Agatha Christie - Hercule Poirot: The First Cases – Recensione

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Una grande magione che ospita gli invitati di un matrimonio altisonante, due nobili famiglie che si incontrano per veder coronare i sogni dei rispettivi figli, la tormenta di neve che blocca gli invitati per tutta la notte nella villa, un ricatto e il ritrovamento del cadavere di uno degli invitati. Una situazione da classico giallo, attinente per stile narrativo alla penna di Agatha Christie; e infatti tra gli invitati, sgomenti al ritrovamenti del cadavere, c’è anche un giovanissimo Hercule Poirot.

Sviluppatore / Publisher: Blazing Griffin / Microids Prezzo: 29,99€ Localizzazione: Testi Multiplayer: Assente PEGI: 7 Disponibile Su: PC (Steam), PS4, Xbox One, Nintendo Switch; compatibile con PS5 e Xbox Series X|S Data di Lancio: 28 settembre

Ho sempre subito il fascino dei gialli classici, con qualche piacevole punta di contemporaneo – in particolare il Montalbano dell’eterno Andrea Camilleri – ma nel periodo dell’università, Sherlock Holmes, Poirot e anche il buon Nero Wolfe mi hanno tenuto a lungo compagnia.





Ce ne sarebbero a decine da cui attingere, fra questi personaggi che in tutte le loro interpretazioni – libri, film, in alcuni casi anche videogiochi – hanno sempre dimostrato una caratteristica in comune: un carisma non indifferente.

DICI AGATHA CHRISTIE, DICI HERCULE POIROT

Non nego dunque che i baffoni del noto investigatore privato belga siano una comfort zone di grande piacere per il sottoscritto, che ama abbandonarsi in dolci letture o romanticismi di altri tempi (e a tal proposito: sono in trepidazione per sapere la nuova data di uscita della versione di Kenneth Branagh del suo Poirot nel sequel di Assassinio sul Nilo).

HERCULE POIROT: THE FIRST CASES CI PORTA A SCOPRIRE GLI ESORDI DELL’INVESTIGATORE BELGA

In ogni caso, quella di cui ci troviamo a parlare ora è la finora inedita versione videoludica del buon Poirot, che lo vede impegnato a rendersi conto delle sue grandi capacità da investigatore. Quello che ci propongono i ragazzi di Blazing Griffin sono infatti gli esordi del neo investigatore privato, anticipati da un banale furto di una collana (al solito, non così banale), che funge da tutorial per la struttura del gioco. Efficace, anche se forse non perfetto.

TUTTE LE PERSONE RICCHE HANNO DEI NEMICI

Lo scopo del gioco è, dopo essere stati introdotti alle motivazioni dell’indagine, girovagare in tutta la mappa divisa per zona o stanze, osservare particolari dettagli, catalogarli nella materia grigia dell’investigatore per poi passare alla fase di deduzione durante la quale trarre ipotesi. Non nego un’iniziale approccio assai difficoltoso per muoversi con il buon investigatore. Nel momento in cui leggerete queste parole, il gioco sarà già uscito e supporterà il più ovvio sistema di punta e clicca, ma nei giorni di prova sono stato “costretto” a giocare con un pad e non posso sottolineare la scomodità del tutto, specialmente considerato che può portarci a perdere indizi preziosi.

hercule poirot the first cases recensione

Dopo molteplici indizi, siamo giunti alla verità: chi ha rubato la collana?

LA GESTIONE DI MOUSE E TASTIERA HA DECISAMENTE BISOGNO DI QUALCHE RIFINITURA

Con il mouse siamo leggermente più liberi di tenere fermo Hercule Poirot in una stanza e passare l’indicatore dove vogliamo, trovare gli oggetti con cui interagire e poi decidere le azioni – anche se muovere l’investigatore e al tempo stesso muovere l’indicatore, crea un reset di quest’ultimo che ritornerà dopo una manciata di secondi al centro dello schermo. Diciamo, dunque, che in termini di supporto mouse e tastiera c’è bisogno di qualche patch correttiva, perché al momento la situazione è quasi ingestibili. La cosa diventa doppiamente assurda se pensiamo che Hercule Poirot: The First Cases è un gioco che richiama le vecchie avventure grafiche, inclini al punta e clicca: solo il pensiero di affrontarle con un pad è una mezza bestemmia. Immaginate di dove affrontare il Sancta Sanctorum di Gabriel Knight 3 con un pad. Brrr!

