Pokémon Diamante Lucente – Recensione

Switch

Non è il nuovo capitolo che tutti bramiamo, ma porta con sé il gusto dei remake fatto bene: vediamo assieme come Pokémon Diamante Lucente cerca di far rinascere la quarta generazione su Switch.

Sviluppatore / Publisher: ILCA / The Pokémon Company, Nintendo Prezzo: 59,99€ Localizzazione: Testi Multiplayer: Competitivo / Cooperativo, online e locale PEGI: 7 Disponibile Su: Nintendo Switch Data di Lancio: 19 novembre

Ridendo e scherzando sono passati quasi tre lustri dal debutto di Pokémon Perla e Diamante, un lasso di tempo importante che ci permette di mettere maggiormente in prospettiva la caratura di un capitolo amatissimo, capace di far decollare col botto la quarta generazione degli adorabili mostriciattoli con uno dei Pokédex più amati di sempre, forte di centosette new entry e di un bestiario composto da quasi cinquecento unità. Non è solo questione di quantità, ma anche di rinascita stilistica e spirituale, forte di una veste grafica corroborata dai muscoli del nuovo (beh, per l’epoca…) Nintendo DS e del gioco online.





Gli anni passano e la serie si evolve, un po’ come i suoi simpatici protagonisti: piuttosto che iterare all’infinito una formula vincente, The Pokémon Company ha cercato di svecchiarla senza corromperla, perseguendo un equilibrio che finora noi di TGM abbiamo apprezzato, almeno giudicando dalla recensione di Pokémon Scudo / Spada.

POKÉMON DIAMANTE LUCENTE DIPINGE DI ROSA IL PASSATO

Il qui in esame Pokémon Diamante Lucente (o Perla Splendente, da scegliere a seconda di minime quanto importanti varianti nel Pokédex) non cerca di percorrere la strada dell’innovazione, è bene mettere le mani avanti: quello è un arduo traguardo che toccherà a Gamefreaks tagliare l’anno prossimo con Pokémon Legends: Arceus, un gioco che pare destinato a esaltare all’ennesima potenza l’insolita declinazione open world sperimentata nelle Terre Selvagge visitate in Scudo e Spada. Il viaggio nel passato che ci troviamo a recensire è opera di ILCA, uno sviluppatore con sede a Tokyo che ha riproposto i giochi originali nella maniera più fedele possibile, a partire dallo stile chibi che inizialmente aveva spiazzato quella fetta di fan oramai abituata alle figure slanciate viste nelle incarnazioni più recenti. Personalmente il risultato finale mi è piaciuto moltissimo: ho apprezzato filologicamente l’intenzione di riprodurre la medesima scala della mappa originale con una ricercatezza cromatica che buca lo schermo sul modello OLED utilizzato in sede di recensione, assieme a un buon numero di apprezzabili particolari come il pavimento lucido dei Centri Pokémon o le nuvole che stagliano la loro ombra sullo scenario. Veramente squisito, anche perché allenatori e avversari saranno comunque visibili nelle loro dimensioni reali durante i duelli, prevedibilmente arricchiti da tutte quelle migliorie introdotte nei capitoli successivi.

Pokémon Diamante Brillante

Non so voi, ma a me l’uso dei colori fa uscire di testa!

La leggibilità degli scontri è impreziosita da tutte quelle informazioni riguardanti caratteristiche e vulnerabilità di cui oramai sarebbe folle fare a meno

Non parliamo solo del mero aspetto estetico, con modelli poligonali e animazioni destinati a donare nuova vita agli sprite (peraltro ancora oggi bellissimi) che ricordiamo dal 2007, ma anche e sopratutto della leggibilità, impreziosita da tutte quelle informazioni riguardanti caratteristiche e vulnerabilità di cui oramai sarebbe folle fare a meno, assieme alla benvenuta possibilità di modificare la formazione al volo senza dover per forza fermarsi di fronte a un computer. Parlando di agevolazioni, un’introduzione fondamentale riguarda l’esperienza, distribuita automaticamente tra i membri del party; si tratta di una scelta per certi versi divisiva considerando che non può essere disattivata, ma che complessivamente mi sento di promuovere, capace com’è di snellire il ritmo del gioco. Un po’ come l’uso di quelle MT fondamentali per l’esplorazione come Taglio o Spaccaroccia: adesso non è più necessario arrovellarsi per decidere a chi insegnare la tecnica, ma basterà possederla al sicuro nello zaino e utilizzare l’interfaccia del PokéKron (una sorta di smartwatch espandibile con le app più disparate) per evocare un Pokémon selvatico a cui affidare il lavoro sporco. Sicuramente renderà tutti felici la nuova gestione dei Grandi Sotterranei, un complesso di cunicoli che riposa sotto la superficie della regione di Sinnoh dove reperire importanti oggetti picchettando pareti in prima persona, ché lo stylus del DS dovevano pure usarlo in qualche modo.

