Contra Anniversary Collection - Recensione

PC PS4 Switch Xbox One

Raccolte tematiche dedicate alle più belle glorie della Konami che fu: la ricetta perfetta, tuttavia qualcosa è andato irrimediabilmente storto nel tragitto che porta al paradiso. Nella fattispecie è mancato l’entusiasmo, quella scintilla che trasforma un mero agglomerato di rom in una capsula temporale dal forte valore ludico e divulgativo. Delle tre collezioni pubblicate recentemente da Konami, quest’ultima Contra Anniversary Collection è forse la più debole, e la colpa non ricade certamente nella qualità dei giochi inclusi, che non sono invecchiati neppure di un giorno. È da biasimare piuttosto la scelta dei titoli, in un catalogo che ripete più volte lo stesso gioco con la giustificazione della differenza territoriale, con il mero scopo di gonfiare solo apparentemente l’offerta.

DAGLI ATEJI SI TRASLITTERA “KONTORAH”…

…e non ha nulla a che fare con lo scandalo del 1986, quando l’America finanziava sottobanco i Contra del Nicaragua. Anche per questo il primissimo episodio è conosciuto in Europa come Gryzor, che è poi il titolo con cui era venduta la conversione per i sistemi a otto bit realizzate da Ocean nell’estate del 1988. No, in realtà il significato del nome può essere interpretato con un filo d’immaginazione (il giapponese è una lingua fantastica e folle, allo stesso tempo) come “Unità Aliena”, intesa come l’eroica coppia composta da Bill Rizer e Lance Bean, ai ferri corti contro l’organizzazione extraterrestre Red Falcon dal 1987. Passando repentinamente alla nostra raccolta, è facile notare che qualcosa non va: ci sono due versioni di Contra a otto bit, rispettivamente per NES e Famicom, separati da un numero esiguo di differenze estetiche dovute al chip mapper presente nella declinazione giapponese, così come un doppio appuntamento con Contra III: The Alien Wars, che si palesa alla festa assieme al corrispettivo europeo chiamato Super Probotector, proponendo anonimi robot al posto dei tostissimi Bill e Lance, ché la violenza contro le macchine nel vecchio continente era preferibile, specie se volevi vendere il tuo videogioco in nazioni bacchettone come la Germania.
Contra Anniversary Collection Recensione

È impossibile non pensare che i doppioni potevano essere facilmente rimpiazzati con altri titoli

Per non parlare dello splendido Contra: Hard Corps su Megadrive, prevedibilmente presente all’appello nella sua versione a stelle e strisce assieme al gemello malvagio Probotector, uno di quei casi – stile Rocket Knight Adventures, guarda caso sempre di Konami – in cui l’adattamento occidentale viene curato in preda a un’inspiegabile sadismo, amplificando significativamente la difficoltà di un gioco già in partenza feroce e rimuovendo tutti i riferimenti al precedente capitolo per Super Famicom. Se proprio era necessario proporre più alternative, insomma, sarebbe stato assai meglio inserire l’originale giapponese, infinitamente più abbordabile e godibile. Calcolatrice alla mano, gli episodi qui privi di doppelganger digitali sono i due arcade Contra e Super C, assieme alla trasposizione domestica di quest’ultimo per NES e al primissimo (esiste anche una conversione portatile di Alien Wars, realizzata nientepopodimeno che dai Factor 5 di “Turricaniana” memoria) appuntamento tascabile con la saga, ovvero quel gioiellino di Operation C su Game Boy, un capitolo originale creato sapientemente attorno alle capacità del portatile Nintendo. Che, per la cronaca, si chiama semplicemente Contra in Giappone, con il nome scritto stavolta in katanaka, mentre la versione europea adotta nuovamente il titolo Probotector senza però alterare lo sprite del protagonista. Come siete messi a confusione finora?

