Twelve Minutes – Recensione

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ALL’INTERNO DEL LOOP TEMPORALE DI TWELVE MINUTES, QUALUNQUE PICCOLA SCELTA PUÒ FARE LA DIFFERENZA

Vi stupirà come anche una banale azione, dal cambiare di posto un bicchiere al lasciare accesa una luce, possa modificare sensibilmente in corso degli eventi. Le prime volte la morte sembra inevitabile, ma vi verrà sempre in mente un nuovo, piccolo, apparentemente insignificante stratagemma che potrebbe permettervi di sopravvivere un po’ più a lungo la volta successiva.

DAVVERO STAI DISEGNANDO UNA MAPPA?

Se vi siete incuriositi e state già cercando la matita per disegnare la mappa del gioco in perfetto stile old school, direi che non serve: l’intera azione si svolge nei tre vani del bilocale. Anche gli oggetti con i quali interagire sono pochi e ben visibili, e tranne una particolare sezione nella quale la narrazione prevede che frughiamo alla cieca, non è necessario annoiarsi con il pixel hunting. Sul fronte NPC, la nostra dolce metà e il finto poliziotto sono le uniche persone che incontreremo.

Twelve Minutes Recensione

“Posso spiegare tutto!”

Questo però non fa di Twelve Minutes un’avventura facile, perché si sviluppa su più piani temporali. Gli stessi luoghi sono teatro di molteplici eventi, che possono verificarsi o meno a seconda delle nostre scelte. Aver in mente la giusta sequenza di azioni da compiere ma essere in ritardo nella scaletta che ci siamo imposti di rispettare mentre già si sentono i passi del sicario sul pianerottolo genera una certa ansia, che solitamente sfocia in un errore di pianificazione che porta all’ennesimo fallimento.

NON CI CAPISCO PIÙ NIENTE!

Come nelle migliori sceneggiature thriller, nulla è come sembra e la trama prende pieghe davvero inaspettate, cogliendoci impreparati ad ognuno dei vari colpi di scena che si susseguono a ritmo serrato e che sarebbe peccato mortale anticiparvi, anche se dopo un po’ la voglia di ribaltare la situazione per l’ennesima volta porta a situazioni un po’ caricaturali che fanno sembrare Twelve Minutes più una telenovela che un racconto noir.

Non mancano citazioni e omaggi a piccoli e grandi cult della cinematografia, da Shining a Oldboy, anche se la maggior fonte di ispirazione è probabilmente Source Code e la sua continua corsa contro il tempo per impedire il disastro. Lo svolgersi degli eventi in real time infatti non ci lascia tregua, aspetto non così comune negli adventure.

DOVE HO SENTITO QUELLA VOCE?

Quando ho letto sui titoli di apertura il nome di Willem Dafoe credevo si trattasse di un omonimo, invece è proprio il celeberrimo attore a prestare la voce al poliziotto. Insieme a James McAvoy, il pazzo di Split, e Daisy Ridley, famosa per il ruolo di Rey in Star Wars, rende il parlato fenomenale, da ascoltare in cuffia senza distrazione alcuna. Il comparto grafico purtroppo non è all’altezza del sonoro e opta per una visuale in prospettiva top down che fa il suo lavoro ma nulla più. Potrete assistere a uno dei sei finali nel giro di un paio d’ore, ma è facile che vogliate vederli tutti.

In Breve: Twelve Minutes sfrutta l’idea del loop temporale per raccontarci una storia intricata, riuscendo a stimolare la creatività del giocatore nel cercare di prevenire situazioni che sembrano inevitabili. Dotato di un voiceover da urlo, perde un po’ di credibilità nella voglia di stupire e raccapricciare a ogni costo, ma se il suo scopo era quello di spiazzare il pubblico, ci è riuscito alla grande. Vi regalerà un pomeriggio intenso, e se siete amanti delle avventure punta e clicca non dovreste farvelo scappare. Si riesce facilmente a vedere i primi due o tre finali, ma sbloccarli tutti richiede un certo impegno.

Piattaforma di Prova: PC
Configurazione di Prova: I7, 8GB RAM, GeForce GTX 1050, SSD
Com’è, Come Gira: Trattandosi di un’avventura, non impensierisce nemmeno le macchine più modeste e si può godere praticamente su qualsiasi PC che non vada a carbone. Consigliate le cuffie per il sonoro.

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Pro

  • Concept del loop temporale sfruttato a dovere / Voiceover Hollywoodiano, letteralmente / Intuitivo, senza enigmi improbabili o pixel hunting.

Contro

  • Comparto grafico modesto / Può risultare ripetitivo nel tentativo di sbloccare tutti i finali / Trama eccessivamente tortuosa.
8.4

Più che buono

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