Personalmente, più volte mi sono sentito come Goemon Ishikawa, ritrovandomi alla fine di una sezione impegnativa in un posizione da vero samurai al termine di un combattimento. In altri momenti mi è invece parso di essere Neo, quando schivavo i muri allo stesso modo in cui lui schivava i proiettili: certo, per scansarli mi sarebbe bastato piegarmi sulle ginocchia, ma il movimento à la Matrix dà molta, ma molta più soddisfazione. In sostanza, Beat Saber ti spinge a fare il figo, e questo non porta solo a un aumento spropositato del divertimento (e del proprio ego), ma aiuta anche nel completamento delle tracce più difficili, proprio perché abbandonarsi alla musica e all’istinto è la strada maestra per ottenere grandi risultati.

DISCO JEDI

Beat Saber offre un numero limitato di modalità di gioco. La campagna si conclude nel giro di poche, ma intensissime, ore, durante le quali giochiamo le varie tracce più volte, a livelli di difficoltà crescenti e con diversi obiettivi. Questi mantengono le partite abbastanza varie, anche se alcuni di essi stonano rispetto alla natura del gioco. Mi vengono in mente le tracce in cui bisogna percorrere una quantità minima di spazio con le mani: si finisce per agitare i controller come degli ossessi, senza nessuna logica o stile. Più intelligenti, invece, gli obiettivi che richiedono di eseguire non solo un numero massimo di errori, ma anche un numero minimo, oppure non superare un certo valore di combo, che cresce per ogni colpo consecutivo andato a buon fine. In tal modo è necessario mantenere il cervello acceso perché siamo forzati a commettere un errore ogni tanto. E’ vero che i momenti migliori di Beat Saber sono quelli in cui ci si abbandona completamento all’istinto, ma tali costrizioni aggiungono un po’ di varietà.

Non smetterei mai di giocare

Le canzoni a disposizione non sono molte: all’uscita per PSVR, le tracce disponibili erano sedici, cinque delle quali esclusive per la console Sony. Chi gioca su PC, però, può approfittare dell’editor non ufficiale da cui sono già saltati fuori numerosi pezzi. Nel mese che è passato dall’uscita per la piattaforma Sony, sono arrivati due pezzi aggiuntivi, uno dei quali è “POP/STARS” del gruppo virtuale K/DA creato da Riot Games con personaggi di League of Legends. Per il futuro, i ragazzi di Beat Games hanno spiegato in più occasioni che continueranno ad aggiungere nuove canzoni; quando avranno di fronte artisti indipendenti è più probabile che riusciranno a trovare accordi per rilasciare aggiornamenti gratuiti, mentre se avranno a che fare con studi discografici più grandi è pressoché certo che ci ritroveremo davanti a DLC a pagamento.

La purezza del design e del gameplay di Beat Saber è ammirevole, specie perché la software house ceca è riuscita a fare pieno centro al loro gioco d’esordio, portandoci uno degli esempi più cristallini di puro divertimento cui abbandonarsi senza riserve. La quantità di tracce è il tasto dolente, ma sono pronto a dare fiducia alla promessa dei ragazzi di Beat Games di aumentarle nei mesi a venire. Consiglio quindi caldamente a chiunque questo rhythm game per la sua capacità di portare in un mondo fantastico fatto di coreografie ninja. Io non smetterei mai di giocare.

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Pro

  • Gameplay essenziale e preciso che trasmette pura gioia.
  • Coreografie ninja che danno estrema soddisfazione.
  • Musica che carica a pallettoni anche chi non ama la disco.

Contro

  • Per il momento, numero ridotto di tracce.
9

Ottimo

Dopo traverse vicende in alcune cittá italiche, il nostro Solar Nico é sbarcato in terra d’Albione. Se da una parte ancora si da alla ricerca matta e disperata di un parco (ma anche un praticello va benissimo) per approfittare di qualsiasi mezza giornata di sole londinese, dall’altra Nicoló ha rassegnato ogni speranza all’idea di stare al passo della propria, sempre crescente, libreria Steam.
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