Tyler Rake - Recensione

Dopo Avengers Infinity War / Endgame, i fratelli Russo hanno avuto la possibilità di inserirsi come produttori di alcuni progetti per cui avevano curato il soggetto, finanziandone uno, in particolare, per vedere la loro graphic novel Ciudad tramutarsi in  film. Questo adattamento è proprio Extraction, che da noi ha mutato il titolo utilizzando il nome del protagonista, Tyler Rake.

Non pochi mesi fa, una campagna pubblicitaria ha cercato di spingere tantissimo un prodotto come City of Crime, con ancora i Russo come produttori e Chadwick Boseman attore in un film d’ingiustificata mediocrità artistica e narrativa. Tyler Rake, invece, risulta un pelo più appagante, nonostante si tratti del classico minestrone action figlio di serie quali John Wick che stenta a reinventarne almeno in parte la formula. Ci sono ottimi momenti di cinema di genere, che ingiustamente non trovano il giusto plauso con il nome dei fratelli Russo che capeggia ovunque. E c’è Chris Hemsworth, mercenario di grande fama che si trova coinvolto in una missione delicata, quella di estrarre il figlio di un noto barone della droga che è stato rapito da un diretto concorrente, con lo scopo di infliggere forte pressione e ottenere il controllo del mercato.

Tyler rake è puro cinema action muscolare che fa delle coreografie d’assalto il suo punto forte

Basta la già tanto esaltata scena del finto piano sequenza per attrarre l’attenzione su un progetto che, però, non ha nulla nel suo incipit per cui varrebbe la pena continuare. Poco dopo, tuttavia, la pellicola mostra il suo punto di forza, ovvero prendere l’esperienza sul campo da parte del regista Sam Hargrave (coordinatore degli stunt di film come Atomica Bionda o Birds of Prey, che per ritmo e coreografie devono tantissimo al capostipite John Wick o, meglio, al sempre glorioso The Raid) e buttarla su una missione al cardiopalma fatta di un’estrazione apparentemente impossibile, con i due che dovranno vedersela con un paese ostile e mentre sono braccati da forze letali.

tyler rake recensione

Tyler Rake, dunque, si mostra come un action muscolare che pone le sue basi sulla tecnica perfezionata e nelle coreografie violente e crude, gettando lo spettatore in uno scenario di ferro, fuoco e proiettili, far tirare il fiato dopo interminabili sequenze di serratissima azione. Funzionano meno i momenti di spazio introspettivo dei personaggi e il diretto confronto con altri personaggi che hanno il loro piccolo assolo senza contare praticamente nulla nell’economia della trama.

Il film  da il suo meglio quando il regista mette l’avventura al servizio della camera, segue passo passo i protagonisti, li orienta perfettamente nella zona di azione e, nonostante la frenesia, fa si che lo spettatore non perda mai la logica conseguenziale dei movimenti o delle posizioni; potrebbe sembrare una roba da poco, una mera banalità, ma proprio negli action gestire gli spazi e le manovre di azione sono strumenti indiretti per comunicare in modo “idilliaco” la geografia del luogo.

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Alla fine Tyler Rake risulta un action solido, non privo di difetti ma che può essere messo in evidenza più per la tecnica registica che non per i nomi in cabina di produzione. Un ipotetico secondo capitolo – che si vocifera già dal giorno della pubblicazione del film su Netflix – dovrà puntare proprio su questo aspetto concretamente virtuosistico, per costruire una storia anche più semplice nel minutaggio, ma nuda e cruda nella violenza della messa in scena, vero cavallo di battaglia che giustifica tutta la sua visione.

VOTO 7

tyler rake recensioneGenere: azione
Publisher: Netflix
Regia: Sam Hargrave
Colonna Sonora: Henry Jackman
Interpreti: Chris Hemsworth, Rudhraksh Jaiswal, Randeep Hooda, David Harbour, Pankaj Tripathi
Durata: 116 minuti

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