Kena: Bridge of Spirits – Recensione

PC PS4 PS5

Lo studio di animazione Ember Lab si cimenta nella realizzazione del suo primo videogioco: Kena Bridge of Spirits. Ed è un quasi-capolavoro!

Sviluppatore / Publisher: Ember Lab Prezzo: 39,99€ Localizzazione: Testi Multiplayer: Assente PEGI: 7 Disponibile Su: PC (Epic Games Store), PS4, PS5 Data di Lancio: Già disponibile

Vi ricordate di Ghost Whisperer? Era quella serie TV con Jennifer Love Hewitt che, nei panni di Melinda Gordon, aiutava le anime di chi era morto male a “passare oltre”, lasciandosi alle spalle le questioni irrisolte della vita terrena per abbracciare finalmente la luce. Ecco, Kena, la protagonista di Bridge of Spirits, fa sostanzialmente la stessa cosa. Soltanto che, invece di convincere gli spiriti a trapassare con discorsi strappalacrime e giocando al telefono senza fili coi loro parenti, Kena preferisce agitare il suo bel bastone da guida spirituale e dare loro un sacco di legnate.





Del resto, non è che possa fare altrimenti: il mondo in cui vive è verde, rigoglioso e colorato a tinte forti, ma li mortacci, quando non ne vogliono proprio sapere di accettare il loro destino, finiscono sempre col corrompere la natura circostante e riempire il luogo con orribili, pestilenziali bubboni putrescenti. Queste aree corrotte, per di più, sono protette da spiriti malvagi pronti a sopraffare chiunque tenti di mondarle e, per tanto, un bel repulisti è proprio necessario. Solo le guide spirituali, però, hanno il potere di farlo.

VAI KENA, QUESTO MONDO SI PUÒ SALVARE

Nelle primissime battute del gioco, scopriamo che Kena è figlia d’arte: ha ereditato il suo bastone dal padre e adesso è fermamente determinata a proseguirne la carriera. È tutto ciò che sappiamo di lei e della sua missione e, dopo aver incontrato due misteriosi bambini in una specie di villaggio fantasma, la protagonista decide di aiutarli a ritrovare l’anima di Taro, il loro fratello maggiore, che si è perso da qualche parte tra le montagne. Questa missione farà da introduzione per un lungo viaggio iniziatico che porterà Kena molto, molto lontano e non solo geograficamente.

Kena Bridge of Spirits Recensione

Ci avviciniamo a un’area corrotta: lo scontro con le forze del male sarà inevitabile.

LA GIOVANE KENA SARÀ ACCOMPAGNATA DAI ROT, COCCOLOSE CREATURE MAGICHE CAPACI DI AIUTARLA

La nostra protagonista, tuttavia, non è sola: lungo la strada si nascondono alcune creature magiche chiamate Rot, dai grandissimi occhioni teneri e dall’aspetto irrimediabilmente puccioso, che una volta catturate la seguiranno ovunque vada. I Rot hanno diversi poteri: possono trasportare oggetti pesanti, possono attaccare i nemici e bloccarli per qualche secondo, possono anche “fondersi” con l’armamentario di Kena e dare origine a colpi devastanti. Non solo: in condizioni specifiche, possono anche organizzarsi in una squadra e liberare il paesaggio circostante dalla corruzione, ma a patto che alcuni requisiti vengano soddisfatti. Uno di questi, soprattutto nelle fasi di combattimento, è il coraggio: da brave creaturine tenere e pacioccose, per diventare offensive devono prendere esempio dalla loro condottiera e, per tanto, prima di usarle in battaglia dovremo uccidere un po’ di avversari e raccogliere le “pillole di coraggio” che esse lasceranno sul terreno.

UN PO’ PLATFORM, UN PO’ RPG…

Kena Bridge of Spirits è fondamentalmente un action-adventure vecchio stile, dove non è consentito divagare e in cui la direzione da prendere è sempre piuttosto chiara, con tanti simpatici elementi naturali posizionati in modo che non si possa sbagliare strada. Osserviamo la nostra protagonista di spalle, in terza persona, più o meno come abbiamo sempre fatto con Lara Croft e possiamo correre, saltare, arrampicarci e nuotare, affrontando talvolta condizioni così estreme da far venire i brividi (raramente mi è capitato di soffrire di vertigini per un videogioco. Stavolta è successo).

