StarCraft II: Legacy of the Void - Recensione

PC

Dopo la conclusione ufficiale di StarCraft II di qualche mese fa, Blizzard ha annunciato Nova: Operazioni Segrete, una serie di missioni aggiuntive per PC. Legacy of the Void ha creato un vuoto incolmabile dentro di me: la casa di Irvine, con sommo coraggio, ha messo il punto sulla storica saga che ci accompagna da ben diciotto anni. È stato un addio sofferto ma meraviglioso, e accettare il fatto di aver chiuso definitivamente l’ultima pagina di un pesante libro ha contribuito al fiume di lacrime che ho versato dopo i titoli di coda. Eppure la storia non è ancora finita: anni dopo l’epilogo, la bella Nova, il Fantasma più potente del Dominio, si risveglia in un laboratorio sconosciuto con un’amnesia parziale. Come spesso accade, scopriremo che le cose sono ben più complicate del previsto.

ONE SHOT ONE KILL

nova operazioni segrete starcraft 2

Attualmente possiamo mettere le nostre manacce solo sulle prime tre missioni di quella che, a conti fatti, è una campagna vera e propria che si concluderà a dicembre, con la pubblicazione del terzo e ultimo pacchetto. L’inizio, mi duole dirlo, non è stato dei più memorabili: con tutto il bene che si può volere alla bionda cecchina, è davvero arduo competere con personaggi del calibro di Kerrigan, Reynor e Artanis.

Competere con personaggi del calibro di Kerrigan, Reynor e Artanis è dura

Anche tirar fuori dal cappello magico qualcosa di nuovo da raccontare non è affatto semplice, e devo ammettere di aver considerato abbastanza “forzata” quella poca trama che ho potuto vedere. Blizzard non si è però accontentata di sbatterci sul piatto la stessa pietanza riscaldata: le missioni non brillano per originalità, ma ci troviamo davanti a qualche esperimento curioso in grado di strapparci un sorriso, come far attraversare a Nova un complesso presidiato militarmente senza farsi scoprire, in un modo che tanto mi ha ricordato il buon vecchio Commandos (anche se in modo molto più tranquillo e rilassato), o sfrecciare su una strada a bordo di un Vulture sparando a più non posso contro unità nemiche. Comunque sia termineremo questo primo mission pack in un paio d’orette, proprio quando cominciavamo a divertirci.

ARMATO E PERICOLOSO

nova operazioni segrete starcraft 2

L’assaggio più interessante che possiamo dare a tutta la campagna è la gestione dell’inventario della bella protagonista. Portando a termine obiettivi opzionali abbiamo la possibilità di mettere le mani su armamenti speciali in grado di modificare radicalmente le abilità di Nova: possiamo così sostituire il fidato fucile da cecchino con uno a pompa, oppure rinunciare all’invisibilità in cambio di un bel jetpack.

Gli obiettivi opzionali permettono di ottenere armamenti speciali che modificano le abilità di Nova

Anche le unità da noi guidate, tutte Terran ovviamente, avranno modo di equipaggiare qualche gingillo decisamente utile. Ancora la scelta è davvero poca, ma sono convinto che troveremo belle sorprese nei mesi a venire. Infine nemmeno i filmati non mi hanno particolarmente entusiasmato, ma competere con le meraviglie viste in Legacy of the Void è davvero un’impresa impossibile. Insomma, come avrete capito Nova: Operazioni Segrete per il momento mi ha lasciato alquanto indifferente, ma finché non avrò l’intera opera sotto al naso non mi sento di dare giudizi affrettati. L’assenza del voto, in questa recensione, va letta in tal senso, e per vedere un numero in fondo a questa pagina vi toccherà aspettare dicembre.

Festeggiamo comunque l’arrivo della Patch 3.2.0, che vede l’aggiunta di una nuova mappa per la modalità cooperativa, chiamata Catena dell’Ascensione, e una sbadilata di aggiornamenti e fix vari che riguardano il bilanciamento delle unità, del matchmaking e dei tornei automatici. Ci risentiamo tra qualche mese!

Il primo dei tre mission pack dedicati a Nova non mi ha entusiasmato particolarmente, ma si tratta si un semplice – e breve – antipasto di una nuova campagna che potrebbe rivelarsi interessante con le prossime uscite. Riuscirà la bionda cecchina a competere con mostri sacri come Reynor e Kerrigan? Solo il tempo ce lo dirà.

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Si ostina pervicacemente a usare un portatile che non vorrebbero più nemmeno al Museo della Scienza e della Tecnica, oltre a vestirsi come Padre Maronno. Abita con un pappagallo che ha chiamato Chocobo, ma non crediamo abbia mai provato a cavalcarlo per davvero (o almeno c’è da sperarlo).
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