Hostiles – Recensione

C’è sempre grande interesse attorno ai film di apertura dei Festival cinematografici. Lo scorso anno la Festa del Cinema di Roma aprì con Moonlight di Barry Jenkins, lungometraggio che pochi mesi dopo – come sappiamo – si aggiudicò il Premio Oscar come miglior film.

Per questa edizione 2017, la Festa ha aperto con Hostiles, quarto film diretto da Scott Cooper (suoi anche Crazy Heart, Il fuoco della vendetta e il più recente Black Mass), pellicola che proietta Christian Bale e Rosamund Pike nel Texas del 1892 per una missione di scorta. Un vecchio capo indiano, ormai prossimo alla fine e prigioniero dell’esercito da molti anni, chiede di poter tornare in Montana per morire e riconsegnare il suo corpo allo spirito della terra. Il capitano Joseph Blocker (Christian Bale) accetterà con riluttanza la missione, dacché prevede un lungo viaggio nel pericoloso territorio dei Comanche, in aggiunta ad altri e inevitabili ostacoli, anche potenzialmente mortali.Hostiles immagine Cinema 03Scott Cooper è un regista classico. Pur curando ogni aspetto del suo lavoro, tutti i suoi film – Hostiles compreso – non hanno mai la forza, o la voglia, di rivoluzionare un determinato genere cinematografico, ancor di più quando si parla di western, un filone che 50 anni fa ha contribuito all’evoluzione del cinema, ma oggi è ormai declassato e appannaggio di qualche produzione indipendente, se si esclude qualche boutade tarantiniana e poco altro. Per questo motivo, Cooper “ruba” tutto quel che può dai grandi classici per plasmare il suo film attorno ai temi di diversità razziale, avversione e necessità di evolvere.

I film di Cooper non hanno mai la forza, o la voglia, di rivoluzionare un determinato genere cinematografico

Non a caso Hostiles è ambientato proprio alla fine dell’’800: l’arrivo del ‘900 implica infatti non solo un’evoluzione industriale, ma anche umana. I Nativi americani, da popolo da sterminare, sono ora obiettivo della misericordia tardiva del governo, impegnato a fermare l’inutile caccia all’uomo. Questo passaggio, sia umano che storico, terrà banco e dividerà il nostro protagonista, che affronta il summenzionato viaggio irto di pericoli: un percorso che assurge a vera e propria Odissea, per abbandonare dietro di sé la guerra e abbracciare la pace.Hostiles immagine Cinema 02

Negli occhi stanchi e scuri e nella barba di Christian Bale si riesce a percepire qualcosa di più

Certo, come film “classico” di Scott Cooper, Hostiles si porta dietro anche i difetti canonici delle pellicole del regista, per esempio una totale assenza di emozione verso le gesta compiute dai protagonisti. Soprattutto un pubblico pigro (o non interessato al genere) troverà di poco interesse le scene presentate: eppure, concentrandosi a dovere, negli occhi stanchi e scuri e nella barba di Christian Bale si riesce a percepire qualcosa di più, come lo sfinimento che accompagna la prova più difficile di tutte, ovvero maturare e mettere da parte l’odio.

A condire tutto il racconto, chiaramente, è presente una forte morale di uguaglianza tra le persone, al netto del colore della pelle. D’altronde, ci pensano già il mondo e il destino ad essere ostili con ogni anima sulla Terra, perché dunque aggiungere un’inutile animosità tra i popoli?

Visto alla Festa del Cinema di Roma, Hostiles è stato acquistato recentemente da Notorious Pictures che lo porterà nelle sale italiane nei primi mesi del 2018.

VOTO 7.5

Hostiles immagine Cinema locandinaGenere: western, drammatico
Publisher: Notorious Pictures
Regia: Scott Cooper
Colonna Sonora: Max Richter
Intepreti: Christian Bale, Rosamund Pike, Wes Studi, Ben Foster, Stephen Lang
Durata: 127 minuti

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