C’È VITA AL DI FUORI DELLE POKÉ BALL!

Stavolta, assieme alle gallerie, saranno presenti vere e proprie tane dove Pokémon di varia natura scorrazzeranno ben visibili in attesa di essere catturati. La tipologia di questi “ospiti” può essere influenzata dalle statue, reperibili assieme alle gemme giocando allo speleologo come ai vecchi tempi: disponendole nella nostra base segreta potremo dunque aumentare le possibilità di incontrare le tipologie di cui abbiamo maggiormente bisogno. È un’ottima idea che riscrive positivamente un aspetto del gioco originale un po’ sottotono nell’ottica del mantra Gotta catch ‘em all, da valutare ulteriormente in vista del gioco in cooperativa che potremo assaporare in locale o online, quando i server saranno finalmente popolati.

La presenza di diverse attività secondarie è quel quid che dona una sana iniezione di varietà a Pokémon Diamante Lucente

Del resto, la presenza di diverse attività secondarie è quel quid che dona una sana iniezione di varietà a Pokémon Diamante Lucente e all’illustre gemello senza stravolgere la formula originale. Tra queste vale la pena segnalare lo stiloso ecosistema che gravita attorno alle Super Gare-Show, spettacoli musicali tenuti nell’Arena delle Virtù di Cuoripoli dove il senso del ritmo va accompagnato da un’appropriata cura per l’estetica al fine di trionfare in cinque diverse categorie. Tornano quindi i bolli con cui decorare le Poké Ball per consentire un ingresso coi fiocchi al nostro beniamino, mentre le sue abilità sceniche possono essere corroborate da pietanze a base di bacche chiamate poffin.

Pokémon Diamante Brillante

Ci vuole ritmo, ma anche un certo stile per trionfare nelle Super Gare-Show!

Anche questo aspetto godrà del gioco online, permettendo ad amici e sconosciuti di calcare assieme i palcoscenici; qualora desideraste limitare le interazioni a semplici duelli o scambi, sappiate che l’ingresso nella cosiddetta Sala Contatto è disponibile con la semplice pressione di un tasto. Questa è disponibile in versione Locale – per interagire con gli allenatori nei paraggi – o Globale, estendendo la rete di contatti al mondo intero, connessione permettendo. Inizialmente l’interazione sarà ristretta a due giocatori, ma ci è stato anticipato che un aggiornamento futuro permetterà di popolare le sale con un maggior numero di contatti. Per finire, gli allenatori più dedicati apprezzeranno senza dubbio il Parco Rosa Rugosa, un contenuto post game disponibile dopo aver guadagnato l’ingresso nella Sala d’Onore: qui potremo incontrare Pokémon leggendari (differenti a seconda della versione del gioco, occhio!) provenienti da diverse generazioni, acquisendo particolari lastre di pietra.

In Breve: Da un certo punto di vista, Pokémon Diamante Lucente è un remake che non ama correre eccessivi rischi, migliorando l’esperienza originale senza osare particolari stravolgimenti. Eppure questo rappresenta anche il suo più grande punto di forza, specialmente per non ha mai giocato i capitoli originali su DS. Il risultato è una ricostruzione autentica di un titolo storico, levigata e ripulita da elementi di game design obsoleto. Sicuramente la quarta generazione non è mai stata tanto bella da giocare.

Piattaforma di Prova: Nintendo Switch OLED
Com’è, Come Gira: Lo stile chibi forse non piacerà a tutti, ma il gioco è un dolce nettare per gli occhi, specie sul modello Oled: colorato e ricco di particolari, eppure a suo modo fedelissimo alla veste originale.

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Pro

  • Stilisticamente squisito / Fedele al gioco originale ma perfettamente levigato: un remake ben fatto.

Contro

  • Se vedete in Spada e Scudo il futuro della saga, il suo classicismo potrebbe non fare per voi / Qualche idea totalmente nuova sarebbe stata apprezzabile dopo tutti questi anni.
8.8

Più che buono

Il retrogamer della redazione, capace di balzare da un Game & Watch a un Neo Geo in un batter di ciglio, come se fosse una cosa del tutto normale. Questo non significa che non ami trastullarsi anche con giochi più moderni, ma è innegabile come le sue mani pacioccose vibrino più gaudenti toccando una croce digitale che una levetta analogica.

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