Blazing Chrome - Recensione

PC PS4 Switch Xbox One

Un tempo i videogiochi erano più semplici e più difficili di quelli di oggi. L’apparente contraddizione è presto spiegata: vantavano un gameplay ridotto all’osso, oseremmo dire istintivo, esclusivamente improntato all’azione; ma, nel contempo, ponevano costantemente il giocatore sotto stress, obbligandolo ad affrontare tanti nemici tutti assieme, sparando all’impazzata e trovando i tempi giusti per fare lo slalom tra i loro proiettili, che affollavano rapidamente lo schermo. Insomma, le “cinque regole del Dodgeball” secondo Patches O’Houlihan: “schiva, piegati, evita, tuffati e… schiva”, che qui funzionano alla perfezione e, al massimo, andrebbero allargate anche a “spara!”. Questo era vero soprattutto per i frenetici sparatutto a scorrimento degli anni Novanta come Metal Slug, Contra e infiniti seguiti, che costringevano l’ignaro principiante a uscire di casa con tonnellate di monetine. Era, tra l’altro, un genere che metteva in mostra le capacità degli arcade e delle console a 16 bit su cui fioriva: Neo Geo, Mega Drive, Super Nintendo… macchine che ci hanno fatto sudare le proverbiali sette camicie, ma che davano anche un infinito senso di soddisfazione quando riuscivamo a mettere mano su una nuova, sudatissima cartuccia: merito soprattutto della velocità, dei mille colori, di uno stile che ha letteralmente fatto la storia e che Blazing Chrome, con grande maestria, ha saputo interpretare e replicare alla perfezione, riportandoci esattamente a quei giorni.

UN TOSTAPANE INTELLIGENTE CI DOMINERÀ

Come nei “bei giochini di una volta”, una vera trama non c’è: il più classico dei cliché della fantascienza è sufficiente per dare inizio al massacro. L’umanità sarà infatti presto soggiogata dal regno delle macchine, governato da un’intelligenza artificiale malvagia e instaurato dopo che tutti i macchinari del mondo (compresi, presumibilmente, gli elettrodomestici) si sono coalizzati per farcela pagare.
Blazing Chrome Recensione

il più classico dei cliché della fantascienza è sufficiente per dare inizio al massacro

Insomma, ci sarà la solita guerra tra uomini e macchine, queste ultime avranno la meglio, noi umani ridotti a pochi individui dovremo nasconderci eccetera eccetera, fino a che non salterà fuori una coppia di eroi pronta a far saltare per aria il generatore che dà corrente all’intelligenza artificiale di cui sopra. E indovinate un po’ chi dovrà impersonare questi eroi? Bravissimi! Proprio noi giocatori. All’inizio di ogni partita possiamo decidere quale dei due (l’umana agguerrita o il robottone ribelle suo alleato) e il livello da cui partire, oltre naturalmente al tipo di difficoltà. Per poter affrontare Blazing Chrome a difficoltà elevata occorre terminarlo prima in modalità normale e, giusto per essere chiari, non sarà affatto semplice!

AVANZA E DISTRUGGI

La sfida è quella tipica degli action-platformer di una volta: avanziamo verso la fine del livello correndo, saltando, arrampicandoci e sparando all’impazzata a tutti i nemici. Saltuariamente può essere necessario fare qualche variazione salendo su un mecha o su qualche altro mezzo di trasporto, mentre i nemici solitamente attaccano seguendo uno schema predefinito. Alla fine di ogni livello incontriamo i mostri finali e, proprio in questi frangenti, si nota la voglia di esagerare dei game designer: alcuni di loro (dei mostri, eh, non dei game designer) sono davvero giganteschi! E ovviamente vanno finiti con gran dispendio di armi, proiettili e… vite perdute nel tentativo.
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L’esperienza è piuttosto breve, perché il gioco è composto soltanto da una manciata di livelli, ma davvero intensa

Abbiamo almeno quattro tipi di arma a disposizione: il classico colpo a raffica, meno doloroso ma più facile da “amministrare”; una specie di frusta energetica che possiamo indirizzare con il movimento delle braccia, distruttiva ma più difficile da governare; bombe che esplodono dopo aver percorso una certa distanza o direttamente contro il nemico, devastanti ma lente e, infine, il classico fucilone al plasma che va caricato prima di ogni singolo colpo e, per tanto, ci espone al fuoco altrui durante l’impiego. L’unica arma sempre a disposizione è il fuoco rapido, mentre le altre vanno raccolte da appositi bonus lasciati dai nemici e, ogni volta che perdiamo una vita, perdiamo anche una delle armi aggiuntive. Fortunatamente, lungo il percorso possiamo raccogliere anche altri potenziamenti come scudi e vite aggiuntive. L’esperienza è piuttosto breve, perché il gioco è composto soltanto da una manciata di livelli, ma davvero intensa: occorre spendere un sacco di vite e ritentare molte volte, prima di arrivare alla fine del gioco, ma se come me avete amato i coin op degli anni Novanta e avete sempre apprezzato il genere, Blazing Chrome è un gioco assolutamente imperdibile, dal gameplay frenetico e genuino, piacevole in singolo e incredibilmente spassoso in due: solo, procuratevi due joypad perché con la tastiera è semplicemente un dramma. E ricordatevi sempre: “se riuscite a evitare una chiave inglese, riuscirete certamente a evitare i proiettili dei nemici”!

Blazing Chrome è il coin op che non avete giocato in sala giochi, la cartuccia che non è mai uscita per Neo Geo, il gioco che vi mancava tanto su PC e neanche lo sapevate. Un retrogame fantastico capace di riportarci a un’epoca indiscutibilmente passata, ma in qualche modo sempre viva nelle nostre anime di videogiocatori. Un gioco dall’azione spasmodica, sadica e punitiva, proprio come piaceva a noi nel 1993, quando ammiravamo gli enormi sprite bidimensionali gestiti dal meglio della tecnologia dell’epoca, quella che ancora non considerava l’accelerazione 3D un’opzione. Il tutto, però, comodamente gestito dalle console e dai computer moderni, secondo i dettami del presente. Costicchia, ma fatelo vostro lo stesso!

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Pro

  • Accattivante e impegnativo come un coin op in sala giochi.
  • Le migliori qualità dei classici del genere, tutte insieme.
  • Farà ringiovanire anche i riflessi dei videogiocatori più attempati.

Contro

  • Fa frignare i bambocci abituati male dai giochi attuali (ma forse questo è un pro).
  • Il prezzo ci sembra onestamente altuccio.
8.2

Più che buono

Diffidate delle imitazioni. Il vero prototipo di tecno-nerd ce l’abbiamo noi e si chiama Paolo Besser. La CBS vorrebbe darci un sacco di soldi per un suo cameo in un episodio di BIg Bang Theory, ma il nostro rifiuto è netto e deciso: dopotutto, sapete che figura barbina farebbe fare a Leonard e Sheldon?
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