Hauntii – Recensione

PC PS4 PS5 Switch Xbox One Xbox Series X

A distanza di un anno esatto dal suo annuncio durante un Day of the Devs, Hauntii giunge negli store PC e console portandosi dietro tutti gli occhi che ammirati lo seguono fin dai suoi primi vagiti. Una grafica minimalista in “Total B&W” che rapisce lo sguardo di chi non ha bisogno di secchiate di poligoni e ray-tracing per innamorarsi e un gameplay che sembra strizzare l’occhio a quel Journey che nessuno può e dovrà mai dimenticare.

Sviluppatore / Publisher: Moonloop Games / Firestoke Games Prezzo: 19,99 Euro Localizzazione: Assente Multiplayer: Assente PEGI: +3 Disponibile su: PC (Steam, Epic Games Store), Xbox Series X|S, PS4, PS5, Switch

C’è del cuore in Hauntii e si vede, ma c’è anche una storia che, come spesso accade, non concede prologo o prolisse spiegazioni e lascia nelle mani del giocatore la scoperta dei “chi” e “perché”. La ricerca di risposte vi porterà molto presto a conoscere un’essere di pura luce, un angelo appartenente alla razza degli Eterniani che guida le anime perdute verso un livello più elevato dell’Eternità, una sorta di limbo da cui Hauntii vuole andare via, se non fosse che misteriose catene oscure lo costringono a rimanete finché non avrà scoperto qualcosa in più su di sé e sul suo passato. I ricordi sono la chiave per concedersi la redenzione e tali ricordi sono imprigionati nel mondo in cui vi trovate.

Per liberarli dovrete cercarli in ogni dove, compiere i giusti passi e le giuste mosse ma non ci sarà nessuno ad indicarvi la via esatta, dovrete provare tutto ciò che l’intuito vi suggerirà e spesso provare a pensare al di fuori degli schemi.

CERCA, PENSA, POSSIEDI, RIPROVA

Dunque, il cuore c’è e anche un certo background narrativo, ma affinché il cerchio si completi serve anche qualcosa che tenga coeso il tutto e lo veicoli verso chi sta davanti allo schermo. Nel caso di Hauntii il gameplay gira intorno alla meccanica della “possessione” vagamente accennata nel titolo del gioco. Il piccolo spiritello costretto all’oblio non può maneggiare armi, ammesso che ce ne siano nel posto in cui è precipitato, non padroneggia poteri elementali, non sa volare e non è neanche dotato di forza sovrumana.

Ciò che Hauntii possiede è un’abilità molto particolare che gli permette di “possedere” oggetti e viventi intrappolati

Ciò che Hauntii possiede è un’abilità molto particolare che gli permette di “possedere” oggetti e viventi intrappolati come lui dentro questo luogo affascinante e inquietante al tempo stesso. Eternità offre scorci incredibili che invogliano allo screenshot ma anche panorami desolanti che non sfigurerebbero in un Inferno monocromatico dipinto da Dalì, ma soprattutto nasconde ostacoli e pericoli di cui potreste accorgervi solo quando sarà troppo tardi.

Solo occasionalmente il bianco e nero dominante in Hauntii lascia spazio a vaghe tonalità e schizzi di colore, creando veri e propri dipinti in movimento.

Non avventuratevi troppo nei percorsi oscuri o spiriti maligni vi cattureranno, per raggiungere i vostri obiettivi dovrete trovare un modo o in alcuni casi i modi di aprire percorsi di luce. All’occorrenza potrete prendere possesso di in un albero per scrollarne le fronde e aprire nuovi varchi al vostro oscuro cammino, prendere le sembianze di un insetto per volare verso mete altrimenti irraggiungibili, infestare statue da spostare per risolvere enigmi o ancora macchinari e/o esseri senzienti capaci di sparare proiettili.

