Tornare a Vincere - Recensione





Quello di Tornare a Vincere è uno di quei casi di film in cui le situazioni narrate non si allontanano troppo da una realtà ben nota agli attori coinvolti.
Sappiamo più o meno tutti che Ben Affleck, a seguito del divorzio con Jennifer Garner nel 2015, è stato vittima di una profonda crisi, ricadendo nel vizio del bere, tanto da indurlo nel 2018 a rientrare in riabilitazione, cosa che già successe nel 2001. Questa sua crisi personale ha intaccato tanto la sua sfera intima, con i paparazzi che si divertivano a fotografarlo in preda a sbronze quotidiane riverso per terra in strada, quanto quella professionale, decidendo, per esempio, di abbandonare il mantello di Batman per evitare pressioni che avrebbero peggiorato ulteriormente il suo status psicofisico.

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Tornare a Vincere, in qualche modo, racconta tutto ciò: Jack Cunningham (Ben Affleck) è un operaio edile. La sua routine è più o meno la solita, lavoro, sbronza al bar e poi qualcuno che lo porta a casa. C’è un dolore che lo attanaglia sin dentro le ossa, ma non sappiamo cosa.
Quando riceve la chiamata da parte di un parroco per allenare la squadra di basket della scuola, Jack ricorda quando da giovane era una promessa del basket, prima di lasciare dopo pochi anni. Inizialmente riluttante, accetta per poi scoprire che allenare quei pochi ragazzi di zona, difettosi come lui, è la miglior distrazione per combattere il demone della bottiglia, trovare nuovi stimoli e affrontare quel dolore che lo ha ridotto così.

ben affleck confeziona una performance assolutamente brillante

Gavin O’Connor nel 2011 aveva firmato lo splendido Warrior, simpaticamente definito come il “Titanic per maschietti”; una storia che vedeva un emozionante redenzione emotiva tra due fratelli che si combattono sul ring e un padre assente che cerca di riprendere il controllo e ritrovare l’amore di una famiglia fatta a pezzi da lui stesso. Un film perfetto, coinvolgente, dove la metafora dello sport si plasmava a perfezione nella storia narrata.
Dal ring delle arti marziali miste a quello di basket il passo è più breve di quel che sembra, e il messaggio rimane lo stesso: il dolore, la rabbia, tutti quei sentimenti che tacitamente Jack aveva somatizzato dentro di sé, esplodono in una rinata grinta, portando una squadra di perdenti a vincere, non senza sacrifici.

Come facilmente intuibile, mattatore del film è proprio Ben Affleck, che entra con tutte le scarpe in un ruolo che, purtroppo, conosce bene nella vita vera, quella vissuta,  confezionando una delle sue migliori interpretazioni: crucciato, scatti d’ira e totale ilarità dovuti alle continue sbronze, il suo personaggio naviga a vista d’occhio e non ha giubbotti di salvataggio. La regia di O’Connor è precisa e oculata, camera fissa sul faccione di Ben Affleck e il film procede, tutte le emozioni scaturiscono dai suoi occhi stanchi che si infiammano sulla panchina a bordo campo.

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Il film è confezionato a dovere, con perizia chirurgica, mostrando come un racconto sicuramente banale e già visto, può avere altri e nuovi modi per arrivare allo spettatore, usando sapientemente le capacità, sempre poco sfruttate, delle note di Rob Simonsen, compositore che con un paio di brani riesce a veicolare un racconto intimo davvero potente, facendoci provare pena e sperare in un futuro migliore per il tormentato personaggio.

Tornare a vincere è disponibile per l’acquisto e il noleggio in digitale (anche in 4K UHD) dal 23 aprile su Apple Tv, Youtube, Google Play, TIMvision, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV, e per il solo noleggio su Sky Primafila, Infinity e VVVVID.

VOTO 7.5

tornare a vincere recensioneGenere: sportivo, drammatico
Publisher: Warner Bros
Regia: Gavin O’Connor
Colonna Sonora: Rob Simonsen
Interpreti: Ben Affleck, Al Madrigal, Michaela Watkins, Janina Gavankar, Glynn Turman
Durata: 108 minuti

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