Gunfire Reborn – Recensione

PC

Con Gunfire Reborn, Duoyi Games ci dimostra che a volte non servono altisonanti valori di produzione per creare uno sparatutto con i controfiocchi.

Sviluppatore / Publisher: Duoyi Games / Duoyi Network, 505 Games Prezzo: 16,79€ Localizzazione: Testi PEGI: ND Disponibile Su: PC (Steam) Data di Lancio: Già disponibile (PC); nel corso del 2022 (console)

Ci sono giochi che a vederli non gli daresti due lire. Magari è il nome che non ti dice nulla, magari è lo stile grafico, magari guardi il gameplay e hai l’impressione un po’ di poverata. Insomma, ci possono essere centomila motivi per cui, a pelle, un gioco non attira.

Io invece a un giochetto di nome Gunfire Reborn due lire (o meglio, dieci euro) glieli ho dati ormai un annetto e mezzo fa, e per fortuna che l’ho fatto, perché l’FPS roguelite di Duoyi Games ha finito per diventare una presenza fissa nelle mie serate da “e ora a che gioco?”

FUOCO ALLE POLVERI

Gunfire Reborn è un gioco molto semplice, concettualmente: premi New Adventure, scegli uno dei sei eroi (oddio, all’inizio ne abbiamo solo uno, gli altri tocca sbloccarli), avvii la partita e tempo dieci secondi sei già lì che spari a soldati di terracotta animati. Di fronte a te si parano quattro livelli divisi in vari stage di difficoltà crescente, e ciascuno di questi livelli ha alla sua fine un temibile boss pronto a rovinare i nostri sogni di gloria. Per fortuna, per affrontare tutto queste minacce Duoyi Games ha deciso di dotarci di un armamentario bello ampio: un totale di 40 armi (molte da sbloccare) a cui vanno ad unirsi più di 100 “pergamene” (molte da sbloccare), bonus passivi che faranno da moltiplicatori per la potenza del nostro personaggio.

Gunfire Reborn Recensione

Tutte queste scritte colorate sono invitanti… ma l’arma in sé non è il massimo per la nostra build!

COME DA TRADIZIONE DI MOLTI ROGUELITE, ANCHE GUNFIRE REBORN INCLUDE UN SISTEMA DI PROGRESSIONE ORIZZONTALE

Alla fine di ogni stage troveremo anche un calice dorato, cioè un oggetto che ci permette di sbloccare e potenziare una delle abilità passive del personaggio da noi scelto; c’è un fattore di casualità in questo, dato che la scelta ci viene sempre offerta fra tre possibilità e non su tutto l’albero delle abilità, quindi buona parte della sfida sta anche nella capacità di adattarsi a ciò che ci dona il fato e, talvolta, fare buon viso a cattivo gioco. Quanto sbloccheremo tramite i calici dorati non sarà conservato di partita in partita: alla nostra morte dovremo ricominciare dal primo livello, senza le armi e pergamene ottenute e senza le abilità sbloccate. Gunfire Reborn, com’è da tradizione di molti roguelite, include anche una progressione orizzontale, nella forma di un vasto albero delle abilità, tutte passive, valido per tutti gli eroi; più altre cinque abilità passive specifiche di ciascuno di loro.

GUNFIRE REBORN: LOOTER SHOOTER DISTILLATO

Levata di torno la parte un po’ più prosaica e noiosa, ma necessaria per capire cosa ci troviamo davanti, passiamo al vero succo del gioco: il gameplay, la parte in cui si spara, le esplosioni. Che in questo comparto Gunfire Reborn si ispiri alla serie Borderlands è più che evidente: al di là del fatto che entrambi sono looter shooter, le armi elementali funzionano esattamente allo stesso modo, con quelle di fuoco efficaci contro barre delle vita rosse, elettriche contro barre blu, e tossiche / acide contro barre della vita gialle. Dove però Borderlands ha sempre un po’ sofferto, con l’eccezione del significativo passo in avanti compiuto dal terzo capitolo, è tradizionalmente stato il gunplay. Gunfire Reborn invece da questo punto di vista è solidissimo: sparare in questo gioco è proprio divertente, le armi sono tante e varie, c’è quel “ting” quando colpisci un punto debole che non smette mai di darti soddisfazione, a livello di sonoro ci siamo, e quando hai la build che funziona e vedi le barre della vita evaporare ti senti proprio un dio sceso in terra.

