Caro amico che ragequitti, ti voglio bene

Caro amico che ragequitti, ti voglio bene

Il periodo di Natale è notoriamente quello in cui il disco di FIFA viene regolarmente consumato: complici i giorni di festa e la sosta del campionato, l’overdose di calcio virtuale raggiunge l’apice. Per alcune edizioni, addirittura, questo periodo è stato per certi versi anche il canto del cigno, soprattutto in single player, ma devo ammettere che quest’anno tra la FUT Champions e una generale idea di calcio che anche online può essere messa in atto senza aver (troppa) paura degli spauracchi di turno, la situazione è delle più rosee e le aspettativa di vita del titolo EA, almeno sulla mia PS4, sono abbastanza altine.

Detto questo, c’è un fenomeno che, non solo su FIFA, ma che qui si sente particolarmente, continua a imperversare, anno dopo anno, anche quando il livello tecnico dei giocatori è mediamente più alto: il ragequit. Noncuranti dei malus ai punti FUT, infatti, ci sono sempre tanti, troppi, giocatori che al primo segno dell’imbarcata subita decidono di interrompere la connessione e perdere a tavolino. Io, per questioni di principio, li ho sempre odiati profondamente, ma, magari preso dalla magia del Natale, ho scoperto che in realtà dovrei voler loro un gran bene, e ho deciso, finalmente, di ringraziarli per diverse ragioni.

FIFA 17 FUT Champions (nei menu)Grazie, ragequitter, perché in realtà non avevo mai capito che tu abbandoni la partita perché mi vuoi bene e non mi vuoi far perdere tempo, ché lo sai meglio di me che alla fine uno si ritaglia quel paio d’ore stiracchiate e non vuole necessariamente tirar notte, per cui, bon, meglio togliere baracca e burattini di mezzo se le cose si mettono male. Ti ringrazio, perché in effetti io con te non ci voglio giocare e tu, giustamente, ti levi dalle scatole, perché se inseguo la mia idea di calcio a fatica, combattendo con i miei Kalinic e i miei Parolo di fronte all’orda dei velocisti e stelle della Premier, non ho bisogno di perdere il mio tempo con un utente viziato che nonostante la squadra fotocopia con Mané, Musa e Firmino, o ancora meglio con tutti i giocatori in serie limitata, si limita semplicemente a replicare due o tre azioni nella speranza di correre fino alla porta. Siccome, dunque, non è divertente giocare con te, visto che provi ad approfittarti dei pur pochi aspetti sbilanciati del gioco per vincere, è cosa buona e giusta che te ne vada.

Quello che fai sul campo è quello che sei: in pochi minuti di gioco puoi dimostrare la tua vera natura

Ancora, ho scoperto di voler bene a te e a tutte gli altri che ancora credono che rovinare l’esperienza online degli altri utenti sia una questione banale, fattibile, che non ha un significato e un costo sociale, perché mi ricordate che non sono come voi; che anche se sto lì a imprecare settantacinque pantheon diversi per la quarta traversa nella partita e gli altrettanti contropiedi con gol, cerco di divertirmi, di vincere lealmente e di perdere con dignità. Ecco, nel ringraziarti, voglio anche essere un amico e dirti che se oggi ti sconnetti dalla partita di FIFA, o vai contromano su un circuito di un gioco di guida perché ti sei accorto di non essere all’altezza, o lasci la tua squadra di sparatutto in inferiorità numerica perché in un immenso atto di umanità hai deciso che non sei degno di giocare con gli altri, beh, probabilmente ti sembrerà solo di aver staccato la spina a qualcosa che, in fin dei conti, vale poco.

Ecco, amico, in realtà non è così, perché quello spazio virtuale, in realtà, non è diverso da qualunque altro luogo di competizione sociale e sportiva. E siccome ho cominciato parlando di FIFA e, dunque, di calcio, ti voglio regalare una delle massime che mi accompagna dai playground cestistici fino a ora che, al massimo, mi diletto online a dare quattro calci a un pallone: in campo come nella vita. Lo diceva Nereo Rocco, uno dei personaggi migliori che il mondo sportivo italiano abbia mai avuto. Quello che fai sul campo è quello che sei: in pochi minuti di gioco puoi dimostrare la tua vera natura. Io ci ho sempre creduto, e ci credo ancora. Proprio per questo motivo, amico che ragequitta, io ti ringrazio e ti auguro un serenissimo Natale.

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