UN PAIO DI BAFFI ARRICCIATI

Il lavoro sull’estetica è generalmente egregio. Lo sforzo produttivo è comunque limitato dal budget non pantagruelico, ma si contestualizza bene con la natura dell’opera, con dettagli degli interni assai gradevoli, modelli poligonali al minimo sindacale accompagnati però da notevoli effetti di luce e di ombre. Gironzolare per la magione, rendizione in 3D che potremo ammirare con telecamera isometrica, e collezionare indizi è solo una parte del pacchetto ludico, che si completa con le mappe mentali. Cosa sono? È presto detto: esattamente come una tela di un ragno, Hercule Poirot immagazzinerà ogni tipo di informazione, sulla bellezza delle piante a quanto scoppietta bene il tronchetto di legno appena messo nel camino a cui seguirà quella strana macchia presente sul vestito della governante della nobile famiglia. Ora, non vogliamo dire che l’assassino è – come capita spesso – il maggiordomo, ma questo sarà un dettaglio di cui Poirot terrà conto. Il nostro scopo sarà quello di creare delle giuste associazioni in queste mappe mentali, tessendo una rete di collegamenti logici, atti ad aiutare l’investigatore a trarre la giusta conclusione.

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Il maggiordomo della villa si chiama Archibald. Come fa a non essere lui l’assassino con un nome del genere?

Nessun problema di errore, le associazioni sono 1 a 1 e non accettano tentativi errati, lo stesso investigatore ci consiglierà che l’associazione sbagliata che abbiamo appena tentato non è proprio logica. Più si avanza e più la rete diventerà grande, ma non temete: una volta entrati nel meccanismo sarà facile trarre le giuste conclusioni e se così non fosse, dopo diversi errori il gioco ci indicherà le giuste associazioni. Devo comunque sottolineare che alcune associazioni sono abbastanza discutibili quando non rasentano la totale idiozia, ma sono step fondamentali per proseguire nell’avventura e mi è capitato più di una volta di confermare l’ovvio (se le porte sono chiuse e non forzate, è chiaro che l’assassino non è passato da esse, ma tant’è bisogna “confermare” anche questa ovvietà) pur di proseguire nei capitoli. Dal punto di vista narrativo questi ultimi sono gestiti con grande perizia, e pare quasi di iniziare e chiudere un capitolo di un romanzo firmato dalla Christie: c’è una prima parte sommaria, fumosa che cresce sempre più e nel finale ci si lascia andare a sconvolgenti twist o passi verso la verità.

In Breve: Agatha Christie – Hercule Poirot: The First Cases è un titolo abbastanza lungo per un gioco tutto sommato apprezzabile. La nobiltà d’animo e le buone maniere dell’investigatore assieme alle sue osservazioni punzecchianti rendono il titolo particolarmente piacevole. Non esente da difetti, tutti riconducibili all’implementazione assolutamente da migliorare dell’accoppiata mouse e tastiera, a dir poco importante in un’avventura su PC, per quanto il gioco sia godibilissimo con il joypad. Complessivamente, però, Agatha Christie – Hercule Poirot: The First Cases offre una piacevole evasione, semplice nell’idea di gioco, ma ben realizzata.

Piattaforma di Prova: PC
Configurazione di Prova: Intel Core i7, 16GB RAM, GeForce GTX1650 Ti, HDD
Com’è, Come Gira: Nulla da segnalare sulla configurazione di prova con impostazioni grafiche settate su Ultra. Le richieste hardware sono abbordabili anche su macchine inferiori, con buonissimi effetti di luce e ombra che rendono ricca l’atmosfera di gioco

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Pro

  • La prima indagine di Poirot / Le mappe mentali sono sfide mai frustranti / Narrativa fedele e ricca di dettagli.

Contro

  • Supporto mouse + tastiera da rivedere totalmente / Un solo caso da risolvere.
7.6

Buono

Tra un tunnel carpale e l'altro, amo Dwayne "The Rock" Johnson, Independence Day, Destiny e il DC Extended Universe, tutti buoni motivi per farmi odiare.

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