WASTED SLOTS

La sensazione di avere a che fare con un’occasione sprecata è ancora più pungente rispetto a quanto sperimentato con la Castlevania Anniversary Collection, ed è impossibile non pensare che i doppioni potevano essere facilmente rimpiazzati con altri titoli per fornire una panoramica più completa sulla saga. Escludendo logicamente quanto visto sugli home computer occidentali (primo fra tutti lo stupendo adattamento per Amstrad CPC, con tanto di finale inedito dove il mondo esplode in seguito all’annientamento del boss finale!), avrebbe potuto trovare serenamente posto il capitolo per MSX2 firmato da Konami in persona, che espande il coin-op originale con una serie di livelli nuovi di pacca, seppure non particolarmente ispirati. Oppure ancora l’oscuro Contra Force per NES, inizialmente concepito con il nome Arc Hound e pubblicato in America sotto il familiare vessillo dell’Unità Aliena di cui parlavamo all’inizio, sperando che potesse da solo trainare le vendite di un gioco non eccezionale. In un mondo utopistico avremmo persino potuto avere Contra Rebirth, episodio celebrativo splendidamente fedele ai punti di forza della serie, pubblicato sull’ormai scomparso store di Wii nel 2009 e quindi impossibile da recuperare oggigiorno. Il tutto tralasciando gemme come Contra 4, con il suo doppio schermo e l’amore per la pixel art che solo Wayforward può vantare al giorno d’oggi, assieme ad Hard Corps: Uprising, il prequel spirituale di Contra: Hard Corps creato da Arc System Works.
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Neppure questa volta è possibile configurare i comandi

Non fraintendetemi, il risultato è complessivamente buono, ma solo per merito dei giochi presenti, e non certo per lo scarso amore infuso nella compilation. Come per le due precedenti raccolte, neppure questa volta è possibile configurare i comandi, mentre l’emulazione ha mostrato in alcuni frangenti qualche rallentamento di troppo. Sono presenti i classici filtri per imitare i vecchi monitor a tubo catodico (o lo schermo del Game Boy nel caso di Operation C), ma aspettatevi comunque un’area di gioco particolarmente ristretta per le versioni arcade di Contra e Super C, visto che originariamente si avvalevano di schermi verticali. È ovviamente prevista la possibilità di ruotare l’immagine, ma per ovvi motivi logistici si tratta di un’opzione fattibile principalmente su Switch, a meno che il vostro amore per Bill Rizer non vi spinga eroicamente a posizionare in verticale quel costoso Bravia 60” che avete in soggiorno! Tra gli extra più prevedibili non può mancare il save state, così come la possibilità di registrare replay; ben più particolare è la scelta tra le versioni originali a 50hz e un’inedita modalità turbo a 60hz per i due Probotector. Il bonus più succoso è sicuramente rappresentato da un libro digitale, ricco di affascinanti schizzi preparatori e con una bella intervista al veterano Nobuya Nakazato, un extra che da solo varrebbe il denaro speso per una fantomatica edizione fisica, mannaggia.

Contra Anniversary Collection propone una serie di run and gun dall’indiscusso valore storico e ludico in un pacchetto che onestamente poteva offrire molto di più. Contra III: The Alien War e Hard Corps restano belli come il sole, e i due capostipiti arcade offrono tutt’ora un livello di sfida ripido ma estremamente gratificante, tuttavia la superflua presenza dei Probotector non può che apparire come uno spreco di spazio agli occhi del vero fan, che avrebbe preferito vedere quei posti occupati da titoli diversi e più interessanti. Facciamo una colletta e organizziamo un seminario curato dai ragazzi di Digital Eclipse (SNK 40th Anniversary Collection) presso gli studi di Konami: è l’unica soluzione per preservare degnamente la nostra storia, temo.

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Pro

  • Contra è sempre Contra: azione su di giri sempre attuale.
  • Bello il libro digitale.

Contro

  • I Probotector occupano inutilmente slot preziosi.
  • Scarso valore divulgativo.
  • Emulazione non sempre perfetta.
6.5

Sufficiente

Il retrogamer della redazione, capace di balzare da un Game & Watch a un Neo Geo in un batter di ciglio, come se fosse una cosa del tutto normale. Questo non significa che non ami trastullarsi anche con giochi più moderni, ma è innegabile come le sue mani pacioccose vibrino più gaudenti toccando una croce digitale che una levetta analogica.
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