Non avventuratevi troppo nei percorsi oscuri o spiriti maligni vi cattureranno

Gli scontri in realtà non sono un elemento particolarmente prorompente in Hauntii, vengono introdotti di tanto in tanto non come valvola di sfogo ma come mezzo per aprirsi nuove strade o risolvere puzzle ambientali. Si svolgono come un qualunque twin-stick shooter ma vista la penuria di proiettili è consigliato approcciarsi a loro in maniera cauta e accorta, quasi strategica. Passare da una possessione ad un’altra è essenziale per non alzare troppo l’asticella della difficoltà e nel caso vi troviate in brutte acque non esitate a battere in ritirata per adottare una tattica diversa.

NELLA BOTTE PICCOLA, HAUNTII…

La meccanica che fa da fulcro al gameplay di Hauntii non è nuovissima nel mondo dei videogiochi ma in questo caso le soluzioni adottate sono abbastanza originali e spesso è possibile sfruttarle per andare avanti nel gioco senza essere legati su un’unica strada. Alla lunga il tutto diventa vagamente ripetitivo ma la rigogliosità artistica e il progredire della storia vengono sempre in aiuto mantenendo l’esperienza sufficientemente fresca e interessante. Il gioco è diviso in micro-aree liberamente esplorabili, a patto di tenere sempre d’occhio pericoli e ostacoli perché ogni volta che passerete da una zona all’altra tutto verrà ripristinato ad eccezione degli enigmi risolti e dei ricordi sbloccati.

Nell’altroquando che gli umani chiamerebbero inventario potrete equipaggiare i fantasiosi cappelli che avrete trovato o comprato durante il gioco.

Potrete sfruttare questo elemento per farmare oggetti utili ad alimentare il vostro potere, la Possessione infatti non è infinita e per sfruttarla tutte le volte che volete dovrete raccogliere speciali oggetti che possono essere accumulati all’infinito. Man mano che le costellazioni composte dai ricordi di Hauntii andranno a completarsi sbloccherete nuove zone e la trama prenderà sempre più forma diradando un po’ della nebbia che inevitabilmente vi accompagnerà nelle prime ore di gioco.

la colonna sonora sottolinea il cammino del silente protagonista con pezzi energici, misteriosi e melanconici

Portare a termine l’avventura non sarà questione di decine di ore, anzi l’esperienza è piuttosto limitata nel tempo ma come altre prima di lei (non ultimo proprio quel Journey citato in apertura) una volta portata a termine vi lascerà piacevolmente soddisfatti e increduli di come un prodotto così “piccolo” possa smuovere cose che prodotti ben più potenti non riescono neanche a raggiungere. Menzione d’onore per la colonna sonora, realizzata dal compositore californiano Michael Kirby Ward, che in Hauntii sottolinea il cammino del silente protagonista con pezzi energici, misteriosi e melanconici al tempo stesso, lasciando spesso spazio al silenzio quasi assoluto intervallato solo da suggestivi effetti sonori.

In Breve: Un’avventura stilisticamente unica, con meccanichedi gioco non nuovissime ma usate in modo costruttivo e divertente. Narrazione, regia e colonna sonora contribuiscono a creare un’esperienza ricca di suggestioni che vi rapirà il cuore.

Piattaforma di Prova: PS5
Com’è, come gira: Assolutamente nessun problema da segnalare durante il test. Il gioco ha un ritmo molto compassato e va vissuto con tutta la calma del mondo. Esteticamente è una delle cose più originali e suggestive che si siano viste quest’anno.

Condividi con gli amici










Inviare

Pro

  • Stile grafico “Total B&W” incredibilmente suggestivo. / Spesso per raggiungere un obiettivo esistono più strade. / Colonna sonora e regia da ipnosi istantanea.

Contro

  • La meccanica di “possessione” tende un po' al ripetitivo / Longevità limitata, ma vi lascerà qualcosa dentro.
8.3

Più che buono

Password dimenticata