Veloce Come il Vento - Recensione


Dopo Lo chiamavano Jeeg Robot, già visto e valutato da noi in questa recensione, eccoci alle prese con un altro “piccolo” film italiano che ha montato il suo interesse e creato entusiasmo attraverso il passaparola tra spettatori, addetti ai lavori e stampa, prima ancora che per via di una copertura marketing costruita a tavolino. Non per nulla, Veloce Come il Vento, il nuovo film di Matteo Rovere nelle sale a partire dal 7 di aprile, è già stato definito il “Rush all’italiana”, una definizione che tuttavia non rende giustizia a un film sostanzialmente diverso e per certi versi unico.

Giulia De Martino (Matilda De Angelis) è una giovane pilota, non ancora maggiorenne, con un fratellino piccino picciò. La perdita del padre, a capo del team di corsa, mette Giulia nella situazione di dover vincere a tutti i costi il campionato: la posta in gioco è la casa di famiglia, valuta di scambio utilizzata per pagare l’iscrizione al torneo. Al funerale del padre arriva anche Loris (Stefano Accorsi), il fratello maggiore di Giulia, in passato grande promessa del rally italiano, ma con una carriera stroncata dalla tossicodipendenza. Un po’ per propri interessi e un po’ con la voglia di raddrizzare una vita allo sbando, Loris aiuterà Giulia, allenandola a scalare una classifica il cui vertice sembra impossibile da raggiungere.

veloce come il vento

Veloce Come il Vento è un film che vale il prezzo del biglietto

Veloce Come il Vento è l’ennesimo ottimo prodotto italiano, forse il miglior film automobilistico mai girato nel Bel Paese. La grinta, lo sprint e l’adrenalina con cui Matteo Rovere gira ogni singola scena rendono credibile ogni sterzata, ogni curva e ogni cambio di marcia, senza cadere nel ridicolo per la troppa voglia di “scimmiottare” i film americani dall’alto budget. Con alti e bassi, Rovere confeziona un prodotto che a tratti perde aderenza sull’asfalto di qualche svolta narrativa troppo banale o scontata, ma che innegabilmente scatena i cavalli sulle scene di corsa e sul rapporto tra i due personaggi principali.

Ancor più di Rush, il film attinge a piene mani da Rocky (1976) e Warrior (2011), dove la sfida sportiva diventa il teatro di battaglia laddove affrontare le asperità della vita. Il training montage che vediamo su Giulia ci mostra la sua grande determinazione a piegare, modellare e allenare il proprio corpo allo sport cui ha dedicato la sua giovane vita, con una rasata blu sulla tempia a dimostrazione di un’esistenza vissuta a tavoletta. Lo scultore è Loris, un uomo mentalmente allo sbando, ma che alla visione della sua vecchia Peugeot 205 Turbo 16 sfocia in un’ira incontrollata verso il suo passato; è questo arrovellarsi interiore che rende Loris un personaggio ancor più misterioso e affascinante. L’adrenalina e la droga che scorrono nelle vene di Loris lasciano un segno indelebile nello spettatore, che si scoprirà seduto immobile e catturato durante entrambe le ore di proiezione. Veloce Come il Vento è quindi un prodotto ben realizzato, che vale il prezzo del biglietto e che spinge l’acceleratore sull’equilibrio tra azione, sentimenti e svolte narrative. Bene così.

VOTO 8.5


veloce come il ventoGenere: drammatico, sportivo
Publisher: 01 Distribution
Regia: Matteo Rovere
Colonna Sonora: Andrea Farri
Interpreti: Matilda De Angelis, Stefano Accorsi, Paolo Graziosi, Roberta Mattei
Durata: 119 minuti

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  1. Come già per la rece di Jeeg, ero indeciso ma mi avete convinto! Vado a vederlo! E porto la donna :-) che a questo punto rimarrà di nuovo ben colpita come per Jeeg :-)

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