Kena Bridge of Spirits Recensione

Cioè? No, dico… questi non sono scherzi da fare a chi soffre di vertigini!

Corriamo per un po’, parliamo coi personaggi che incontriamo, riceviamo da loro nuove missioni indispensabili per proseguire e, a cadenza piuttosto regolare, incontriamo qualche zona putrida da disinfestare, dando sfoggio della nostra abilità con il bastone e con poche altre armi guadagnate lungo il percorso (un arco e delle simpaticissime bombe). Chiaramente, uccidere tanti mostri e risolvere i problemi altrui viene ricompensato con il ‘karma’ – una specie di moneta locale – e con la possibilità di migliorare le proprie abilità.

…MA ANCHE UN PO’ FILM D’ANIMAZIONE!

Prima di sviluppare essi stessi un videogioco, nei loro dodici anni di attività, i ragazzi di Ember Lab si sono fatti una buona reputazione come designer e animatori, realizzando spot pubblicitari e cortometraggi per clienti di primissimo livello. Non deve stupire più di tanto, quindi, se troviamo le loro precedenti esperienze infuse in questo gioco. Dalle cut-scene a 24 fotogrammi al secondo (la frequenza con cui le immagini si susseguono al cinema) all’accademica perfezione delle animazioni, passando per l’amorevole design dei personaggi, tutto sembra essere fatto apposta per assomigliare a un film di Pixar o di qualche altra società analoga.

Kena Bridge of Spirits Recensione

La trama è leggera ma appassionante, con alcuni momenti di sincera commozione.

In Kena Bridge of Spirits tutto è dosato alla perfezione, un po’ come in quei compiti in classe di matematica dove tutti i risultati collimano con le aspettative e tutti i passaggi sono ordinatamente riportati sul foglio, senza evidenti sbavature. Sarà anche il loro debutto in campo ludico, ma si vede subito la mano di professionisti navigati che sanno quello che fanno. I Rot, poi, sembrano essere fatti apposta per vendere milioni di pupazzetti, magliette, diari scolastici e giocattoli a tema. Difficile inquadrare tutto questo nel mondo indie.

In Breve: Se dobbiamo proprio fare un’osservazione a Ember Lab, tocca fargliela sul coraggio: Kena Bridge of Spirits è un bell’action adventure dei vecchi tempi, traslato sulle piattaforme di oggi. Ma dopo essersi innamorati della protagonista e dei Rot, aver goduto della storia e aver più volte maledetto i nemici affrontanti, ripetutamente, in ondate troppo simili tra loro, ci si accorge di aver già fatto in altri giochi tutto quello che Kena ha da offrire. Detto questo, non possiamo fare altro che applaudire alle capacità di Ember Lab: essere bravi designer non significa automaticamente essere bravi sviluppatori, ma loro hanno dimostrato delle doti non comuni, fondendo in questo action adventure tutta l’esperienza che hanno maturato con i loro cortometraggi. Kena è un film d’animazione tutto da giocare, con qualche limite solo nelle sessioni di combattimento e nella ripetitività del gameplay.

Piattaforma di Prova: PS4 Pro
Com’è, Come Gira: Un gioco capace di sfruttare l’hardware a disposizione, con una buona resa degli effetti grafici, quasi sempre senza scatti e senza tentennamenti. Su PC qualche problema con le risoluzioni ultrawide, che però si possono superare facilmente.

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Pro

  • Circa sei ore di gioco, con diverse cose da fare / Grafica, cut scene e colonna sonore spettacolari / Difficoltà calibrata piuttosto bene.

Contro

  • Meccaniche di gioco già viste, sotto altre spoglie.
8.5

Più che buono

Diffidate delle imitazioni. Il vero prototipo di tecno-nerd ce l’abbiamo noi e si chiama Paolo Besser. La CBS vorrebbe darci un sacco di soldi per un suo cameo in un episodio di BIg Bang Theory, ma il nostro rifiuto è netto e deciso: dopotutto, sapete che figura barbina farebbe fare a Leonard e Sheldon?

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