ARK: Survival Evolved - Recensione

PC PS4 Xbox One

Com’è bello svegliarsi su un’isola deserta fasciati solo da un boxer attillato e con un prurito al braccio sinistro dovuto a uno strano congegno impiantato direttamente nella carne! Com’è bello fermarsi qualche momento per osservare la flora lussureggiante che si staglia dinanzi agli occhi del personaggio, muovere i primi passi alla ricerca di alcune risorse necessarie per costruire improvvisati arnesi (fondamentali per tentare di sopravvivere), ed essere divorati da un cucciolo di dinosauro, che altro non attendeva se non l’arrivo del suo pasto quotidiano! Di sicuro, il comitato di benvenuto sull’isola di ARK: Survival Evolved non è stato dei più accoglienti, ma è riuscito a fornirmi un’impressione iniziale piuttosto accurata di ciò sarebbero state le successive ore in compagnia con il survival sviluppato da Studio Wildcard.

VITA GIURASSICA

Avendo imparato dai miei errori, una volta che il mio personaggio è rinato mi sono mosso con maggiore cautela, evitando di allontanarmi troppo dal punto di respawn e iniziando a raccogliere legna, pietra e felci per creare il mio primo piccone e l’inseparabile ascia. Con gli utensili così creati sono poi andato a caccia di animali erbivori per mantenere sotto controllo il livello di fame e fare provviste per le scampagnate iniziali ai margini della foresta.ARK Survival Evolved immagine PC PS4 Xbox One 05

ARK: Survival Evolved sa essere estremamente punitivo, soprattutto nelle fasi iniziali

Ho quindi edificato una piccola baracca di paglia sulla spiaggia che potesse fungere da campo base e da deposito per i materiali che non è possibile portare sempre con sé. Ho accumulato esperienza e sono salito di livello, sbloccando ricette sempre più complesse, come quelle di arco e frecce – le mie armi preferite nella fase iniziale del gioco. A questo punto mi sono sentito pronto per addentrarmi ancora di più nella selva, attratto da un pilastro di luce verdastra che illuminava la notte stellata. Indovinate? Ben tre piccoli dinosauri mi hanno attaccato. In un primo momento, ho provato ad affrontarli, ma – chiaramente – non sono stato in grado di fare granché, per questo ho deciso di fuggire finché le forze me lo permettevano: li ho seminati immergendomi in un corso d’acqua vicino… solo per essere mangiato da un antenato di un coccodrillo!

ARK: Survival Evolved è un gioco che sa essere estremamente punitivo, soprattutto nelle fasi iniziali, dal momento che bisogna fare estrema attenzione ai propri spostamenti. Restare nella zona iniziale della mappa è certamente l’opzione più sicura per riuscire a sopravvivere a lungo, ma è anche la più lenta: inutile dire che le risorse migliori si trovano nelle aree più pericolose, quindi – per accelerare lo sviluppo del personaggio – diventa essenziale correre qualche rischio, con la consapevolezza che in caso di morte si perde ogni item presente nell’inventario e qualsiasi altro oggetto equipaggiato, ma non l’esperienza accumulata fino a quel momento. ARK è brutale, ma non è mai ingiusto, almeno non quando si gioca da soli o in compagnia su un server PvE.

SOPRAVVIVENZA ONLINE

Il nemico più infido lo si trova nei server PvP, dove la sportività non è mai di casa. Molto spesso, i giocatori di livello più alto e con un equipaggiamento anni luce più avanzato di quello a disposizione dei nuovi utenti amano uccidere i naufraghi appena arrivati sull’Arca, ammazzando – di conseguenza – tutto il divertimento. Se già normalmente ci vuole parecchio tempo per concludere qualcosa e per far crescere il proprio alter ego, figurarsi in un ambiente completamente ostile dove il rischio di perdere tutto ciò che è stato tanto faticosamente accumulato e realizzato è sempre dietro l’angolo.ARK Survival Evolved immagine PC PS4 Xbox One 03

il rischio di perdere tutto ciò che è stato faticosamente accumulato e realizzato è sempre dietro l’angolo

