Adios – Recensione

PC Xbox One

Dal loro piccolo studio in Kansas, i ragazzi di Mischief ci portano nelle stranianti atmosfere di Adios, walking simulator in bilico tra crisi di coscienza e senso della vita.

Sviluppatore / Publisher: Mischief / Mischief Prezzo: 14,99€ Localizzazione: Assente Multiplayer: Assente PEGI: 16 Disponibile Su: PC (Steam), Xbox One

Chiunque abbia visto un film di gangster, e c’è stato un periodo nemmeno troppo lontano in cui i film di gangster erano per Hollywood ciò che oggi sono i cinecomic (con buona pace di Scorsese), sa che il modo più rapido e pulito per disfarsi di un cadavere è darlo in pasto ai maiali. Questi simpatici animali, infatti, tendono a divorare qualunque cibo gli si presenti, in tempi particolarmente brevi peraltro: certo, c’è il problema di procurarsi dei maiali e non tutte le organizzazioni criminali dispongono di un porcile dove sistemarli in caso di necessità.





Meglio, in genere, affidarsi a una qualche fattoria locale e stringere un comodo sodalizio assicurandosi che tutte le parti trovino soddisfazione: i gangster potranno facilmente disfarsi di prove compromettenti, il fattore mettere un po’di soldi facili in tasca e persino i maiali potranno contare su qualche pasto extra. Tutti contenti, insomma, no? Più o meno, quanto meno finché il fattore non decide di dire Adios e cambiare vita.

UNA COSCIENZA DA MAIALI

Cosa succede, dunque, quando il fattore si accorge dopo quindici anni che ne ha avuto abbastanza e vuole darci un taglio con questa vita che infanga la coscienza? Succede che Mischief, piccolo studio con base in Kansas, così piccolo che non ha nemmeno un sito internet, sforna un po’ a sorpresa uno degli indie più interessanti di questo inizio 2021 (in cui, in ogni caso, i giochi non paiono abbondare, perciò ben venga). Siamo in pieno territorio walking simulator, perciò non c’è da aspettarsi tanta azione, quanto piuttosto un sacco di atmosfera, e quest’ultima si presenta in grandi quantità fin dall’inizio.

adios recensione

Riuscite a immaginare qualcosa di più americano di una Mustang pick-up?

COSA SUCCEDE DUNQUE QUANDO IL FATTORE SI ACCORGE DOPO QUINDICI ANNI CHE NE HA AVUTO ABBASTANZA E VUOLE DARCI UN TAGLIO CON QUESTA VITA CHE INFANGA LA COSCIENZA?

La scena iniziale ci mette nei panni dell’allevatore senza nome e in crisi di coscienza. Consapevole di ciò che lo attende, il fattore si gode gli ultimi tiepidi scampoli di calore di un mite autunno dondolandosi pigramente sul portico di casa sua, quando sul viale di ingresso della tenuta compare un’auto da cui scende un uomo in completo nero. È un killer e nel bagagliaio del veicolo con cui è arrivato si trovano i pezzi di un cadavere. I due si conoscono e quello che stanno per fare l’hanno già fatto numerose volte in passato. Si salutano con affetto e si disfano dei sacchi contenenti resti umani come farebbero con della terra o del concime. La conversazione tra i due è leggera e prosegue lieve finché il fattore non comunica al killer le sue intenzioni: da quel momento, anche se il tono caldo con cui i due si rivolgono l’un l’altro non cambia, entrambi sanno che quella giornata potrà finire in un solo modo.

SCELTE OBBLIGATE

Quello che succede dopo è Adios, un racconto che dura poco più di un’ora, in cui il killer accompagna il fattore nelle sue attività quotidiane, che spaziano dallo spalare letame al mungere le capre, chiacchierando di tutto e di niente, del senso della vita e di come si sono incontrati, del grande castagno a cui sono appoggiati e della guerra del Vietnam.

Continua nella prossima pagina…

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Pro

  • Ottimamente recitato / Altrettanto ben scritto / Durata perfetta.

Contro

  • Tecnicamente grezzo / Modelli umani e animali un po’ “strani”.
8

Più che buono

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