Gunfire Reborn Recensione

Se volete far saltare per aria cose, Ao Bai è il vostro uomo. Cane. Uomo-cane.

Certo, a volte capita l’arma fetenzia con i modificatori sfigatissimi che decidi di provare “così vediamo, magari è forte” e dopo trenta secondi vorresti poter tornare a prima di aver attraversato quel portale a senso unico, ma fa anche quello parte del gioco: con così tante possibilità influenzate dal caso può capitare di trovarsi in mano un drop sfortunato, o addirittura qualche run dove sembra che non ce ne vada bene una e dobbiamo perdere per forza. Ciò in cui Gunfire Reborn riesce in pieno è però nel convincerci sempre a premere il tasto New Adventure.

UN GUNPLAY BRILLANTE E UNA INCREDIBILE VARIETÀ DI BUILD SONO LE CHIAVI DEL SUCCESSO DI GUNFIRE REBORN

Merito del gunplay brillante e della varietà di build possibile combinando armi, abilità dei personaggi e pergamene. Perché il bello del gioco è che non ha paura di infilare dentro roba che a leggerla dici ma questa è proprio rotta, tipo passive che ci permettono di non consumare proiettili, o che ci rendono sostanzialmente immortali, o che ci permettono di cancellare barre della vita con lo sguardo. Ma è anche questo che ti spinge a provare e riprovare, perché in ogni partita hai qualcosa a cui puntare, che ti fa pensare “cavoli, se riesco a fare questa combinazione qui spacco tutto”; poi magari non ci riesci, però intanto ti sei fatto la tua partita e hai fatto saltare per aria cani del deserto a dozzine.

Gunfire Reborn Recensione

Alcuni nemici sono più antipatici di altri. Lui occupa i primi tre posti della classifica.

Visivamente, con il suo stile semplice e stilizzato, Gunfire Reborn può forse non sembrare un granché; ma in realtà anche qui non manca di fascino e di caratterizzazione. Certo, si può criticare che alcuni ambienti sembrino un po’ spogli, che alcuni miniboss sono sostanzialmente dei recolor con il modello reso più grande; ma la domanda è: ce ne frega qualcosa, quando siamo impegnati a sparare a più non posso e a cercare di restare vivi in un gioco dove la differenza fra sentirsi dèi della morte e tirare improperi di fronte alla schermata del game over è spesso e volentieri circa due secondi? Ciascuno è chiaramente libero di dare la risposta che vuole, ma so che la mia è no. E se arrivati a questo punto state chiedendo “ma e la storia?” significa che non ho spiegato bene che tipo di gioco è Gunfire Reborn. La storia è che dovete pensare di meno e sparare di più, accidenti!

In Breve: In Gunfire Reborn si spara. Si spara un sacco, e si spara un sacco bene, con una varietà di build e di potenziamenti notevole e una formula che tende pericolosamente verso la dipendenza. Se volete una storia andate a leggervi un libro, ché le orde di nemici mica le sconfiggiamo a chiacchiere.

Piattaforma di Prova: PC
Configurazione di Prova: NVIDIA GTX 1070, AMD Ryzen 3600, 16 GB RAM, SSD NVMe
Com’è, Come Gira: Nessun problema di performance, ma mi sarei stupito del contrario: per quanto non manchi di stile e le esplosioni siano sempre belle da vedere, Gunfire Reborn non è certo gioco da graficone.

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Pro

  • Gunplay solidissimo / Ottima varietà di build / Si avvicina pericolosamente alla dipendenza.

Contro

  • Visivamente non sempre brillante / Sembra tradotto con Google Translate.
8.5

Più che buono

Dai monti del Trentino scende Marco Bortoluzzi – figurativamente, s'intende, perché per smuoverlo dal suo paese servono le cannonate. Non chiedetegli mai perché ha giocato così tanto a Dota 2.

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