In ogni caso, si tratta di un problema di facile risoluzione, almeno dal lato dell’utente: basta evitare questi server, a meno che non ci si senta pronti a investire un gran numero di ore costellate di improperi, insulti gratuiti e ulcere, prima di riuscire a essere almeno un minimo competitivi. D’altro canto, quando ci si sposta sul versante PvE si trova un ambiente di gran lunga più sano, a patto di conoscere un gruppo di giocatori che si riuniscono su un server non ufficiale, o di avere la fortuna di riuscire ad accedere a uno dei pochissimi server messi a disposizione direttamente da Studio Wildcard. Già, perché quelli ufficiali sono presenti davvero in numero ridotto e sono quasi sempre stracolmi; peraltro, alcuni di essi sono anche dedicati esclusivamente ai possessori di Scorched Earth, il primo DLC uscito durante il periodo di Accesso Anticipato e non incluso nella versione finale del gioco (ma comunque acquistabile separatamente sborsando altre venti carte).

DINOSAURI A SCATTI

Tuttavia, dopo ogni ora passata tra rettili di dimensioni gargantuesche e compagni di tribù impegnati nei lavori più disparati, ci si rende gradualmente conto che la mole sconfinata di contenuti introdotti nei due anni di permanenza in Early Access nasconde una formula di gioco piuttosto piatta. C’è tanta carne sul fuoco, è vero, ma niente di ciò che si può fare in ARK: Survival Evolved è stato realizzato in maniera ineccepibile: si ha quindi l’impressione che il team di sviluppo abbia voluto puntare soprattutto sulla quantità, principalmente relativa alle specie giurassiche che è possibile incontrare e ammaestrare o agli oggetti che si possono creare tramite il semplice sistema di crafting, senza però infondere altrettanta qualità alla produzione nella sua interezza.ARK Survival Evolved immagine PC PS4 Xbox One 08

si ha l’impressione che il team di sviluppo abbia voluto puntare sulla quantità

Lo si capisce soprattutto se si analizza l’aspetto tecnico dell’opera realizzata da Studio Wildcard: ci troviamo di fronte a un titolo che pesa come un macigno, almeno su PC (la versione oggetto di questa disamina), con dei pesanti problemi di stabilità del frame rate, numerosissimi bug che si manifestano sotto forma di compenetrazione di modelli poligonali, dinosauri sospesi a mezz’aria – e non mi riferisco agli pterodattili! – e addirittura qualche crash al desktop. Per quanto l’idea alla base di ARK sia sostanzialmente azzeccata, forse gli sviluppatori avrebbero dovuto concentrarsi maggiormente sull’ottimizzazione dell’engine, piuttosto che continuare a sfornare nuovi contenuti a intervalli più o meno regolari, cosa che – tra l’altro – continua e continuerà ad accadere: basti pensare che c’è una seconda espansione in lavorazione, in uscita ad ottobre, anch’essa a pagamento. Magari sarebbe stato meglio dirottare quelle risorse sulla correzione dei bug, non credete?

ARK: Survival Evolved è un prodotto godibile, ma che probabilmente avrebbe avuto bisogno di una gestazione portata avanti in maniera differente, o perlomeno più lunga. Va detto che trovarsi a passeggiare fianco a fianco con dei rettili enormi è un’esperienza straordinaria, figurarsi quando quei dinosauri diventano delle vere e proprie cavalcature con cui esplorare in lungo e in largo il mondo di gioco. Ciò non toglie che Studio Wildcard abbia portato avanti un progetto ambizioso, forse troppo, offrendo agli utenti una grande quantità di cose da fare, ma senza approfondire a dovere la formula di gameplay. Come tutti i titoli online, però, anche ARK è un’opera in costante evoluzione: c’è quindi la speranza che possa migliorare nel tempo, a patto che gli sviluppatori abbiano voglia di correggere i tanti problemi che al momento affliggono il gioco.

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Pro

  • Tantissime cose da fare.
  • Punitivo e brutale al punto giusto nei server PvE.
  • Camminare tra i dinosauri ha un certo fascino.

Contro

  • Un po’ troppo piatto.
  • Pochissimi server ufficiali.
  • Soffre ancora di troppi problemi tecnici.
7

Buono

Le leggende narrano che a Potenza ci sia un antro dentro al quale vive una misteriosa creatura chiamata Alteridan. In realtà è solo il nostro Daniele, che alterna stati diurni di brillantezza ad altri notturni dove i suoi amici non hanno ancora capito che non conviene fargli assumere troppo alcol.

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