Resident Evil: The Final Chapter – Recensione

Esattamente come successo con Fast & Furious 7, con questo capitolo – già ufficializzato come ultimo, in attesa dell’inevitabile reboot – la saga di Resident Evil, proprio nel finale, si palesa per quel che è sempre stata, almeno dalla terza pellicola in avanti: una grandissima epopea di B-movie, costosissimi e collegati tra loro solo dalla indiscutibile bellezza di Milla Jovovich e da un’azione serratissima che riguarda il massacro di zombie e Bio Organic Weapon per puro gusto e divertimento dello spettatore.

Di quel Resident Evil che dà il titolo al film, ormai, non è rimasto più nulla, eppure mi preme far notare come – almeno in principio – la saga era nata con tutt’altra ambizione, rispettando una delle prime regole per creare un buon film tratto da un videogioco: la volontà di mettere in scena l’elemento inedito, quel personaggio principale che esula dal medium videoludico per nascere e crescere solo sullo schermo cinematografico, e con cui lo spettatore può “rappresentarsi”. Accade con la Alice del primissimo film, con Aguilar nel recente Assassin’s Creed e la Rose di Silent Hill, tutti personaggi inediti, immersi in una mitologia preesistente.

Resident Evil The final chapter immagine Cinema 04

The Final Chapter cerca di tornare all’ambientazione claustrofobica del primo capitolo, ma restituisce solo sangue e divertimento

Prima di procedere con la recensione, dedico qualche riga ai capitoli precedenti, in special modo al primo, a mio avviso un esponente del genere action horror veramente ben realizzato. Il film iniziale si avvaleva di un cast interessante, di un Paul W.S. Anderson che ancora credeva nel suo talento e della colonna sonora a firma Marilyn Manson. Il secondo, Apocalypse, già abbandonava la qualità in favore di un’esagerazione action che – tutto sommato – male non faceva, ma l’ambientazione di Raccoon City e il Nemesis aumentavano i “feels” alle stelle. Da Extinction in poi, il Resident Evil nel titolo è diventato un mero pretesto per raccontare l’odissea di Alice in un mondo alla deriva, tipo Wasteland di Mad Max, e per aggiungere – sporadicamente – qualche personaggio iconico per poi farlo sparire senza motivazione alcuna. Afterlife e Retribution, infine, sono figli di un caos narrativo che lo spettatore difficilmente riusciva ad assorbire, cercando ancora una certa logica nella storia.

The Final Chapter inizia con il classico riassunto di Alice degli eventi precedenti, ormai falsati di capitolo in capitolo. L’unica rimasta è proprio Alice, che si appresta a chiudere il cerchio della sua avventura, impegnata a ricavare verità non richieste concernenti la sua identità e il destino della terra. A dispetto di una critica globale, che ha sempre “massacrato” la serie, è comunque possibile cavare qualcosa di buono da questi film, come la consueta forza delle protagoniste femminili: Alice e Claire Redfield, novelle Thelma e Louise, fanno l’ultimo salto nell’Alveare, si alleano con la Regina Rossa (interpretata dalla figlia di Jovovich e Anderson – tutto in famiglia, insomma) e sconfiggono i nemici grossi e cattivi: mostri (sia nelle azioni che nell’aspetto), traditori e manipolatori (Wesker).

Resident Evil The final chapter immagine Cinema 03Va detto che c’è una certa tenerezza nel modo in cui alcune azioni o dialoghi vengono recitati: tutti credono in ciò che stanno facendo, magari non al servizio di un grande cinema, ma di un divertimento scanzonato, a cui – ormai è evidente – hanno sempre puntato, senza troppe aspettative.

Di quel Resident Evil che dà il titolo al film, ormai, non è rimasto più nulla

Ha dunque senso accanirsi contro Resident Evil? Forse no. Qualche purista potrebbe storcere il naso e ritenere che questi film infanghino il nome che portano, eppure ho notato che, negli anni, si è formata una grande cerchia di appassionati, anche perché i risultati al box office sono sempre stati più che ottimi, e se qualcosa funziona si va avanti. Inoltre, con buona probabilità, l’esordio fortunato del recente Resident Evil 7 videoludico avrà ripercussioni positive su questo ultimo capitolo cinematografico.

A netto del voto che trovate qui sotto, mi permetto di assegnare un 6.5 a tutta la saga, partita con il botto con i primi due capitoli, e che man mano ha rosicchiato l’osso fino ad arrivare a questo The Final Chapter che, nonostante cerchi di tornare all’ambientazione claustrofobica del primo capitolo, restituisce solo tanta azione, mostri, sangue e divertimento.

VOTO 6

Resident Evil The final chapter immagine Cinema locandinaGenere: action, horror
Publisher: Sony Pictures
Regia: Paul W.S. Anderson
Colonna Sonora: Paul Haslinger
Intepreti: Milla Jovovich, Ruby Rose, Ali Larter, Iain Glen, Shawn Roberts
Durata: 106 minuti

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