Bravely Default II – Recensione

Switch

Omaggiare la tradizione ed essere fedeli a sé stessi è lodevole, ma avere il coraggio di osare può rivelarsi altrettanto importante. Capito, Bravely Default 2?

Sviluppatore / Publisher: Claytechworks / Square Enix (Giappone), Nintendo (Resto del mondo) Prezzo: 59,99€ Localizzazione: Testi Multiplayer: Assente PEGI: 12 Disponibile Su: Nintendo Switch

Se dovessi descrivere Bravely Default 2 con un aggettivo, quello sarebbe “generico”. Elaborando, l’ultima fatica di Claytechworks è – salvo alcune benvenute idee come l’abolizione dei combattimenti casuali – estremamente simile a Bravely Second, a sua volta una copia di Bravely Default che, in principio, si presentava come l’evoluzione di quello splendido gioiellino che risponde al nome di Final Fantasy: The Four Heroes of Light. Nella catena evolutiva gli ultimi tre capitoli mostrano meccaniche molto simili, costruite sostanzialmente attorno a un sistema di gioco basato sull’intercambiabilità di classi e relative abilità, assieme all’ormai celebre modalità di combattimento che ruota attorno ai comandi Default e Bravely.





Il primo mette in difesa il personaggio, permettendogli di accumulare fino a tre PB (Punti Brave), che potranno essere “spesi” nello stesso turno per agire più volte. Nulla vieta di sfruttare le azioni extra immediatamente, senza passare per il paziente accumulo che la guardia di Default garantisce, ma così facendo l’eroe resterà in balia del nemico per altrettanti turni. Una trovata davvero interessante che apre la strada a strategie intriganti: partire in quarta con una massiccia potenza di fuoco per terminare in fretta un combattimento senza concedere al nemico la possibilità di reagire è cosa buona e giusta, ma durante i duelli contro i boss risulterà imperativo individuare il giusto equilibrio tra attacco e difesa, ponderando bene come investire quelle preziose azioni per infliggere danno e rimanere in piedi. Nonostante Bravely Default 2 non faccia per principio sconti a nessuno, durante queste battaglie il livello di sfida si fa davvero ripido creando muri di difficoltà contro cui sbattere ineluttabilmente la testa, ottimizzando le opzioni marziali e dedicando un po’ di tempo all’accumulo di esperienza e livelli.

FAMILIARE COME POCHI

Diventare forti, ammucchiare monete e migliorare l’equipaggiamento per provare nuovamente a far capitolare il cattivo di turno e procedere verso la prossima località, dove ci attende il medesimo loop. È il classico canovaccio che ci si aspetta dai giochi di ruolo giapponesi più classici, e Bravely Default 2 ama dimostrare di aver appreso correttamente la lezione.

bravely default 2 recensione

Il design dei mostri è adeguatamente repellente. Occhio all’orario, giacché combattere di notte o giorno attiva particolari abilità.

Il nostro gruppo di quattro avventurieri passa da una città all’altra per raddrizzare torti, spesso e volentieri legati a questi benedetti cristalli elementali senza cui non sei nessuno, nella storia di Square Enix; poi si procede oltre, con una trama di fondo che raramente si concede momenti di particolare trasporto, fra situazioni prevedibili e personaggi piuttosto stereotipati. Sarebbe però ingiusto condannare Bravely Default 2 per dinamiche familiari e scelte narrative prive di grinta, quando sotto al cofano il sistema di regole continua a funzionare bene, messo a punta da alcuni benvenuti accorgimenti.

Continua nella prossima pagina…

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Pro

  • Sistema di combattimento a turni completo e avvincente / Giocare con le classi permette di sfoggiare numerosi approcci / Graficamente è il miglior Bravely Default in circolazione...

Contro

  • … ma stilisticamente pecca di coerenza / Narrazione priva di grinta, e personaggi poco interessanti / Massicci picchi di difficoltà e tanto grinding in vista.
7.8

Buono

Il retrogamer della redazione, capace di balzare da un Game & Watch a un Neo Geo in un batter di ciglio, come se fosse una cosa del tutto normale. Questo non significa che non ami trastullarsi anche con giochi più moderni, ma è innegabile come le sue mani pacioccose vibrino più gaudenti toccando una croce digitale che una levetta analogica.

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