Bleach - Recensione

Una doverosa introduzione prima di procedere: sono una delle tante persone che, con Bleach formato manga, ha instaurato un rapporto di fiducia reciproca. Ogni volta che mi recavo in fumetteria per comprare mensilmente il nuovo numero dell’opera di Tite Kubo, ero consapevole di trovare su quelle tavole gli archetipi che mi avevano fatto innamorare delle avventure di Ichigo e compagnia; una storia dallo stampo fortemente cinematografico, con twist narrativi forti e convincenti, personaggi ben caratterizzati, power-up distinti, sfondi terribilmente vuoti e bianchi – ma con il tempo si sorvolava – e tante citazioni sia cinematografiche che musicali. Tutto ciò fino alla disfatta di Aizen. Poi, ahimè, è iniziato il declino che ha portato a quel terribile finale con cui Kubo ha chiuso l’opera.

Col tempo sono arrivati i film animati, i romanzi, l’anime che mai ho apprezzato, i videogiochi – la serie Heat The Soul su PSP era fatta di giochi perfetti, ottimizzati col diretto ampliamento del roster . In più, da tanti anni si parlava di una pellicola live action che purtroppo non ha mai visto luce, complice l’oblio qualitativo a cui l’opera stava andando incontro e, così, la perdita dell’interesse globale.

Bleach recensione

Nonostante i timori iniziali, il live action di Bleach è un film capace di mostare i muscoli

Così arriviamo al punto in cui si mette di mezzo Netflix e, alla fine, un film dal vivo girato in patria vede la luce. Peraltro, i live action giapponesi hanno questo brutto vizio di essere costantemente film mediocri, di non avere mai un baricentro narrativo a cui aggrapparsi per sorreggere la storia presentata o, peggio, gestire una mole enorme di contenuti e personaggi in un minutaggio ristretto. Vedete il caso di Tokyo Ghoul, prodotto sicuramente interessante, ma pregno di diversi problemini che ne sanciscono una sufficienza tirata per le orecchie.

Nonostante mi sia passata la cotta per Bleach a abbia approcciato la nuova creatura con prudenza, complice la paura di trovarmi davanti un prodotto narrativamente ridotto all’osso, posso dire che (sempre contando i classici problemini del caso, da cui proprio non si scappa) il live action di Bleach si è dimostrato essere un film con i muscoli, che applica un certo grado di fedeltà rimescolando il necessario le origini dei personaggi, e portando comunque ad una resa qualitativa ben superiore alla media.

Bleach recensione

Gran parte dei pregi si possono ricercare proprio nella cura dei dettagli che riguardano i personaggi, con battute, situazioni ed oggetti mai lasciati al caso, talvolta bisognosi di un approfondimento in un sequel che non è del tutto da escludere. Di fatti,  i titoli di coda recano la relativa dicitura: Saga del sostituto Shinigami. Chiaramente parliamo dei primi capitoli del manga, di tutto ciò che costruirà le fondamenta per una storia più grande e appena accennata, per la Soul Society come per l’esistenza degli Shinigami o ancora dei Quincy (attenzione ai dettagli del vestito della mamma di Ichigo nei flashback).

l’universo narrativo di Bleach è troppo ampio e vasto per essere rappresentato solo con un singolo film

Chiaramente, nella realizzazione degli Hollow, le anime erranti maligne, siamo sempre in quel modus operandi giapponese che presenta dei modelli palesemente “schiavi” del colpo d’occhio tra digitale e girato dal vero, difetto assolutamente sterile se si è abituati ad un certo livello di cinema orientale, macchina produttrice che è capace di realizzare film di questo calibro in tempi davvero brevi, pur mantenendo comunque l’anima dell’opera. In tutto questo,  Bleach riesce a sorreggere perfettamente gli equilibri dell’opera originale, rimanendo comunque un fugace sguardo, un piccolo granello di sabbia che compone tutta l’opera di Bleach. Sicuramente troppo poco per farsi un’idea, ma l’opera è ben proposta per farsi apprezzare nella sua latente complessità.

VOTO 7

Bleach recensioneGenere: fantastico, azione
Publisher: Netflix
Regia: Shinsuke Sato
Colonna Sonora: Yutaka Yamada
Interpreti: Sota Fukushi, Hana Sugisaki, Ryo Yoshizawa, Taichi Saotome, Miyavi
Durata: 108 minuti

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