Vader Immortal : Episode I - Recensione

Ho già scritto qui di come Oculus Quest presenti caratteristiche molto particolari, capaci di renderlo la prima vera console per la realtà virtuale. È vero che la potenza del suo Qualcomm Snapdragon ha limiti ben precisi, ma il ridottissimo peso e l’assenza di fili rendono talune esperienze – in potenza molte – addirittura più efficaci rispetto a un “tradizionale” sistema VR collegato al PC, tanto è forte la sensazione di libertà.

Un esempio eclatante è la nuova, pazzesca versione di Superhot VR per Oculus Quest, ma anche il primo episodio della serie Vader Immortal, oggetto di questa recensione, si dimostra godibilissimo per ragioni allo stesso tempo simili e diverse. Da un lato c’è la citata comodità di utilizzo, per cui quasi ci si dimentica di avere un visore sulla testa, dall’altro abbiamo un’avventura lineare che per sua stessa natura utilizza scenari estremamente evocativi ma anche contenuti nelle dimensioni, così da non dover ridurre in misura troppo drastica profondità delle texture o complessità poligonale dei modelli. Il risultato, in questo caso, è un modo nuovo, abbacinante e paurosamente immersivo di raccontare Star Wars.

UNA NUOVA SPERANZA (E PROSPETTIVA)

La recensione di un titolo come Vader Immortal Episode I può essere davvero compatta. Qualsiasi indicazione oltre l’incipit equivarrebbe a spoiler, mentre le feature da descrivere non sono poi molte; c’è, tuttavia, da mettere subito in chiaro il principale limite dell’esperienza, ossia la sua breve durata: grossomodo 50 minuti per il primo episodio dello storymode, a cui va aggiunta un’ora e mezzo circa di sfide con la Light Saber, lungo quaranta ondate che vanno dai classici droni sferici che sparano laser da deflettere, visti per la prima volta nel training di Luke Skywalker sul Millenium Falcon, a tutta una serie di varianti introdotte durante la storia, con robot che simulano attacchi con la spada laser da cui difendersi.

la trama offre un ghiotto approfondimento sulla specie aliena di Maz Kanata, personaggio de Il Risveglio della Forza

Il piatto principale è un racconto canonico di Star Wars, scritto dallo sceneggiatore David S. Goyer, autore di innumerevoli script cinematografici, tra cui l’ultimo Godzilla, che si va a inserire tra a La Vendetta dei Sith e Una Nuova Speranza – dunque fra la nascita del Darth Vader bardato nella mitologica armatura nera e i fatti narrati nel primo Guerre Stellari della storia. Nell’esperienza interpretiamo un pilota contrabbandiere dal misterioso passato, che dopo una fuga nell’iperspazio viene intercettato da un incrociatore dell’Impero e tirato dentro all’avventura dallo stesso Vader, attraverso un artefatto con arcane nonché indecifrabili – almeno in questo episodio – proprietà. Non è il caso di raccontare oltre, al di là del fatto che saremo sempre accompagnati da un androide con la voce dell’attrice statunitense Maya Rudolph (celebre negli Stati Uniti per la lunga militanza nel Saturday Night Show) e un paio di ulteriori dettagli che posso rivelare senza danni: da una parte, la trama offre un ghiotto approfondimento sulla specie aliena di Maz Kanata, personaggio de Il Risveglio della Forza, dall’altra – e qui risiede il fascino maggiore di Vader Immortal – già dal primo episodio si riconosce la volontà di approfondire il lato più umano dell’oscuro Signore dei Sith, coinvolgendo le fresche ferite che reca nel fisico ma soprattutto nell’anima, o almeno nella componente umana che ancora gli rimane.

Vader Immortal è la tipica esperienza da mettere in un piccolo zainetto insieme a visore e controller

Ci sono diversi momenti da brividi lungo la schiena, in particolare quando le citazioni vanno a toccare capisaldi dell’immaginario di Star Wars, mentre il resto è affidato a un fluido racconto interattivo in soggettiva con diversi intarsi più propriamente ludici. La storia ci porta a manipolare meccanismi o hackerare porte attraverso alcune consuetudini formali della saga, ma soprattutto mette nelle nostre mani una light saber che verrà usata con dovizia per motivi tutti da scoprire, vicini in qualche modo all’energia universale della Forza. L’essenza da avventura dinamica e le caratteristiche più assidue del genere fanno talvolta sentire la mancanza di scelte da parte del protagonista; in questo senso, però, va sottolineato l’inserimento della trama nei canoni di Star Wars, per cui c’è da aspettarsi un cammino – e uno soltanto – che andrà prima o poi a unirsi con i fatti di Episodio IV. Sotto il profilo della personalizzazione VR il servizio è quasi completo: possiamo manipolare diverse opzioni per il confort, ad esempio la velocità di rotazione e l’oscuramento della visuale periferica per scongiurare l’eventuale sopraggiungere di motion sickness, insieme alla scelta fra teletrasporto e movimento fluido con lo stick di Oculus Touch (anche se verremo talvolta “bloccati” in una posizione, durante script narrativi che rimangono comunque in prima persona); per la stessa natura di Oculus Quest, però, non sono presenti voci per diminuire o aumentare la prestanza grafica, al contrario tarata per il massimo della fluidità e dettaglio visivo nelle possibilità della piattaforma. Di Vader Immortal uscirà presto anche una versione per Rift e Rift S, ma è bene ribadire un concetto: sebbene sia quasi certo che, in quel contesto, il titolo potrà sfiorare il fotorealismo, ovviamente su PC debitamente pompati, nessun altro sistema ludico in realtà virtuale è in grado di proporlo con la leggerezza e libertà nei movimenti (quelli reali trasposti in VR, senza alcun cavo ad intralciarli) possibili con Quest. Vader Immortal è anche la tipica esperienza da mettere in un piccolo zainetto insieme a visore e controller, portandola a casa di amici per lasciarli letteralmente a bocca aperta. Magari rimedierete anche qualcos’altro, nel casi si tratti di qualcuno da conquistare…

Il primo episodio di Vader Immortal mostra tutte le potenzialità di questa serie di esperienze VR su Star Wars: un nuovo modo di immergersi nell’universo della saga, peraltro in una storia che ne rispetta i canoni e si andrà a inserire tra La Vendettà del Sith e Una Nuova Speranza. La durata è piuttosto breve, per quanto ampliata da una serie di sfide, e il prezzo intorno ai 10 euro è forse ancora un tantino alto; tolti questi dettagli, però, il livello di immersione è pazzesco e il racconto in prima persona funziona ottimamente, ben al di là di quel che potranno mai fare dei semplici filmati VR a 360 gradi. Davvero ben fatto, complice un’intrigante rete di eventi che spinge a voler proseguire nella storia.

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Pro

  • Racconto subito intrigante.
  • Apparizioni di Vader da brividi.
  • Tremendamente immersivo.

Contro

  • Il prezzo dell'episodio è forse un tantino alto, considerata la brevità.
  • Qualche piccolo lag nel rilevamento dei controller.
8

Più che buono

Marietto è così dentro alla sci-fi che non riesce a trovare la strada per uscirne. Per lui i videogiochi sono proprio questo, una porta per accedere a un pezzo di fantascienza che si realizza qui e ora, senza aspettare la fine del mondo.
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